Auto cinesi - L'invasione... del Dragone - FOTO GALLERY
Zeekr. Se per la distribuzione nella nostra Penisola bisognerà attendere il 2025, questo marchio premium del gruppo Geely è già sbarcato in Europa con due modelli elettrici, sfruttando il know-how del centro di ricerca e sviluppo di Gothenburg, in Svezia. Proprio dalla Svezia, e dall’Olanda, hanno preso il via gli ordini del brand nel Vecchio continente. Nella foto, la 001, una shooting brake lunga quasi 5 metri, con batteria da 100 kWh.
Zeekr. L’altro modello di questo nuovo marchio è la crossover X, che abbiamo guidato in anteprima qualche giorno fa. Lunga 4,43 metri, ha potenze di picco da 272 a 428 CV e batterie Catl da 69 kWh. In Olanda ha prezzi che partono da 44.990 euro.
Lynk&Co. Altro marchio del gruppo Geely, è ormai piuttosto noto in Europa, Italia compresa, dove è approdato da tempo con la 01, un modello a ruote alte con powertrain full hybrid e plug-in, sviluppato sulla piattaforma CMA, la stessa della Volvo XC40. Questa Suv è offerta (anche) con un interessante abbonamento in stile Netflix, alternativo all’acquisto in senso stretto.
Lynk&Co. E se nell'ex Celeste impero la gamma del brand è già piuttosto articolata, nel 2024 quella europea dovrebbe raddoppiare con l’arrivo della più grande 08, una crossover plug-in lunga 4,82 metri. Secondo la Casa, è in grado di percorrere oltre 200 km con la sola trazione elettrica, grazie alla sua batteria da ben 39,6 kWh, più grande di quella presente su alcune full electric di dimensioni più compatte.
Ora. Si tratta di un marchio del gruppo Great Wall che punta molto sul design delle sue vetture elettriche. La Ora Funky Cat nella foto, infatti, adotta uno stile moderno e al contempo rétro, che non passa inosservato, e dotazioni di sicurezza al passo coi tempi.
Ora. La Funky Cat ha ottenuto lo scorso anno cinque stelle nei crash test EuroNCAP, facendosi valere nella protezione dei passeggeri adulti (92%) e nei Safety Assist (93%). Attesa anche in Italia, è già disponibile su alcuni mercati europei, compresa la Germania: qui è possibile ottenerla in leasing con canoni da 149 euro e a prezzi di listino da 38.990 euro.
Wey. Altro marchio di Great Wall, presenta al momento una gamma disponibile in Europa che comprende innanzitutto la Coffee 01 nella, una Suv lunga 4,78 metri con powertrain plug-in da 476 CV, abbinato a una batteria da 39,67 kWh.
Wey. Grazie a tale batteria, la Coffee 01 è in grado di percorrere 146 km con la sola trazione elettrica e di accelerare da 0 a 100 km/h in 5 secondi. L’altra vettura prevista per l’Europa è la Coffee 02, un’ulteriore Suv ibrida plug-in, di dimensioni più piccole (4,68 metri, contro i 4,87 metri della Coffee 01) e con una batteria da 34 kWh.
MG. La Morris Garages, storico marchio britannico, ormai da tempo è di proprietà del colosso SAIC, che produce in Cina i suoi prodotti e li vende ora anche in Europa. Nella sua gamma non manca una nutrita schiera di veicoli elettrici, tra cui la più compatta MG 4, disponibile con potenze di picco fino a 435 CV. E con la MG Cyberster nella foto, disegnata nel centro stile di Londra, la Casa ripropone finalmente una spider, storica specialità del marchio, ma con un powertrain al 100% elettrico.
MG. In Italia questo marchio sta registrando numeri impressionanti, con 21.051 unità immatricolate da gennaio a settembre 2023, il 429,78% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. Il merito va soprattutto alle sue Suv a motore tradizionale o con powertrain ibrido, vendute a cifre ragionevoli: parliamo della ZS e della HS/EHS (nella foto), proposte, rispettivamente, con prezzi da 15.590 e 22.090 euro in caso di finanziamento (i listini partono da 17.340 e 25.490 euro).
