Ma quanto piacciono i piloti giovani, talentuosi e teste calde affiancati da ex leggende che, dopo avere abbandonato la pista, decidono di tornarvi per aiutarli a vincere? lI 10 febbraio, su Netflix, è arrivata "Motorvalley" e la serie parte proprio da lì da un leitmotiv tipico delle pellicole motoristiche (tra le ultime, "F1" con Brad Pitt e "Gran Turismo" con David Harbour), per raccontare però una storia di casa nostra, di vita e riscatto, di corse e bolidi, che ha il suo fulcro nell'Autodromo di Imola (con alcune scene girate anche a Vallelunga, a Misano e al Mugello) e i suoi satelliti in quella "Valle dei motori" che dà il titolo alla serie.

"Motorvalley" si articola in sei episodi in cui le storie di Blu, l'acerba promessa di cui sopra, di Arturo, il pilota che torna per aiutarla, e di Elena, proprietaria di una scuderia che li ingaggia per tornare a vincere, si intrecciano con il Campionato Italiano GT. Ed è qui che inizia il divertimento, con tante scene d'azione ad alto tasso di adrenalina. Tutte rigorosamente made in Italy. Anzi, in Motor Valley.