Formula 1
GP Cina, Russell vola e conquista la Sprint Pole
George Russell si è preso anche la Quali Sprint di Shanghai. Dopo aver aperto il 2026 con la pole e la vittoria in Australia, l’inglese della Mercedes ha firmato pure la Sprint Pole del Gran Premio di Cina, confermando che in questo avvio di stagione la W17 è la macchina da battere. Sul tracciato cinese Russell ha messo insieme un crono di 1’31”520 che vale la prima casella per la Sprint Race di domani. E a rendere il quadro ancora più pesante per la concorrenza c’è il secondo posto di Andrea Kimi Antonelli, staccato di 289 millesimi e di nuovo lì, stabilmente, nel punto della classifica in cui di solito si misura la statura di un progetto. L’italiano è stato convocato dai commissari, poiché coinvolto in un episodio di impeding nei confronti di Norris e rischia una penalità di 3 posizioni sulla griglia di domani.
Ferrari e McLaren inseguono
La Ferrari, invece, resta sospesa in una terra di mezzo che racconta bene il momento della Scuderia. Lewis Hamilton ha chiuso quarto e continua a mandare segnali incoraggianti. Non è ancora una Ferrari da pole, questo si era capito. Ma la SF-26, in certe condizioni, riesce almeno a restare agganciata alla parte alta del gruppo. Diverso il discorso per Charles Leclerc, che aveva mostrato una buona confidenza nei primi due segmenti della Sprint Qualifying, salvo poi complicarsi il lavoro nel momento in cui serviva il giro pulito. Un errore nel settore centrale lo ha fatto precipitare al sesto posto, con un secondo pieno di ritardo dal riferimento di Russell. Un distacco pesante, che non racconta tutto il potenziale della Ferrari, ma che racconta benissimo quanto, in questa Formula 1, basti sbagliare un dettaglio per pagare un conto salato.
Tra le due Ferrari si è infilato Lando Norris, terzo, con una McLaren che ha dato l’impressione di aver rimesso insieme un weekend più decoroso rispetto alle difficoltà iniziali. Oscar Piastri, quinto, è rimasto leggermente più indietro, ma il punto vero è un altro: la McLaren sembra viva, senza però sembrare ancora abbastanza feroce da mettere davvero in discussione il vertice Mercedes, nonostante la power unit in comune.
Così a centro gruppo
Se davanti qualcuno almeno prova a tenere il passo, dietro si comincia già a parlare di distacchi inquietanti. La Red Bull, per esempio, esce dalla Sprint Qualifying con un quadro quasi surreale. Max Verstappen ha chiuso alle spalle di Pierre Gasly e con oltre un secondo e sette di ritardo dalla pole. Un abisso. Non una semplice battuta a vuoto, ma un margine clamoroso che certifica quanto, al momento, la RB22 sia lontana dalla zona alta della classifica. Isack Hadjar, decimo, ha almeno centrato la SQ3, ma senza cambiare la sostanza di un venerdì amarissimo per Milton Keynes.
In mezzo al caos dei grandi, c’è chi si è preso la scena con pieno merito. Gasly ha piazzato l’Alpine in settima posizione, risultato che vale più di quanto dica il numero. La A526, dopo un inizio confuso, sembra aver trovato un po’ di ordine e soprattutto un miglior dialogo con la power unit Mercedes. Non è ancora il momento delle sentenze, ma vedere una Alpine davanti a entrambe le Red Bull è già materiale sufficiente per far saltare qualche sopracciglio nel paddock.
Molto bene anche Oliver Bearman, nono con una Haas che continua a crescere senza fare troppo rumore ma con discreta efficacia. L’inglese sta mettendo insieme prestazioni sempre più credibili, aiutato da una vettura che ha evidentemente trovato qualcosa al retrotreno. Meno brillante, invece, l’altra Haas di Esteban Ocon, soltanto dodicesimo.
A un passo dalla top ten si è fermata l’Audi, undicesima con Nico Hülkenberg per appena 15 millesimi. Un dettaglio che pesa, perché la R26 continua a dare l’impressione di essere una macchina sana, ben nata, da centro gruppo alto. Più indietro Gabriel Bortoleto, quattordicesimo, in una giornata che ha comunque lasciato segnali migliori rispetto a quelli visti da altre squadre più blasonate.
Poco cambia nelle retrovie
Tra le note stonate di oggi c’è Franco Colapinto. L’argentino, dopo un 2025 che non aveva convinto, era chiamato a dare qualche risposta più robusta. Invece è rimasto fuori già in SQ1, sedicesimo, mentre il compagno Gasly volava in alto. Quando il confronto interno è così netto, il cronometro diventa un giudice fastidioso. E in Formula 1, si sa, la pazienza ha sempre un’autonomia limitata. Soprattutto poi quella di Briatore.
Male anche la Williams, che ha pagato subito il prezzo di una monoposto ancora appesantita da un sovrappeso vicino ai 30 chili. Sainz e Albon sono usciti già al primo taglio, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo, confermando che Grove ha un problema strutturale da risolvere prima ancora di pensare alla prestazione pura.
In fondo allo schieramento si sono ritrovate Aston Martin e Cadillac, due realtà che per ragioni diverse continuano a inseguire con distacchi notevoli dai primi. Fernando Alonso ha limitato i danni battendo Lance Stroll, mentre Cadillac ha dovuto fare i conti con un venerdì storto: Sergio Perez non è nemmeno riuscito a scendere in pista, Valtteri Bottas è stato fermato da noie al sistema ibrido.