Stella creativa - Mercedes, le concept più pazze e visionarie di sempre
Mercedes-Benz NAFA (1981). Abbreviazione di “Nahverkehrsfahrzeug”, ossia veicolo per il trasporto di massa, era una concept lunga due metri e mezzo, alta e larga un metro e mezzo, con forme molto squadrate.
Mercedes-Benz NAFA (1981). Le quattro ruote sterzanti permettevano di fare inversione in pochissimo spazio, e le portiere si aprivano scorrendo in avanti. Montava un 1.0 tre cilindri a benzina da 45 CV.
Mercedes-Benz NAFA (1981). Il progetto è rimasto nel cassetto per un po’ di tempo, per almeno una decina d’anni, ma le sue intuizioni sono state il punto di partenza di un’auto che ha rivoluzionato la mobilità urbana: la smart.
Mercedes-Benz Auto 2000 (1981). La risposta della Casa tedesca alla sfida lanciata dal Ministero federale tedesco per la Ricerca e la Tecnologia per lo sviluppo di automobili a basso consumo. Detto fatto: carrozzeria con Cx di 0,28 e soluzioni ardite, a cominciare dall’apertura laterale del cofano.
Mercedes-Benz Auto 2000 (1981). Ne sono state costruite tre varianti, con altrettante motorizzazioni: un V8 a benzina di 3.8 litri con un pionieristico sistema di cut off automatico di quattro degli otto cilindri, un sei cilindri in linea biturbo di 3.3 litri e un motore a turbina a gas (perché no?), tutti abbinati a un cambio automatico a quattro rapporti.
Mercedes-Benz VRC (1995). Più che un’auto, un camaleonte su ruote, l’equivalente automobilistico di un coltellino svizzero, quattro macchine racchiuse in una sola. Presentata al Salone di Ginevra, la Vario Research Car aveva la parte posteriore sostituibile, che la trasformava in base al pezzo montato in una coupé, una station wagon, una cabriolet o un pick-up compatto.
Mercedes-Benz VRC (1995). Nell’idea degli ingegneri tedeschi, le diverse varianti di carrozzeria sarebbero state vendute ai clienti, che potevano sostituirle in autonomia a casa propria, senza neppure l’uso di attrezzi. Un progetto affascinante sulla carta, ma economicamente insostenibile e, forse, poco sensato.
Mercedes-Benz F200 Imagination (1995). Nata con l’idea di immaginare il futuro dell’automobile, questa concept raccoglieva in sé numerose innovazioni e soluzioni high-tech, a cominciare dal “sidestick”, una via di mezzo tra cloche e joystick, che sostituisce volante e pedali e può essere utilizzata tanto dal conducente quanto dal passeggero.
Mercedes-Benz F200 Imagination (1995). Le portiere ad ala di gabbiano si aprivano elettricamente, così come il baule, il tetto panoramico si oscurava elettricamente, c’era un primo, rudimentale assistente vocale e gli specchietti retrovisori erano sostituiti da telecamere. Costruita dalla carrozzeria Stola, la F200 monta un V12 di 6.0 litri, abbinato a un cambio automatico a cinque rapporti.
Mercedes-Benz F300 Life-Jet (1997). Ci sono concept che nascono anche senza grandi ambizioni commerciali o come laboratorio di soluzioni tecniche particolari. È il caso di questo veicolo a tre ruote, con due posti in linea, presentato al Salone di Francoforte e realizzato in un unico esemplare.
Mercedes-Benz F300 Life-Jet (1997). Il motore è quello della coeva Classe A, un 1.6 quattro cilindri da 102 CV con un cambio sequenziale elettroattuato. Il sistema elettronico di controllo dell’inclinazione dell’avantreno e del corpo vettura permetteva a questo veicolo di inclinarsi fino a 30°. Ulteriormente raffinato, questo sistema è stato introdotto sulla Classe S del 1999.
Mercedes-Benz Bionic (2005). Questa concept si ispira nelle forme all’Ostracion Cubicus, altrimenti noto come “pesce scatola”, uno delle forme di vita più “efficienti” dell’ecosistema marino, per la sua capacità di muoversi nell’acqua con poco dispendio di energia e per la corazza esterna fatta da piastre ossee di forma esagonale.
Mercedes-Benz Bionic (2005). La Casa della Stella ha creato una vettura a due porte lunga 4,24 metri, con un coefficiente aerodinamico record di 0,19. Il motore è un turbodiesel Bluetec da 141 CV con consumi dichiarati di 4,3 litri/100 km.
Mercedes-Benz Maybach Exelero (2005). Nata dalla collaborazione con la Fulda, questa concept rende omaggio alle streamliner degli anni Trenta, riprendendo il nome di un prototipo realizzato dall’azienda di pneumatici nel 1938 per testare nuove gomme ad alte prestazioni.
Mercedes-Benz Maybach Exelero (2005). Sotto il (lunghissimo) cofano di questa filante coupé si trova un V12 biturbo da 6.0 litri con potenza portata da 650 a 700 CV, coppia massima di 1.020 Nm: è capace di coprire lo 0-100 km/h in 4,4 secondi e di raggiungere i 350 km/h.
Mercedes-Benz F-Cell Roadster (2009). Costruita dagli studenti dei corsi di formazione all’interno dello stabilimento di Sindelfingen, questa concept è una vera e propria “carrozza a idrogeno”, mossa da un powertrain fuel cell da 1,2 kW (1,6 CV) capace di una velocità massima di 25 km/h e un’autonomia di 350 km.
Mercedes-Benz F-Cell Roadster (2009). Questa concept si controlla con un joystick, che sostituisce il volante, mentre le sedute sono bucket di fibra di carbonio, come tutta la scocca. Nell’aprile del 2009 ha ripercorso il viaggio di Bertha Benz nel 1888, da Mannheim a Wiesloch.
Mercedes-Benz F015 Luxury in Motion (2015). Questa concept dalle linee affusolate è lunga 5,22 metri, larga 2 e alta 1,5. Gli sbalzi ridotti hanno permesso di ottenere un passo molto generoso: 3,61 metri, a tutto vantaggio dello spazio a bordo.
Mercedes-Benz F015 Luxury in Motion (2015). L’ambiente per i passeggeri è elegante e lussuoso, con materiali raffinati e soluzioni da vera e propria lounge, comprese le sedie che ruotano. Le numerose luci a Led esterne hanno animazioni diverse e cambiano colore: diventano blu con la guida autonoma attiva e bianche con la guida manuale.
Mercedes-Benz Vision AVTR (2020). Una delle auto più “organiche” che si siano mai viste, realizzate con la collaborazione dei designer e degli artisti del film Avatar di James Cameron, è pensata come una creatura con cui il conducente può diventare una cosa sola, esattamente come il popolo dei Na'vi con gli animali che abitano il pianeta Pandora.
Mercedes-Benz Vision AVTR (2020). Il risultato è un’auto senza una sola linea dritta, con l’unica eccezione delle trentatré appendici aerodinamiche sul tetto, chiamate “flap bionici”, che si sollevano e si piegano come i peli di un animale in base agli input del conducente e al suo stile di guida. Questi elementi integrano anche i pannelli solari che alimentano il computer di bordo.
Mercedes-Benz Vision AVTR (2020). All’interno dell’abitacolo non c’è il volante, naturalmente, ma una sorta di manopola nella console centrale che indica all’auto di partire, lasciando il resto alla guida autonoma. Elettrica la propulsione, con un motore per ruota e 469 CV di potenza complessiva, tutti alimentati da una batteria (in materiale organico e compostabile) da 110 kWh per un’autonomia (stimata) di 700 km.