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Volt - Speciale sulla mobilità elettrica
Tecnologia

Stato solido
Le batterie della Donut Lab si ricaricano in 4 minuti, ma il "miracolo" è rinviato

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La Donut Lab risponde alle polemiche e alle critiche di chi definisce "impossibili" le sue batterie a stato solido, definite una "truffa" dal CEO della cinese Svolt Yang Hongxin.

La startup finlandese ha creato un sito, chiamato "I Donut Believe" (gioco di parole tra il nome dell'azienda e la frase I don't believe, non ci credo) dove ha pubblicato il primo rapporto dell'ente svedese VTT, che ha messo alla prova la velocità di ricarica delle sue batterie a stato solido. Con risultati onestamente impressionanti, ancorché parziali e che lasciano molti interrogativi ancora aperti.

Ricarica rapida in meno di 5 minuti

Secondo il rapporto pubblicato dalla VTT, la batteria è in grado di passare dallo 0% all'80% di carica in quattro minuti e mezzo a 11C, un valore di C-Rate estremamente elevato.

Questo parametro indica la velocità teorica con cui si può caricare o scaricare completamente una batteria in relazione alla sua capacità: più è alto questo valore, meno tempo ci vuole. Per intenderci, le Tesla Model 3, che sono note per la loro efficienza, hanno un C-rate massimo tra 2,8C e 3,3C (in base alle versioni).

Le batterie della Donut Lab si ricaricano in 4 minuti, ma il "miracolo" è rinviato

Lo "stress" delle batterie

In generale, C-rate troppo elevati generano calore e stress chimico nelle celle, che ha un impatto sulla vita utile della batteria e provocare surriscaldamenti anche importanti. Come per gli smartphone, anche per le auto elettriche vale la regola che più lenta è la carica, minore è lo stress per la batteria; la ricarica rapida è comoda, ma andrebbe utilizzata solo in casi particolari (es., lunghi viaggi).

Le batterie a stato solido promettono di risolvere questo problema: nei test della VTT, dopo alcuni cicli di ricarica, la capacità utile della batteria è rimasta al 100% caricando a 5C, e al 98,4-99,6% a 11C.

La VTT ha testato una singola cella da 26Ah della Donut Lab in un ambiente controllato, con dissipatori di calore passivi montati sui due lati della batteria, a 5C (130A) e 11C (286A). A 5C, la cella è arrivata all'80% in 569 secondi, meno di nove minuti e mezzo. A 11C sono bastati 276 secondi, poco più di quattro minuti e mezzo. I dissipatori sono saliti a una temperatura di 63° (47° per i test a 5C).

Le batterie della Donut Lab si ricaricano in 4 minuti, ma il "miracolo" è rinviato

Il problema della gestione termica

Tuttavia, durante uno dei cicli di carica a 11C, la temperatura della batteria della Donut Lab ha raggiunto i 90°, e l'esperimento è stato bloccato. Il dissipatore è stato fissato meglio alla cella, e il test ripetuto. Un segnale abbastanza evidente che, diversamente da quanto dichiarato dalla Donul Lab in passato, anche le sue batterie hanno bisogno di un sistema di raffreddamento attivo (come sulle elettriche con batterie convenzionali), non limitato a dissipatori passivi.

Manca tutto il resto

Il rapporto della VTT si occupa solo della ricarica delle batterie. Mancano ancora test affidabili di terze parti che verifichino le altre dichiarazioni della Donut Lab:

  • densità energetica di 400 Wh/kg (contro i 2/300 delle Li-Ion)
  • vita utile di 100.000 cicli
  • prestazioni stabili tra i -30 e i 100°

Da ultimo, la Donut Lab sostiene che le sue batterie costano più o meno quanto quelle tradizionali agli ioni di litio. Sul sito è comunque presente un countdown, dove si dice che tra una settimana verranno pubblicati altri test.

Le batterie della Donut Lab si ricaricano in 4 minuti, ma il "miracolo" è rinviato

Cosa stanno facendo gli altri

Al di là dei proclami della Donut Lab, forse troppo ottimistici, quel che è certo è che il settore delle batterie a stato solido è in fermento: il loro arrivo sul mercato non è imminente, ma neppure troppo lontano. La Geely sta lavorando ai prototipi da presentare entro la fine dell'anno, la BYD punta a produrre i primi esemplari di test nel 2027, così come la Catl, mentre la Toyota vorrebbe portarle sul mercato entro il 2030.

La Changan inizierà i primi test di installazione di batterie a stato solido sui suoi modelli prima dell'autunno di quest'anno, con la produzione in serie già nel 2027: secondo la Casa cinese, questi accumulatori hanno una densità energetica di 400 Wh/Kg (come quelli della Donut Lab) e consentono autonomie di oltre 1.500 km con una carica.

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