Rolex 24 di Daytona
Strategia e freddezza premiano Porsche Penske
La nebbia e la neutralizzazione record
La corsa si accende subito con un maxi-incidente alla prima curva che coinvolge prototipi e GT, portando a una neutralizzazione immediata e cambiando fin dalle prime battute il volto della gara. Ma il vero spartiacque arriva nella notte, quando una fitta nebbia favorita dall’umidità della Florida costringe la direzione gara a tenere la safety car in pista per oltre sei ore consecutive: il periodo di neutralizzazione più lungo nella storia della 24 Ore di Daytona. Strategie congelate, distacchi azzerati, gerarchie completamente riscritte.
Dalla maratona allo sprint finale
Fino a quel momento Porsche aveva gestito con metodo, lasciando Cadillac e BMW costantemente in scia senza mai forzare davvero. Con il ritorno della visibilità all’alba, però, la gara cambia natura: da maratona diventa uno sprint di sei ore in cui ogni sosta, ogni sorpasso nel traffico GT e ogni scelta di ritmo può decidere la vittoria. In queste condizioni, i meccanici Porsche riescono anche nell’impresa di ripristinare alcuni danni aerodinamici accumulati nelle fasi caotiche della notte e giocano la carta decisiva ai box, consegnando la leadership alla vettura di Nasr. Da lì in poi è un duello continuo, dove la gestione delle nuove coperture Michelin è risultata fondamentale per lavorare con il cambio di temperature finale.
Ferrari e Lamborghini nelle classi GTD
Nelle classi GT il debutto della Ferrari 296 GT3 Evo ha offerto segnali incoraggianti in una delle prove più dure del calendario. L’affidabilità è stata uno degli aspetti chiave: cinque vetture su sei hanno visto il traguardo. La migliore è stata la AF Corse USA #21 con Fuoco, Wadoux, Mosca e Mann, capace di risalire fino al quinto posto in GTD. In GTD Pro, l’ottavo posto della Triarsi Competizione con Rovera, Molina e Calado ha confermato la solidità della nuova Evo. Sul fronte Lamborghini, la Huracán GT3 Evo2 #63 guidata da Caldarelli, Pepper e Bortolotti ha costruito una gara di grande regolarità, penalizzata solo dal cambio di temperature all’alba.
Porsche regina dell'endurance americano
Alla bandiera a scacchi è ancora Porsche a festeggiare la terza Daytona consecutiva, confermandosi punto di riferimento dell’endurance americano. Una vittoria costruita più con la testa che con l’aggressività pura, nella Rolex 24 dove saper aspettare e leggere la gara conta spesso più della velocità assoluta.