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WEC: BMW rompe gli equilibri, Spa accende i dubbi su Le Mans

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BMW ha vinto a Spa. Ma la vera notizia, forse, è che improvvisamente il FIA World Endurance Championship è diventato molto più difficile da interpretare.

La storica doppietta della BMW M Hybrid V8 sul circuito di casa del Team WRT resterà inevitabilmente una delle immagini simbolo della 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026. Non solo perché BMW ha conquistato la propria prima vittoria assoluta nell’era Hypercar del WEC, ma anche per il modo in cui è arrivata: dominando un weekend che, fino a pochi mesi fa, sembrava appartenere ad altri.

Spa, infatti, non ha semplicemente cambiato il vincitore. Ha modificato la percezione stessa delle gerarchie tecniche del campionato.

Bastava osservare la griglia pochi minuti prima del via per capire che qualcosa fosse diverso. Le Ferrari ufficiali non occupavano più il centro della scena visiva e tecnica come accaduto spesso nell’ultima stagione. Con BMW davanti a tutti, Peugeot improvvisamente velocissima e persino Genesis Magma Racing nel traffico delle Hypercar più blasonate, la Ferrari 499P appariva meno dominante del solito.

Una sensazione rafforzata dalla sorprendente Hyperpole Peugeot #94. Un risultato difficile da ignorare, considerando quanto la vettura francese fosse apparsa in difficoltà solo poche settimane prima a Imola. Evoluzione tecnica? Caratteristiche favorevoli del tracciato? Oppure un mondiale entrato in una fase molto più complessa da leggere dall’esterno?

La risposta arriverà probabilmente a Le Mans. Anche perché Spa, come spesso accade nelle Ardenne, ha vissuto tre giorni quasi surreali: giovedì pioggia e nebbia, venerdì clima autunnale, sabato sole pieno e tribune gremite come raramente negli ultimi anni.

In questo scenario, la gara ha confermato un equilibrio improvvisamente mutato. BMW ha controllato traffico, strategie e gestione energetica con notevole lucidità davanti al pubblico di casa del Team WRT. Ferrari ha limitato i danni con il podio della #50 di Fuoco, Molina e Nielsen, dopo il ritiro della #51, coinvolta nelle fasi iniziali in un contatto alla Source.

La corsa è cambiata definitivamente dopo il violento incidente che ha eliminato la Peugeot #94, centrata dalla Mercedes LMGT3 di Iron Lynx a Malmedy mentre era ancora in piena lotta per le posizioni di vertice. Da quel momento, neutralizzazioni e Safety Car hanno complicato ulteriormente lo sviluppo della gara.

Toyota, invece, è rimasta competitiva ma senza mai trasmettere quella sensazione di controllo assoluto che aveva caratterizzato gran parte delle ultime stagioni. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti lasciati da Spa. Fino a pochi mesi fa il WEC sembrava ruotare attorno alla Ferrari 499P e alla solidità della GR010 Hybrid. Oggi, invece, il campionato appare molto più compatto.

Naturalmente Spa resta un circuito particolare, dove meteo, temperature, configurazioni aerodinamiche e gestione energetica possono alterare sensibilmente i valori in campo. Ma è difficile ignorare quanto il comportamento relativo delle Hypercar sia apparso diverso rispetto a quello visto per gran parte dello scorso campionato.

Paradossalmente, proprio nel weekend forse più complicato della stagione, Ferrari è comunque riuscita a portare una 499P sul podio.

Ed è probabilmente questo il dettaglio che, a un mese dalla 24 Ore di Le Mans, continua a preoccupare tutti più della doppietta BMW.

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