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Affidabilità
La piccola torinese, nonostante l'età, vende ancora bene e per il momento continua ad accollarsi l'onere di tenere in vita un intero marchio. Molto apprezzata per stile e praticità, è un po' criticata per la qualità degli interni
Compito gravoso quello che il destino ha riservato alla Lancia Ypsilon. Invece di essere soltanto un'utilitaria chic alternativa alle ben più compassate (e talvolta noiose) concorrenti, con alle spalle un'intera gamma, si è trovata da sola a dover tenere in vita un intero e glorioso marchio. E lo ha fatto e continua a farlo con dignità, a testa alta, nonostante il progetto mostri i segni del tempo e il mercato offra vetture ben più moderne. In ogni caso, chi la sceglie apprezza molto il suo design un po' ricercato che la differenzia da altre piccole. Inoltre, l'introduzione delle cinque porte ha consentito di accrescere il livello di versatilità, che in questa categoria non deve mancare mai. Nei suoi 3,84 metri di lunghezza c'è tutto lo spazio occorrente per affrontare i bisogni quotidiani, a partire dal comportamento agile nel traffico e dalla facilità con cui si riesce a parcheggiarla anche in pieno centro.
Piace a chi la usa. I proprietari della Lancia Ypsilon, che hanno espresso il loro giudizio attraverso il sondaggio pubblicato sul nostro sito, hanno sostanzialmente promosso l'utilitaria italiana. Come si può vedere nell'infografica animata, le quattro stelle sono state attribuite a quasi tutte le voci, con una menzione speciale per i consumi dei motori diesel, ritenuti davvero poco assetati. A ben guardare, la Ypsilon viene promossa anche in settori, come per esempio le sospensioni, che di solito sono un punto debole in questa categoria di vetture. Può non essere perfetta, certo, ma la sensazione generale è che i proprietari l'apprezzino particolarmente nell'uso.
Servirebbe più cura dentro. Dove, invece, la clientela ha rimarcato maggiormente la propria delusione è negli interni. Le tre stelle e mezza attribuite agli arredi per precisione degli accoppiamenti e silenziosità durante la marcia sono il segnale evidente che a Torino e dintorni si poteva fare qualcosa di più. E sebbene i sedili e i pannelli porta strappano una sufficienza per il rotto della cuffia, la sensazione generale è che molte parti dell'abitacolo siano state affrontate un po' in economia per scelta dei materiali e per accuratezza di montaggio. Un vero peccato perché una vettura originale come la Ypsilon avrebbe meritato un abitacolo più curato.
La parola ai proprietari. Ci sono tante parole di apprezzamento, ma anche qualche critica nei commenti dei proprietari della Lancia Ypsilon che hanno partecipato al nostro sondaggio. Marco Saggin è molto legato al suo esemplare, che è anche la sua prima auto. Gli serve per andare dappertutto, al lavoro o in università, per diporto o per necessità. Ed è anche la vettura che lo accompagna alle prove di una compagnia coristica di cui fa parte e che gli permette di trasportare tutto quello che serve, spartiti compresi. E poi, che dire dell’agilità che consente al nostro Marco di destreggiarsi nelle viuzze del piccolo centro in cui vive? A suo parere, è insuperabile. “Appena uscita la seconda serie, quand'ero poco più che ventenne”, racconta Stefano Galloni, “mi ingegnai per fare una recensione sul piccolo giornale del mio quartiere, tanto mi piaceva. Poi lo scorso anno, subito dopo il lockdown, ne abbiamo comprata una di colore blu, su diretto suggerimento di mia figlia Alice, che aveva sei anni. Per lei è la macchina piccolina più carina che ci sia e in questo colore è elegantissima. È una scelta che rifarei, tante sono le soddisfazioni che mi sta dando”.
Non mancano, come dicevamo, testimonianze più critiche. “Il mio esemplare a metano”, racconta Claudia Lunardini, “ha fin da subito manifestato un problema ai sensori del turbo, che portavano in protezione il motore in determinate situazioni. Il primo intervento è avvenuto in garanzia, d’accordo, ma poi il difetto si è ripresentato, con costi di sostituzione eccessivi. In seguito ho avuto problemi ai bracci delle sospensioni, per l'eccessiva rumorosità delle stesse, e allo sterzo. In totale ho percorso 160 mila chilometri in otto anni”. Secondo Fabio Razzano, invece, la frizione diventa dura in modo abbastanza precoce. “Dopo una settimana”, sostiene infine Gianfranco Righi, “un vetro posteriore è sprofondato nella porta. Abbiamo pensato che forse avremmo fatto meglio a non comprare l'ennesima auto del gruppo Fiat. Ci sbagliavamo: nei successivi 11 anni d'uso, mai un problema”.
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