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Trump vuole eliminare il ticket d’ingresso di Manhattan

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New York - Trump vuole eliminare il ticket d’ingresso di Manhattan

Donald Trump insiste con le promesse fatte in campagna elettorale: ora il presidente degli Stati Uniti intende cancellare il ticket d’ingresso (introdotto il 5 gennaio 2025) per le auto che accedono a sud della Sessantesima strada di Manhattan. Si tratta di una delle zone più caotiche di New York, che comprende l’area a sud di Central Park, incluso il centro finanziario e celebri edifici come l’Empire State Building. Il segretario dei Trasporti Usa, Sean Duffy, ha già annunciato di essersi attivato al fine di revocare l’approvazione federale per il pedaggio, una congestion pricing pagata dagli automobilisti per entrare nella “città che non dorme mai”, con l’obiettivo di ridurre il traffico e finanziare il trasporto pubblico.

"Schiaffo alla classe operaia". Il 19 febbraio, Duffy ha avvertito il governatore dello Stato di New York Kathy Hochul che i funzionari federali sono intenzionati a contattare le autorità del posto per discutere del problema: “Il pedaggio è uno schiaffo in faccia alla classe operaia americana e ai piccoli imprenditori", sostiene il governo federale. "Ogni americano dovrebbe essere in grado di accedere a New York City indipendentemente dalle proprie possibilità economiche, non solo un’élite”. Due i motivi alla base della decisione di Trump (nato nel 1946 proprio nella “città dei sogni”, con una casa al centro della zona soggetta alla tassa). Anzitutto gli automobilisti, in assenza di mezzi pubblici efficienti, sono costretti a sobbarcarsi costi elevati per entrare a Manhattan. Secondariamente, i pedaggi dovrebbero al massimo essere impiegati per migliorare le strade utilizzate dagli stessi conducenti. Il cavillo legale? Duffy reputa che il ticket contraddica il programma federale: questo consente il ticket su strade costruite con fondi federali solo dietro approvazione del Congresso.

Quanto si paga. Durante i giorni infrasettimanali, dalle 5 alle 21, il ticket costa 9 dollari, scendendo a 2,25 di notte; mentre nel weekend il pedaggio si applica dalle 9 alle 21 (con le telecamere che controllano gli accessi, come accade nell’Area C di Milano). Le moto versano la metà, mentre i furgoni e i bus privati e turistici affrontano oneri maggiori; i tassisti sono esentati, ma i loro passeggeri versano un sovrapprezzo. Agevolazioni, infine, per i pendolari abituali ed esenzioni per alcune categorie.

Causa in vista. L’idea del team di The Donald sta già incontrando l’opposizione di Janno Lieber, presidente e amministratore delegato della Metropolitan Transportation Authority, che gestisce i proventi della congestion pricing newyorchese: per impedire lo stop alla tassa urbana, si è detto disposto a rivolgersi al tribunale federale. La tassa, sostiene Lieber, funziona: 1,2 milioni di veicoli in meno a gennaio 2025 sullo stesso mese del 2024 (-7,5%), e tempi di percorrenza in calo del 30% durante l’ora di punta per attraversare ponti e tunnel verso Lower Manhattan. Inoltre, 36 milioni di persone hanno visitato i quartieri commerciali della zona, cioè 1,5 milioni in più.

Un precedente. Al di là del ticket di Manhattan, l’esito dello scontro fra Trump e la Metropolitan Transportation Authority ha un peso specifico notevole per gli Stati Uniti: numerose sono le città Usa intenzionate a imitare la Grande Mela. In caso di eliminazione del pedaggio, difficilmente altri sindaci copierebbero l’idea.