Nio. Nato solo nel 2014, questo marchio di auto elettriche sta attirando le attenzioni di esperti e appassionati di tutto il mondo per il proprio know-how tecnologico, soprattutto in materia di batterie. Non a caso la ET5 nella foto, già disponibile in alcuni mercati europei, viene spesso indicata come un’anti-Tesla Model 3 della Cina. La vettura, presenta un’elevata efficienza aerodinamica (Cx 0,24) e l'integrazione di sensori per la guida assistita di livello 3.
Nio. La gamma europea del marchio cinese prevede anche la EL7, una Suv lunga 4,9 metri e e dotata di batterie fino a 100 kWh, come quelle dell’ammiraglia ET7, di fatto una concorrente della Tesla Model S. In futuro arriverà in Europa un modello più compatto della ET5, che si posizionerà alla base della gamma. Inoltre, è previsto l’arrivo di due nuovi marchi in orbita Nio, di cui uno battezzato Alps e l’altro al momento conosciuto come project FireFly.
BYD. Altro grande colosso asiatico, si contende con Tesla lo scettro del più grande produttore mondiale di auto elettriche. Da qualche mese questo marchio è presente anche in Italia, dove sono previsti quattro modelli elettrici, tra cui l’hatchback Dolphin, nella foto, e la C-Suv Atto 3 dovrebbero garantire i maggiori volumi di vendita: i loro listini partono, rispettivamente, da 30.790 e 41.990 euro.
BYD. Più costose sono le filanti berline Seal e Han, lunghe rispettivamente 480 e 500 cm. Al momento, solo la più grande delle due è già disponibile sul mercato italiano, con prezzi a partire da 70.940 euro e batterie al litio-ferro-fosfato da 85 kWh integrate nel pavimento.
Hiphi. Questa Casa automobilistica punta ora al grande salto con lo sbarco in Europa, avviato qualche mese fa con l’apertura degli ordini in Germania e Norvegia delle vetture elettriche X e Z, due modelli dallo stile che non passa inosservato. La X nella foto, per esempio, adotta le portiere apribili ad armadio e la porzione superiore del tetto che, a sua volta, si apre ad ali di gabbiano per agevolare l’accesso.
Hiphi. Persino più originale è la Z qui sopra, caratterizzata dal curioso Star-Ring, ovvero 4.066 Led che circondano la carrozzeria, permettendo persino di interagire con altri automobilisti con animazioni grafiche. Le batterie da 120 kWh dovrebbero garantire 555 km nel ciclo Wltp, mentre i 34 sensori, compreso il Lidar sul tetto dell’auto, rendono possibile l’implementazione di sistemi di guida assistita di livello 3.
Xpeng. Questo brand tecnologico rappresenta un’azienda di mobilità elettrica a 360°, capace di sviluppare, tra le varie innovazioni, supercharger da 480 kW, robotaxi equipaggiati con una suite di tecnologie per la guida automatizzata, l’Xngp basata sui lidar. Da qualche mese il marchio ha avviato la consegna di vetture anche in Europa, partendo dalla berlina-coupé P7.
Xpeng. Al momento, le vendite sono limitate ai paesi del Nord Europa e all’Olanda, mentre per l’Italia e altri mercati ci sarà da attendere. Anche la Suv G9, nella foto, capace di accettare potenze di carica fino a 300 kW, è tra i modelli disponibili in Europa.
Aiways. Un marchio già presente sul mercato italiano, grazie all’importatore Koelliker, che da tempo ha avviato in Italia le vendite della Suv elettrica U5, lunga 4,68 metri e disponibile con batterie da 63 kWh. Viene al momento proposta in un solo allestimento a 46.900 euro.
Aiways. Più originale è la U6, una curiosa Suv-coupé elettrica proposta a prezzi a partire da 49.900 euro e anch’essa dotata di batteria da 63 kWh, caricabile con potenze fino a 90 kW.
Avatr. Marchio di auto elettriche, da pronunciare ''Avatar'', nato dalla partenership tra Changan, CATL e Huawei e pronto a esordire sui mercati internazionali, Europa compresa, dal 2024 (ma in Italia arriverà più avanti, non prima del 2025-26). Due sono le vetture finora sviluppate: quella nella foto è una sinuosa berlina-coupé, l’Avatr 12, nata dalla matita di Nader Faghihzadeh, responsabile del centro stile di Monaco ed ex designer BMW.
