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Audi a Fuoriconcorso: il motorsport come forma d'innovazione tecnologica

Redazione Online
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La prima volta dell'Audi al FuoriConcorso di Como non è stata soltanto una passerella di modelli da corsa. A Villa Sucota, il baricentro dell’evento si è spostato dalla pura esposizione statica al racconto vivo di chi quelle macchine le ha portate al limite. Nel weekend del Concorso d'Eleganza Villa d'Este si è infatti tenuto anche il talk "Autenticità e avanguardia", dove tre leggende del motorsport – Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish – hanno tracciato la rotta che unisce le corse d'altri tempi alla sfida odierna dei Quattro anelli in Formula 1.

Il messaggio arrivato da Como è chiaro: la tecnologia non è un fine, ma il risultato di una visione strategica che vede nel pilota il primo dei collaudatori. Allan McNish, oggi Racing Director del progetto F1, ha subito inquadrato l'approccio necessario per competere ai massimi livelli: “Tecnologia e sport seguono strade parallele. È necessario capire che spesso non si tratta di correre una gara sprint, bensì una maratona. Devi fare il tuo lavoro oggi, ma devi tenere gli occhi puntati sull'obiettivo futuro”.

Un concetto che trova riscontro nel legame tra chi siede nell'abitacolo e chi progetta nei laboratori di Ingolstadt. Tom Kristensen, plurivincitore della 24 Ore di Le Mans, ha spiegato come questo travaso non sia solo teorico: “Le auto da corsa Audi sono dotate di tecnologie che trovano ampia applicazione anche su strada. Per questo il lavoro del pilota spesso si intreccia con quello dell’ingegnere. La velocità è una conseguenza di molteplici fattori che trovano espressione finale nell’essere umano che porta al limite vettura e soluzioni tecniche”.

A chiudere il cerchio della filosofia Audi è stato Dindo Capello, sottolineando che la prestazione pura è una dote quasi scontata in certi contesti, mentre la differenza la fa il metodo costruttivo: “La velocità è solo l'ultima parte del nostro lavoro, perché quando vieni coinvolto in un team di alto livello come quello Audi è perché la velocità è qualcosa che devi avere naturalmente. Tutto il resto devi costruirlo lavorando insieme, fianco a fianco con chi progetta e sviluppa la vettura”.

Questa "cultura di team" si rifletteva nelle undici Audi esposte, capitoli di una storia fatta di intuizioni. Dalla Sport quattro del 1984, che ha imposto la trazione integrale nei rally, alla R18 e-tron quattro del 2013, pioniera dell’ibrido endurance. Oggi, questa eredità si materializza nella monoposto R26 per la Formula 1 e nella nuova Audi RS 5, la prima plug-in hybrid di Audi Sport con 639 CV, che porta su strada il sistema Dynamic Torque Control derivato direttamente dalle gare. L'appuntamento lariano ha confermato che l'innovazione tecnologica, per essere autentica, non può prescindere da una stratificazione di esperienza. In un panorama automobilistico in rapida trasformazione, la pista resta l'unico laboratorio in grado di validare le idee prima che diventino uno standard quotidiano.