Il "miracolo" svedese
Batterie allo stato solido Donut Lab: test a 100°C in chiaroscuro, la sfida è la sicurezza
Col caldo vanno meglio
Nelle prove di funzionamento a 80° C le celle hanno raggiunto il 110,5% della capacità, dimostrando di lavorare meglio a temperature elevate. Successive prove a temperature normali non hanno mostrato segni evidenti di danneggiamento.
Portate a 100° C, le batterie a stato solido sono arrivate a circa il 107% della capacità di riferimento, per poi tornare a lavorare in maniera normale dopo le fasi di scarica e ricarica. Un comportamento promettente, anche in considerazione del fatto che le batterie agli ioni di litio, al contrario, mal sopportano le temperature troppo elevate.
C'è sempre un "ma"
Nel corso dei test a 100° C, una delle celle a stato solido ha mostrato una perdita del vuoto del pouch esterno, possibile segnale di produzione di gas o di un problema di sigillatura, indicazione che qualcosa nella chimica interna potrebbe non essere andato per il verso giusto.
Mancano ancora tante informazioni
Pur ammettendo che questi test a temperatura elevata siano alquanto incoraggianti, va detto che rimangono comunque prove di laboratorio isolate e parecchio limitate: servono test sul campo, con migliaia di cicli di carica e scarica, in condizioni tra le più disparate. Test che, nel caso di Donut Lab, non si sono ancora visti.
Rimangono peraltro tutte da verificare le altre dichiarazioni dell’azienda finlandese, ossia una vita utile di 100.000 cicli di carica e scarica e una densità energetica di 400 Wh/kg, praticamente il doppio di quella delle batterie agli ioni di litio. Nelle prossime settimane arriveranno i risultati di altri test.