Avatr. L’altro modello è la Suv 11, anch’essa disegnata nel centro stile di Monaco di Baviera. Come la berlina-coupé, adotta la piattaforma CHN e powertrain monomotore da 313 CV e bimotore, uno per asse, da 578 CV. L’auto è offerta anche nell’edizione limitata 011 da 500 esemplari di colore nero, realizzata in collaborazione con Matthew Williams, direttore creativo di Givenchy.
DFSK. Il nome del marchio è l’acronimo di Dongfeng Sokon Automobile, fondato circa 20 anni fa e di recente approdato con i suoi modelli in Europa, Italia compresa. Tra i modelli disponibili sul nostro mercato troviamo la Glory 580 (da 27.190 euro) e la Glory iX5 (da 29.490 euro) nella foto, rispettivamente con carrozzeria da Suv tradizionale e da Suv-coupé, entrambe lunghe poco meno di 470 cm e con motore da 1.5 litri e 145 CV.
DFSK. Alla base della gamma c’è un’altra Suv, la Glory 500, offerta (da 21.940 euro) con un powertrain da 1.5 litri e 116 CV. L’auto è disponibile anche in una variante elettrica, denominata Glory 500e (da 43.490 euro) e proposta con un powertrain da 163 CV e una batteria da 63 kWh.
Omoda. Il gruppo Chery è stato il primo colosso cinese a esportare vetture in Europa, tanto da avere allacciato, come meglio diremo più avanti, una riuscita collaborazione con il gruppo italiano Di Risio. Il gigante d’Oriente, tuttavia, ha deciso di entrare ufficialmente in Europa con una serie di marchi, tra cui Omoda.
Omoda. Il primo prodotto del marchio ad arrivare nel Vecchio continente è la Omoda 5, un’accattivante Suv di segmento C offerta dalla fine del 2023 con un powertrain a benzina Acteco da 1.6 litri e 197 CV, per poi essere seguita nel 2024 dalle versioni plug-in e full electric. È prevista anche la più piccola Suv Omoda 3, destinata a diventare la entry level del brand.
Jaecoo. Altro brand di Chery in arrivo nel Vecchio continente, debutterà anch’esso alla fine dell’anno con una Suv a benzina, la Jaecoo 7 nella foto, con caratteristiche simili alla Omoda 5 (a cominciare dal motore 1.6 a benzina da 197 CV), ma più votato al lusso e alle doti fuoristradistiche. In seguito arriverà anche la sua versione plug-in a trazione integrale.
Jaecoo. Dopo la 7, arriverà nel 2024 la Jaecoo 9, una Suv a sette posti lunga 4,8 metri e offerta con motori a benzina fino a 238 CV.
Exlantix. Altro marchio di Chery, debutterà in Europa nel 2024 con un’offerta di modelli che si porrà al vertice della gamma del colosso cinese in questo continente. Si parte dalla E03, una berlina di cinque metri con un Cx di soli 0,21. Le batterie Catl a 800 Volt avranno tagli da 64, 72 e 82 kWh.
Exlantix. L’altro modello della Casa è la Suv E0Y, con cui la E03 condivide la meccanica, che sulle versioni bimotore promette potenze fino a 544 CV. Rispetto alla berlina, questa vettura può avere anche una batteria da 100 kWh, anch’essa ricaricabile con potenze fino a 250 kW.
DR. Parliamo di un marchio italiano, che continua a macinare record di vendite nel Belpaese, grazie a prodotti derivanti da modelli del colosso Chery, assemblati in Cina per poi essere adattati in Italia alle specifiche dei mercati europei di destinazione, dove vengono venduti a prezzi ragionevoli. Nella foto, la DR 4.0, tra i modelli più apprezzati del marchio: deriva dalla Cherry Tiggo 4 e ha un prezzo di listino che parte da 19.900 euro.
DR. Tra le varie dotazioni che ''ingolosiscono'' gli italiani, i sedili in similpelle e il tetto apribile sono di serie su quasi tutti i modelli della Casa, che quest’anno ha già registrato 19.650 immatricolazioni da gennaio a settembre, il 48,07% in più rispetto allo stesso periodo del 2022. Nella foto, la DR 3.0, derivante dalla Chery Tiggo 3X: lunga 4,17 metri, è la più piccola tra le varie Suv del marchio molisano e ha un prezzo di listino che parte da 18.900 euro.
