Cupra
Offensiva sulle flotte
Nel 2024 è stato il marchio con la più alta percentuale di vetture immatricolate nel canale del noleggio a lungo termine, quasi il 47% su un totale di 16.750 unità; e lo scorso febbraio più di quattro Cupra su dieci registrate in Italia sono andate a contratti di quel tipo. Se, poi, aggiungiamo le vetture acquistate direttamente o prese in leasing dalle imprese, berline, station e Suv del brand catalano destinate alla clientela corporate sfiorano la metà del totale. Come dire che i valori di design, dinamismo e individualità della Cupra non contrastano con le richieste di efficienza delle flotte aziendali. La crescita del numero di modelli, per quanto rapida, vista la giovane età del marchio, sembra essere riuscita a cogliere gli sviluppi e le tendenze del mercato delle vetture dedicate a professionisti, manager e user-chooser, e in particolare il rinnovato interesse per le alimentazioni ibride plug-in.
Una spina per tutti. Questo tipo di powertrain è presente in tutti i modelli nuovi o rinnovati, come la Leon, recentemente ristilizzata, che nella versione Sportstourer è una delle non numerose station wagon di taglia media ibride a ricarica esterna. Sia per lei sia per la berlina, la versione 1.5 e-Hybrid da 204 o 272 cavalli si inserisce in un’offerta che comprende i 1.5 TSI a benzina con o senza mild hybrid (ma comunque con 150 CV), e i 2 litri TDI diesel o TSI a ciclo Otto: il primo con 150 CV e il secondo con 300 CV nel caso della berlina o 204 o 333 CV (abbinati alla trazione integrale) per la Sportstourer. Le stesse alternative si trovano nella gamma motori dell’ugualmente aggiornata sport utility Formentor (con la differenza che in questo caso il 2.0 TSI “base” ha 265 CV, affiancato al 333 CV), la cui sorella maggiore, la Terramar, entrata in servizio pochi mesi fa, punta su un ventaglio di motori senza il diesel, con il 1.5 TSI solo mild o plug-in e il 2.0 TSI da 204 o 272 CV. I tre modelli E-Hybrid hanno autonomie dichiarate nella marcia esclusivamente elettrica comprese fra i 108 chilometri della Formentor da 272 CV e i 133 della Leon da 204 CV e tempi di ricarica variabili fra i 26 minuti dal 10 all’80% in corrente continua da 50 kW e le 2 ore e mezza da zero a 100% in corrente alternata da 11 kW. Nella famiglia delle Cupra elettriche, la Born è adesso affiancata dalla Tavascan, Suv da oltre 4,6 metri di lunghezza con motore da 210 kW-286 CV e batteria da 77 kWh netti, trazione posteriore, per un’autonomia massima dichiarata di 569 km, o, in alternativa, da 250 kW-340 CV e analoga capacità degli accumulatori, a trazione integrale, con un raggio d’azione di 521 km.
Chi le utilizza. Nell’insieme delle applicazioni professionali delle Cupra, la Leon (che in versione berlina e-Hybrid viene proposta con un contratto di noleggio su 36 mesi e 30 mila chilometri con anticipo di 3.800 euro Iva esclusa e canone di 215 euro) si rivolge alle figure delle forze vendita. Ruolo che rientra, in parte, anche nelle competenze della Formentor, magari a gasolio (per la quale il noleggio Cupra prevede, a parità di durata e percorrenza, un anticipo di 2.450 euro e un canone di 300), ma che in generale è diffusa anche nelle car list per quadri e dirigenti. “Il diesel”, sottolinea Filippo Semeraro, responsabile flotte Cupra e Seat in Italia, “è ancora presente nelle scelte dei clienti. Specie se si tratta di professionisti, che lavorano in proprio ed evitano l’impatto dei nuovi fringe benefit. Nel caso della Terramar troviamo invece una netta prevalenza, il 56%, di plug-in”. E la Tavascan? “Si tratta di un prodotto”, prosegue Semeraro, “con un posizionamento riconoscibile - fra i clienti abbiamo una prevalenza di aziende internazionali – e, in generale, con un’efficace collocazione sul mercato del noleggio”. Per la sport utility Bev nella versione a trazione posteriore, la Cupra prevede per esempio contratti da 36 mesi e 30 mila km a partire da 5.350 euro di anticipo e 355 euro di canone, sempre Iva esclusa.