Cerca

Tecnologia

Intelligenza artificiale
Il robot‑operaio di BMW è arrivato in Europa: ecco cosa fa Aeon, con e senza l'uomo

Alessio Lana
1 / 4

Intelligenza artificiale - Il robot‑operaio di BMW è arrivato in Europa: ecco cosa fa Aeon, con e senza l'uomo

2 / 4

Intelligenza artificiale - Il robot‑operaio di BMW è arrivato in Europa: ecco cosa fa Aeon, con e senza l'uomo

3 / 4

Intelligenza artificiale - Il robot‑operaio di BMW è arrivato in Europa: ecco cosa fa Aeon, con e senza l'uomo

4 / 4

Intelligenza artificiale - Il robot‑operaio di BMW è arrivato in Europa: ecco cosa fa Aeon, con e senza l'uomo

I robot‑operai di BMW sbarcano anche in Europa. Dopo l’esordio nello stabilimento di Spartanburg, negli Stati Uniti, lo scorso anno, adesso gli automi entrano anche nella fabbrica di Lipsia. Se negli Usa il protagonista è Figure 02 dell’americana Figure AI, in Europa gli operai della Casa saranno affiancati da Aeon, umanoide della svizzera Hexagon (in collaborazione con Nvidia) in grado di replicare molti gesti umani.

Come un umano

Alto un metro e 65 per 60 chili di peso, Aeon ha due "braccia" alle quali possono essere applicati diversi strumenti che gli permettono di afferrare, manipolare e usare oggetti e utensili. Gli “occhi” scansionano l’ambiente e riconoscono oggetti, codici a barre e QR, mentre per muoversi usa due ruote.

Ma un robot è nulla senza “intelligenza” e così Aeon è in realtà solo una porzione di un ecosistema più complesso. BMW ha abbracciato appieno la Physical AI, l’intelligenza artificiale fisica, un cambio di paradigma in cui algoritmi e ambiente comunicano tra loro.

L'AI fisica

Semplifichiamo: un robot di base non fa molto di più che replicare dei comandi. Ma con la Physical AI quella macchina si muove in un ambiente che conosce bene grazie al gemello digitale della fabbrica, ha contezza del mutamento delle condizioni grazie ai dati raccolti da attuatori e sensori sparsi per l’impianto e, grazie agli agenti AI, i software che lo muovono, è in grado di percepire l’ambiente, ragionare, pianificare e quindi agire per raggiungere obiettivi specifici. In più può cambiare in corsa il modo di raggiungerli nel caso in cui qualcosa vari nell’ambiente fisico.

Un altro mondo (digitale)

Per fare tutto ciò però occorre un cambio di paradigma anche a livello digitale. BMW ha dovuto creare un’infrastruttura aperta, una piattaforma comune in cui confluiscono tutti i dati raccolti nella fabbrica dai vari sensori. Questa forma un ambiente sicuro e controllato in cui addestrare gli agenti AI prima dello sbarco nel mondo fisico e in cui questi continuano a imparare una volta sul campo.

Per compiti pericolosi

Aeon affiancherà gli umani da cui sta imparando il lavoro”, avvertono da BMW. Per ora infatti gli automi lavoreranno con gli umani sulla linea di produzione delle auto, ma presto saranno impiegati in altre mansioni, tra cui quelle pericolose per l’uomo, come la creazione delle batterie.