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Genesis Magma Racing: debutto a Imola per la Hypercar GMR-001

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Crediti Foto: WEC/DPPI

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Crediti Foto: WEC/DPPI

A Imola abbiamo assistito alla prima di Genesis Magma Racing con le GMR-001 Hypercar. Qui la scuderia coreana ha iniziato il proprio percorso nel FIA World Endurance Championship (WEC). Il programma di sviluppo, durato meno di 500 giorni, vede un obiettivo chiaro: portare entrambe le vetture al traguardo e raccogliere dati. Il risultato è stato coerente con questo approccio: la #17 ha chiuso 15ª, mentre la #19, rallentata da un problema nelle prime fasi, ha terminato più attardata ma comunque classificata.

Gestione gara e scelte strategiche

Nel corso delle sei ore, la #17 ha mostrato segnali interessanti in termini di gestione. In alcune fasi è risalita fino a ridosso della top ten, approfittando di una condotta pulita e della capacità di evitare contatti e penalità. A condizionare il risultato finale è stata la scelta strategica legata all’evoluzione meteo: il team ha ritardato il cambio gomme aspettando una pioggia che non è mai arrivata. La #19, invece, ha visto la propria gara compromessa nei primi minuti da un problema elettronico a un sensore, ma ha comunque completato la distanza senza ulteriori criticità.

Telaio Oreca e motore V8

Il progetto, nato in seno a Hyundai Motorsport, punta a costruire una presenza stabile nell’endurance. La vettura, sviluppata secondo il regolamento LMDh, utilizza un telaio Oreca e un powertrain ibrido composto da un V8 3.2 turbo da circa 680 CV, abbinato a un sistema elettrico standard da 50 kW. Una base tecnica sulla quale Genesis sta lavorando per costruire una propria identità in termini di bilanciamento ed efficienza energetica.

Il commento di Gabriele Tarquini e il futuro

Il debutto imolese ha confermato come la priorità sia la costruzione del metodo. “L’obiettivo era finire con entrambe le macchine e lo abbiamo fatto”, ha spiegato il DS Gabriele Tarquini. A supporto del progetto c’è anche il "Trajectory Programme", che affianca all’impegno nel WEC un percorso di crescita per giovani piloti. L’ingresso nel mondiale rappresenta solo il primo passo di un programma più ampio che prevede l’espansione negli USA con l’IMSA. Il confronto con Toyota, Ferrari o BMW richiederà tempo, ma la base appare già solida.