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F1 Test Bahrain
Kimi Antonelli vola nel penultimo giorno al Sakhir

Davide Reinato
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F1 Test Bahrain - Kimi Antonelli vola nel penultimo giorno al Sakhir

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La penultima giornata di test in Bahrain ha restituito un quadro più leggibile, se non ancora definitivo, dei rapporti di forza. I team hanno potuto spingere un po’ di più sia sul giro secco sia, soprattutto, sulle simulazioni di gara, lasciando emergere indicazioni tecniche interessanti.

La Top 3

A prendersi la scena è stata la Mercedes, che dopo il miglior tempo di ieri ha confermato lo stato di forma anche oggi. Questa volta a salire in cima alla lista è stato Kimi Antonelli, autore di un crono fissato in 1’32”803 con gomme C3, nella parte finale di questo pomeriggio. Al momento, è anche il miglior crono assoluto dei test fin qui disputati. Un tempo significativo non tanto per il valore assoluto, quanto per il modo in cui è arrivato, con una W17 apparsa ben bilanciata e prevedibile anche nei run più lunghi.

Alle sue spalle si è inserita la McLaren di Oscar Piastri, staccata di pochi millesimi. L’australiano ha fermato il cronometro quando l’asfalto era ancora caldo, prima di concentrarsi su una simulazione di Gran Premio che ha confermato una buona costanza sul passo.

Terza posizione per Max Verstappen con la Red Bull Racing. Il tempo di 1’33”162 ottenuto con gomme C3 non racconta tutta la giornata dell’olandese, che ha impressionato soprattutto per il chilometraggio: 139 giri completati senza intoppi. Nei long run, però, la sensazione è che la McLaren conservi ancora un leggero margine, soprattutto nella gestione del degrado gomma.

Ferrari tra imprevisti e innovazione

Giornata più articolata per la Ferrari. Lewis Hamilton ha perso gran parte della mattinata a causa di un problema a un sensore del cambio, ritrovandosi costretto a concentrare il lavoro nel pomeriggio. Solo nel finale sono arrivati i tentativi sul giro secco, culminati in un 1’33”408, a sei decimi dalla vetta ma con pista in condizioni ideali.

Oggi si è parlato molto di una novità introdotta dal Cavallino, una soluzione inedita per l’apertura dell’ala posteriore sulla SF-26, che si distingue nettamente da tutte le altre interpretazioni viste in griglia. Il nuovo sistema sfrutta la libertà concessa dal regolamento sull’aerodinamica attiva e va oltre le filosofie finora adottate, sia quelle derivate dal vecchio DRS sia quelle con rotazione sul bordo d’entrata. La novità principale riguarda il movimento del flap superiore: il punto di rotazione non è più sul bordo d’uscita, ma in posizione centrale. Questo consente non solo l’apertura fino alla posizione orizzontale, ma una rotazione aggiuntiva di 180°, che ribalta completamente il flap. In configurazione aperta, la parte anteriore del flap (con logo HP) si orienta verso il basso, mentre quella posteriore (con logo IBM) finisce verso l’alto.

Questo ribaltamento modifica radicalmente il profilo aerodinamico del bordo d’uscita, creando una sorta di espansione dei flussi, con la sezione centrale anteriore del flap che diventa l’elemento guida dell’aria in uscita. Per rendere possibile questo movimento, Ferrari ha anche abbandonato l’attuatore centrale tradizionale, adottando un sistema alternativo integrato negli endplate.

Alpine e Audi brillano nel centro gruppo

La top five è stata completata da Lando Norris, il più veloce nella sessione mattutina con gomme C4 e temperature dell’asfalto superiori ai 40 gradi. Un riferimento da leggere con cautela, ma comunque indicativo della versatilità della McLaren.

Nel cuore del gruppo spicca la Alpine, sesta con Franco Colapinto grazie a un 1’33”818 ottenuto su C5. Prestazione interessante, anche se più pesata dal punto di vista della mescola rispetto al settimo tempo della Audi di Nico Hülkenberg, che ha girato in 1’33”987 con C4 e condizioni di pista meno favorevoli, mostrando solidità anche con le C3.

A proposito dell’Audi, la R26 - inizialmente impostata su concetti tecnici piuttosto tradizionali - ha progressivamente rivelato soluzioni originali che stanno attirando l’attenzione dei concorrenti. Tra queste spiccano le prese d’aria dei radiatori verticali, che liberano la parte anteriore delle pance, e una serie di affinamenti aerodinamici introdotti giorno dopo giorno. Positivi anche i riscontri sulla power unit sviluppata a Neuburg, rivelatasi più competitiva delle attese e caratterizzata da un’architettura di raffreddamento diversa rispetto a quella dei principali rivali.

Così nelle retrovie

George Russell ha chiuso ottavo, limitato dal fatto di aver girato solo al mattino, mentre Esteban Ocon e Liam Lawson hanno sfruttato le C4 nel finale per entrare in top ten. In coda, giornata a due facce per la Cadillac, affidabile ma ancora lontana sul piano prestazionale, e per la Aston Martin, fermata da un problema tecnico che ha limitato il programma di Fernando Alonso a soli 68 giri.

A una giornata dal termine, i test di Sakhir iniziano a delineare gerarchie credibili: Mercedes e McLaren appaiono solide e costanti, con Red Bull e Ferrari con un piccolo gap da recuperare, mentre il centro gruppo resta compatto e ricco di sfumature. Vedremo cosa ci racconterà l’ultima giornata di test, in programma domani, l’ultima prima dell’apertura delle ostilità a Melbourne.