Fiat non più Fiat
- Gemelle... diverse - FOTO GALLERY
Simca 6. La Simca è nata come la Fiat francese. Fino al primissimo dopoguerra ha prodotto cloni puri e semplici. La 6 del 1947 è un restyling della Topolino arrivato due anni prima della nostra Topolino C.
Simca 8. Analogamente alla 6, era la versione francese di una Fiat, la 1100 d’anteguerra a telaio separato. Leggermente diversa nello stile, poteva montare un motore di 1.200 cm3 non disponibile sulle nostre 1100 del tempo.
Steyr Puch 500. Da fuori, è una 500 un po’ rimaneggiata, con tanto di padiglione rialzato per migliorare l’abitabilità posteriore. Il motore, tutto diverso, è sempre biciclindrico ma boxer. La fecero in Austria dal 1957 al 1973.
NSU-Fiat 1100. Prima della guerra Fiat permise alla tedesca NSU di farsi una reputazione nel campo automobilistico. La collaborazione, con il doppio nome, continuò sino al 1973. Nell’immagine, la 1100 del 1958, equivalente alla nostra 1100-103 D
Polski Fiat/FSO 125 P. Nata assieme alla "nostra" 125, la versione polacca aveva tuttavia il motore della 1300/1500 invece che il bialbero. Oltre a fari tondi e non quadrati. È rimasta in produzione sino al 1991.
Polski Fiat/ FSO 125 P pick-up. Con l’anima della berlina sportiva che era la 125 italiana, l’omologa vettura costruita dalla Fabryka Samochodów Osobowych era declinata anche con carrozzeria giardinetta e persino camioncino.
FSO Polonez. Strutturalmente è ancora una 125P: trazione posteriore, ponte rigido con balestre, motore ad aste e bilancieri della Fiat 1500 C. E siamo nel 1978. Lo stile, moderno ma un po’ pesante, piace. Continuò fino al 2002.
Lada 2105. La versione russa della Fiat 124 era più robusta della nostra e anche più moderna, visto che adottava un motore ad asse a camme in testa. È durata, con denominazioni diverse, sino al 2012.
Premier Padmini. Guida a destra a parte, è il clone indiano della Fiat 1100 D del 1962: prodotta fino al 1999, è il taxi più diffuso nel Paese. E ne circolano ancora. Negli anni 90 viene equipaggiata con un diesel.
Tofas Sahin. Qui andiamo in Turchia, dove la Fiat peraltro produce, oggi, più di un modello (tra cui la Tipo). La Sahin è la derivazione più moderna e ricercata, costruita fino al 2008, della nostra gloriosa 131.
Pyeonghwa Motors Ppeokkugi. Tra le poche auto prodotte (e vendute) in Nord Corea dalla Pyeonghwa Motors figura questa copia conforme della prima generazione del Doblò, quello con il ponte rigido e le balestre.
Zastava 1500 F. È uno dei modelli più curiosi: mette assieme la parte anteriore e centrale della Fiat 1500 C e la coda della 124 Familiare. Venne costruita in Yugoslavia fino al 1982.
Zastava 101. La 128 yugoslava, ribattezzata 101, aveva una coda spiovente e il portellone: un posteriore molto simile a quello della Simca 1100. Ribattezzata successivamente Skala, è stata prodotta sino al 2008.
Zastava Yugo. Uno dei pochi prodotti "autonomi", sul piano dello stile, della marca yugoslava, impiegava motori di origine 127 e 128. Nacque nell’81 e fu venduta in Italia come Innocenti Koral tra il 1990 e il 1993.
Seat 800. Dalle nostre parti non si è mai vista, se non come fuoriserie, una 600 a quattro porte. In Spagna, dove la Seat sino al 1983 era la Fiat locale, fu invece costruita in serie questa berlinetta a passo allungato (1964-1967).
Seat Formichetta. Ennesima variante spagnola della 600, la Formichetta (costruita in realtà dalla Siata) è una sorta di Fiorino ante literram, che conserva il motore posteriore e verticale della berlina d’origine.
Seat 2000 diesel. Griglia a parte, è la copia omologa della Fiat 2300. Che, oltre a essere costruita più a lungo che da noi (fino al 1972), venne declinata in una versione diesel mossa da un due litri di costruzione Mercedes.
Seat 133. Sembra un incrocio tra una 126 e una 127, e come stazza si colloca a metà tra le due. È una tutto dietro con il motore della Fiat/Seat 850 costruita tra il 1974 e il 1982. In alcuni mercati venne venduta con il marchio Fiat.
Seat Sport. Negli anni in cui da noi si vendevano le 128 Sport Coupé e 128 3p, la sportiva media della Seat aveva la stessa meccanica, ma uno stile specifico. Motori 1.200 e 1.430 di origine 124. Era chiamata Bocanegra per via della griglia-paraurti scura.
Seat Malaga. Nasce nel 1985: da due anni la Seat è nell’orbita VW, ma i modelli di transizione, prima di quelli 100% VW (come la Toledo), hanno motori System Porsche, uno stile autonomo, ma parti della carrozzeria e il resto della meccanica ancora di origine Fiat (Ritmo, in questo caso).
Non sono Fiat, ma hanno molto – a volte tutto – delle auto del Lingotto: il motore, il pianale, talora la carrozzeria, solo in parte o profondamente rivista. Sono i modelli che nei decenni passati la Casa torinese faceva costruire su licenza all’estero, spesso per dribblare dazi e dogane e penetrare più agevolmente sui mercati oltre frontiera. Erano anni per certi versi più facili di quelli che viviamo oggi. Certo, la concorrenza era limitata oltre che concentrata essenzialmente in Europa. Con questi trapianti la Fiat, che dal primo dopoguerra sino alla metà degli anni 70 aveva una presenza continentale di assoluro rilievo sul piano industriale, è riuscita a mettere in macchina un pubblico che parlava lingue diversissime: dal francese allo spagnolo, dal tedesco al russo. Nella gallery troverete una rassegna simbolica e, giocoforza, parziale, di alcuni di questi modelli nati Fiat e diventati qualcos'altro: alcuni tradiscono, esteticamente parlando, le loro origini, altri hanno una base meccanica comune interpretata in modo differente, con importanti disparità rispetto ai nostri listini.