Porsche - I capolavori personalizzati di Stoccarda
1955. Una delle prime richieste da parte dei clienti arriva dall’industriale Alfried Krupp von Bohlen, che voleva per la sua 356 A Coupé del 1955 un tergicristallo posteriore, assente nel modello di serie.
1962. La stessa richiesta è stata avanzata qualche anno più tardi, per la sua 356 B Carrera 2 del 1962: in questo caso, però, l’installazione si è rivelata più complicata del previsto per via della maggior grandezza del lunotto, che ha costretto gli ingegneri a forare il vetro per far spazio al tergi e al motorino. Un lavoro che ha richiesto diverse ore e... diversi vetri. Su questo esemplare Krupp ha fatto installare anche un telefono radiomobile.
1968. Nel 1968 è stata realizzata una versione speciale della 911 2.0 per affrontare la London–Sydney Marathon: sedicimila chilometri tra Europa, Medio Oriente, Asia e Australia.
1968. Tra gli interventi più vistosi il tubo di scarico allungato fino al tetto per affrontare i guadi, e la barra di metallo all’esterno per proteggere l’auto (e chi ci sta dentro) da ribaltamenti e animali selvatici.
1974. Il direttore d’orchestra Herbert von Karajan, entusiasta cliente della Porsche, ha chiesto una versione alleggerita della 911 Turbo 3.0 color argento, ottenuta utilizzando la carrozzeria della Carrera RS 3.0. Chiamata Turbo RS, aveva l'inconfondibile livrea Martini.
1975. La versione stradale della 917 K viene richiesta esplicitamente dal Conte Rossi di Montelera, presidente della Martini & Rossi, uno degli sponsor più importanti della Porsche Motorsport di quegli anni.
1975. All’esterno sono stati montati gli specchietti e le frecce, nonché una marmitta per lo scarico. All’interno, l’abitacolo sportivo è stato arricchito da sedili in pelle Hermès, inserti in Alcantara e il pomello in legno per il cambio.
1975. Con i suoi 620 CV e con l’assetto originale da gara, l’auto (telaio 30) è stata omologata per la circolazione in Alabama e in Francia. Due anni più tardi ne è stato realizzato un secondo esemplare, destinato a un collezionista tedesco.
1983. La 935 “Street” è una delle lavorazioni più celebri: un modello nato dal desiderio dell’imprenditore Mansour Ojjeh, che aveva commissionato alla Casa tedesca il TAG turbo montato sulle McLaren a metà degli anni Ottanta (con cui ha vinto i campionati di F1 1984, 1985 e 1986).
1983. Vero e proprio simbolo degli anni Ottanta, la 935 “Street” da 409 CV si distingue per il frontale Slantnose, la carrozzeria in Candy Apple, gli interni in pelle color caramello con rivestimenti in legno.
1983. Per poter realizzare queste personalizzazioni, la conversione dei veicoli è stata integrata direttamente in catena di montaggio. Con l’aumentare di richieste come quelle di Ojjeh, nel 1986 è stata fondata la divisione Porsche Exclusive, che dal 2017 avrebbe preso il nome di Porsche Exclusive Manufaktur.
1989. Sul finire degli anni Ottanta è stata prodotta una serie limitata di sette Porsche 959 per lo sceicco del Qatar, Abdul Aziz Khalifa Althani. Ogni auto doveva avere un colore diverso, su misura, con interni coordinati.
1989. Gli studi colore sono stati condotti dai designer della Porsche a Weissach, che hanno utilizzato tinte beige sahara, blu reale e verde seta. Gli scarichi sono oro a 24 carati, e lo stemma Porsche è stato sostituito da quello della famiglia reale.
1990. Un collezionista di New York chiede un esemplare esclusivo della sua 911 Turbo 3.3 Cabriolet (964), un modello già di suo fatto su ordinazione (a listino c'era solo la Coupé): la lista di modifiche che presenta alla Porsche è lunga 28 pagine.
1990. Oltre ai numerosi dettagli in pelle, tra le richieste c’è anche il tetto apribile elettricamente (e automaticamente in caso di pioggia), il motore con iniezione Motronic e cambio manuale a sei rapporti.
1997. Della Porsche 911 GT2 (993) sono stati prodotti solo 193 esemplari. Uno solo, però, è stato personalizzato con l’azzurro tenue Coppa Florio, codice colore 360, colore ripreso anche dai cerchi Speedline.
