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Controllo velocità
Napoli, il Prefetto spegne gli autovelox fissi dal 3 marzo: ora si rischia l'effetto valanga

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Autovelox fissi spenti in tutta la provincia di Napoli dal 3 marzo 2026. La decisione di sospendere i decreti che finora hanno autorizzato i controlli automatici della velocità sul territorio partenopeo è stata presa martedì scorso dal prefetto Michele Di Bari, in seguito a una “ricognizione sui dispositivi fissi e mobili installati nell’area metropolitana” che si era svolta in prefettura il 26 febbraio.

Il motivo? “Garantire la legalità dell’azione amministrativa, la certezza degli accertamenti delle infrazioni al codice della strada e la tutela degli utenti della strada … nelle more dell’adozione delle disposizioni attuative relative all’omologazione dei misuratori di velocità”. Tradotto dal burocratese, suonerebbe così: poiché nessuno degli autovelox installati in postazione fissa è ancora omologato, è necessario sospendere la rilevazione automatica della velocità.

Sconfessato il ministero dell’Interno

Un clamoroso dietrofront rispetto alle indicazioni che poco più di un anno fa il ministero dell’Interno aveva inviato proprio agli uffici territoriali del governo, dopo l’ordinanza con cui la Corte di cassazione, nella primavera del 2024, aveva stabilito che la violazione dei limiti di velocità può essere provata solo con strumenti omologati (e nessuno, attualmente, lo è).

In quell’occasione, il dicastero guidato da Matteo Piantedosi aveva infatti ribadito per l’ennesima volta la “piena omogeneità tra le due procedure, di omologazione e di approvazione” e aveva sottolineato “l’assenza di qualsivoglia deficit di garanzie per il privato di un accertamento operato mediante apparecchiatura soltanto approvata e non omologata”.

Napoli, il Prefetto spegne gli autovelox fissi dal 3 marzo: ora si rischia l'effetto valanga

Il Prefetto: “Garantire legalità e tutela degli utenti”

Non la pensa così, evidentemente, il Prefetto di Napoli che, al contrario, nel provvedimento di sospensione delle postazioni fisse, sottolinea proprio la necessità di “garantire la legalità dell’azione amministrativa, la certezza degli accertamenti delle infrazioni al codice della strada e la tutela degli utenti della strada”, in considerazione del fatto “che la giurisprudenza della Corte di cassazione ha più volte affermato che l’omologazione e la taratura costituiscono condizione necessaria per la validità dell’accertamento”.

Si rischia l’effetto valanga

Insomma, un’inversione a U clamorosa. Anzi, una sorta di resa del rappresentante del governo, alla quale ha certamente contribuito l’enorme quantità di ricorsi che negli ultimi due anni ha inondato gli uffici delle prefetture e dei giudici di pace di tutta Italia.

Un’iniziativa che rischia, se sarà seguita da altri Uffici Territoriali del Governo, di far precipitare ancora di più nel caos il controllo della velocità e, di conseguenza, la sicurezza stradale. Una potenziale valanga destinata a incombere fino a quando non saranno pienamente in vigore – ma ci vorranno ancora alcuni mesi - le norme sull’omologazione degli autovelox predisposte dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e attualmente all’esame della Commissione europea.

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