Sportequipe. Altro marchio del gruppo Di Risio, offre una gamma di vetture che rappresentano una evoluzione in chiave premium di alcuni modelli già presenti nei listini DR, e quindi derivanti da vetture Chery. Nella foto, la Sportequipe 6, di fatto una DR 6.0 con dotazioni più lussuose: come quest’ultima, deriva dalla Chery Tiggo 7 Plus. Il suo listino parte da 38.000 euro.
Sportequipe. Le altre vetture previste in gamma sono le Sportequipe 5 e 7 (nella foto), vendute a partire, rispettivamente, da 36.000 e 40.000 euro. Di fatto, parliamo di un’evoluzione lussuosa delle DR 5.0 e 7.0, a loro volta derivanti, rispettivamente, dalle Chery Tiggo 5X e Tiggo 8. Infine, non manca la più grande Sportequipe 8, la prima ibrida (plug-in) del marchio, nonché l’unica auto della sua gamma senza una gemella ''diversa'' a marchio DR.
Evo. Altro marchio del gruppo Di Risio, nasce con l’esigenza di affiancare al brand DR, i cui prezzi sono ora più vicini alla fascia generalista del mercato, una linea più economica. La formula rimane quella già vista con DR: parliamo di vetture prodotte in Cina e adattate in Italia ai mercati europei di destinazione. Nella foto, la Evo 5, proposta a partire da 19.900 euro e derivante dalla Baic X35.
Evo. Tra le vetture più recenti del marchio molisano – che da gennaio a settembre, con 4.585 consegne, ha visto incrementare in Italia le immatricolazioni del 45,65% rispetto allo stesso periodo del 2022 – c’è questa Evo 7, derivante dalla JAC JS8 e offerta con prezzi da 29.900 euro. Di fatto, è la top di gamma del brand.
Ickx. Al pari Sportequipe, è un marchio italiano del gruppo Di Risio con velleità premium. La gamma è al momento costituita da un unico modello, la fuoristrada K2, derivante dalla cinese Baic BJ40 Plus.
Ickx. La K2 viene proposta a un prezzo di 54.500 e con una dotazione full optional. Si tratta dell’unica vettura del gruppo Di Risio oggi offerta con un motore a gasolio, un 2.0 da 162 CV, abbinato alla trazione integrale inseribile.
EMC. Un marchio italiano, il cui nome è l’acronimo dell’importatore Eurasia Motor Company, già noto per aver portato in Italia i marchi Haval e Great Wall. Il solo modello in gamma, al momento, è la Wave 3 nella foto.
EMC. La Wave 3 rappresenta un’operazione di rebadging della cinese Cowen Showjet Pro, una gemella diversa della stessa Chery Tiggo 5X da cui derivano le DR 4.0 e 5.0. Del resto, il marchio Cowen (anche noto come Kaiyi) fa parte del gruppo Chery.
Leapmotor. Già presente in Francia con la citycar T03 tramite un importatore locale, questo marchio si prepara ad arrivare entro un paio d’anni in Europa grazie a Stellantis, che ha acquisito il 20% del suo capitale. Nella foto, le berlina C01, tra i prodotti di punta della Casa cinese
Leapmotor. Qui sopra, la C10, il primo prodotto della Casa concepito ab origine per il mercato globale, Europa compresa. Per scoprire caratteristiche e dettagli della gamma attuale di Leapmotor, vi invitiamo a consultare un nostro precedente approfondimento: CLICCATE QUI.
Con l’avvio dell’indagine anti-dumping della Commissione Europea, mai come oggi si parla di auto cinesi. Del resto, la forte spinta all’elettrificazione, voluta proprio da Bruxelles, sta favorendo l’ingresso di tecnologie e nuovi costruttori provenienti dal paese del Dragone. Tanti, infatti, sono i brand in arrivo nel nostro continente, con annunci di nuovi modelli che si susseguono di settimana in settimana. Per le auto elettriche i mercati di esordio sono in genere rappresentati da Germania, Olanda e paesi del Nord, mentre per i modelli più tradizionali il mercato in prima linea è quello italiano, come dimostrato dal recente successo dei modelli ibridi e a benzina di MG, nonché del gruppo italiano Di Risio, che propone in Europa vetture di origine cinese (soprattutto Chery). Molti costruttori della Repubblica popolare, però, hanno nel mirino brand lussuosi e tecnologici, a cominciare da Tesla. Ne parliamo con maggiori dettagli nella nostra galleria d’immagini, dove abbiamo raccolto quei marchi che offrono, o lo faranno a breve, le proprie vetture in Europa.