1997. Gli sgargianti interni sono in pelle Can Can Red, che ricopre praticamente tutto l’abitacolo, compreso il quadro strumenti, la radio, lo specchietto retrovisore e le leve sul piantone del volante.
2004. Richiesta dall’architetto Carlo Rampazzi, questa 911 Turbo Cabriolet (996) si caratterizza per il colore della carrozzeria identico a quello degli interni. Il sample di partenza? Un piatto di porcellana.
2014. Il reparto Porsche Exclusive realizza una serie limitata di cento Panamera Turbo S, presentata al Salone di Los Angeles del 2014. Per la prima volta è presente una tinta bicolore sfumata: Deep Black Metallic abbinato al Chestnut Brown Metallic, che diventa più scuro man mano che ci si avvicina alla coda dell’auto.
2014. All’interno i sedili e altre superfici a vista sono rivestite in pelle Poltrona Frau in color Agatha Chestnut Brown. L’infotainment per i sedili posteriori metteva a disposizione per la prima volta una telecamera integrata e un lettore DVD.
1999-2022. Le 911 Sport Classic e Classic Club Coupé riprendono alcuni elementi particolarmente apprezzati negli anni Sessanta e Settanta, reinterpretati sulle auto più moderne.
1999. Realizzata partendo da una Carrera del 1998, questa 911 Classic Club Coupé (996) è stata realizzata in un unico esemplare per conto del PCA, il Porsche Club of America, e venduta all’asta per 1.2 milioni di dollari.
2009. La 911 Sport Classic Coupé (997) è stata presentata al Salone di Francoforte nel 2009, e si caratterizza per lo spoiler posteriore ducktail che richiama la 911 Carrera 2.7 RS del 1973. Ne sono stati prodotti solo 250 esemplari.
2009. In comune con gli altri modelli, oltre alla coda, anche il tetto con le due caratteristiche “gobbe”, e la doppia striscia lungo tutta la carrozzeria.
2022. Presentata nel 2022, questa 911 Sport Classic (992) è stata prodotta in 1.250 esemplari. Motore da 550 CV, trazione posteriore e cambio manuale. Cofano e tetto sono in carbonio, le strisce della carrozzeria dipinte a mano.
2022. All’interno i tessuti dei sedili e dei pannelli porta hanno il motivo a pepita utilizzato per la prima volta sulla 911 del 1965. Le scritte esterne sono in color oro, e lo stemma è quello che la Porsche usava nel 1963.
2023. Realizzata insieme all’artista cinese Ding Yi ispirandosi al suo dipinto Appearance of Crosses 2022-2, questa Taycan Turbo S si distingue per la particolare colorazione del cofano, ripresa anche nello spoiler posteriore, sugli specchietti e nei rivestimenti interni.
2023. Per ottenere questo risultato i tecnici della Porsche hanno dovuto sviluppare nuove tecniche di lavorazione delle immagini e di applicazione della vernice.
2024. Il reparto Sonderwunsch ha restaurato una 928 S del 1981 per il musicista Álvaro Soler, da sempre grande appassionato di Porsche. La sua “Boo” 928 S è nel colore su misura Soler Yellow Metallic, mentre gli interni sono in pelle marrone Pampa.
2024. L’impianto audio, manco a dirlo, è fatto su misura e studiato con la collaborazione di Soler. Il team che ha lavorato all’auto gli ha anche fatto una sorpresa: una chitarra colorata come la 928, con una custodia realizzata con la stessa pelle dell’abitacolo.
La personalizzazione dei modelli della Porsche è cominciata insieme alla produzione della prima 356, nel 1948, quando già si teneva conto delle esigenze dei clienti che le ordinavano. E le richieste continuavano ad aumentare, già da prima di trasferirsi a Zuffenhausen: c’era chi cercava prestazioni più estreme, chi bramava accessori e dotazioni di lusso, impianti audio e interni rivestiti di pelle. Nel 1978 nasce quindi il reparto Sonderwunsch (richieste speciali), inserito nel 1986 all’interno del programma Porsche Exclusive (diventato Porsche Exclusive Manufaktur nel 2017), per la realizzazione di esemplari personalizzati su misura in base alle esigenze dei clienti. Nelle schede qui sopra scopriamo alcune delle lavorazioni e dei migliori modelli realizzati negli ultimi 70 anni: buona lettura!