Prove su strada
Quattroruote Reloaded
Giulietta T.I. 1962 e Giulia Quadrifoglio: due epoche Alfa Romeo, la stessa passione
Ecco due auto che rappresentano l'idea competente e brillante di come dovrebbe essere un’Alfa per tutti i giorni
Scrivere di Alfa Romeo è un po' come pretendere di conoscere la materia di cui sono fatti i sogni. Difficile, pur se non impossibile, trovare un altro marchio che è stato capace, nei suoi 116 anni di storia, di smuovere in modo così forte i cuori. Raggiungendo picchi di passione, ingegno, creatività, coraggio e capacità di cavarsela con i (spesso scarsi) mezzi a disposizione che, per altre realtà, sarebbero stati semplicemente impossibili da replicare.
Prendete la straordinaria coppia di questo articolo, che allarga (e inorgoglisce) il cuore. Da una parte c'è una macchina che è figlia del boom economico: nasce nel 1955 e si propone, in un certo senso, di democratizzare tecnologie e prestigio delle vetture da corsa del Biscione (che nel 1950 e nel 1951 vinse due mondiali F1 di fila, con Farina e Fangio), rendendole accessibili alla borghesia rampante dell'epoca. Così, la Giulietta diventa "la macchina per la famiglia che vince le corse" e, sempre secondo le pubblicità di allora, è talmente facile che "la guida anche la mamma". Come dire che le competizioni non sono fini a sé stesse, non servono soltanto per soddisfare l'ego di progettisti e piloti, ma sono imprescindibili per ottenere affidabilità, individuare soluzioni tecniche all'avanguardia e, in definitiva, raggiungere un piacere di guida degno di tale nome. Pure per la zia e la mamma, perché se la macchina risponde in modo coerente e preciso agli input di chi guida, rende tutto più facile. E, chiaramente, più sicuro.