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Roma, le golf car dei turisti sono pericolose? La Regione vuole riconoscerle, ma i dubbi sono tanti

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Navette elettriche - Roma, le golf car dei turisti sono pericolose? La Regione vuole riconoscerle, ma i dubbi sono tanti

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Navette elettriche - Roma, le golf car dei turisti sono pericolose? La Regione vuole riconoscerle, ma i dubbi sono tanti

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Navette elettriche - Roma, le golf car dei turisti sono pericolose? La Regione vuole riconoscerle, ma i dubbi sono tanti

Anche in fatto di mobilità e sicurezza stradale, Roma è “caput mundi” - nel bene e nel male. Dopo la batosta delle ZTL a 1.000 euro annui per le elettriche, ecco la questione delle golf car, che da tempo alberghi di lusso e società di tour privati utilizzano come navette turistiche elettriche.

La Regione Lazio valuta una proposta normativa per riconoscere ufficialmente questi veicoli, inserendoli in un quadro regolamentato che finora è rimasto in una zona grigia legislativa.

Ma la svolta apre interrogativi tutt’altro che marginali.

Dubbi leciti

Già oggi, tra Piazza Navona e il Pantheon, si vedono sfrecciare le golf car bianche o verdi. Attualmente molti di questi mezzi - spesso registrati come quadricicli leggeri - operano grazie a deroghe o interpretazioni elastiche del Codice della Strada. L’iniziativa della Regione punterebbe in teoria a favorire una mobilità a zero emissioni nel centro storico. L’obiettivo sarebbe decongestionare il traffico dei pullman e offrire ai visitatori un modo ecosostenibile per raggiungere le meraviglie della Città Eterna.

Esiste però il tema della sicurezza stradale, in un contesto caotico come quello di Roma, dove risulta complicata la coesistenza fra bus turistici, auto, monopattini e bici elettriche. Di qui le polemiche da parte di sindacati dei trasporti, opposizioni politiche e associazioni di varia natura, tassisti e NCC (Noleggio con conducente).

Il nome dice tutto

Le golf car sono progettate per viaggiare in ambienti protetti e tranquilli. Molto spesso non hanno portiere rigide, airbag e strutture di rinforzo laterale. In una città dove il fondo stradale è dominato dai sanpietrini sconnessi o scivolosi, la stabilità di un mezzo così leggero è messa a dura prova. L’inserimento di navette turistiche in corsie preferenziali o in aree ad alta densità pedonale crea un mix insidioso per guidatore e turisti‑passeggeri.

Questioni normative

Inoltre, il timore è che, sotto la veste della mobilità green, si nasconda un servizio di trasporto pubblico non di linea che sfugge alle rigide licenze e ai controlli a cui sono sottoposti tassisti e operatori NCC, divenuti tali dopo aver conseguito il CAP KB e l’iscrizione a ruolo.

Rischio far west

Il rischio è che il centro storico diventi un “far west” di veicoli elettrici, senza conducenti qualificati e standard di sicurezza certificati, compromettendo decoro e sicurezza che la regolamentazione vorrebbe tutelare. Sarebbe un paradosso difficile da spiegare, soprattutto in nome della sicurezza.