Milano
La città ha bisogno di una mobilità senza preconcetti e dogmi anti auto
Riguardo il tema sempre più cruciale della mobilità, Milano merita un approccio serio e concreto, senza preconcetti e senza condizionamenti dettati dalla politica. Questo il tema portante del convegno "Mobilità, Sicurezza, Salute" promosso dalle associazioni Milano Vapore e MuoverMI, che si è tenuto sabato 11 novembre 2023 presso Palazzo delle Stelline.
"È sacrosanto chiedersi come potersi muovere a Milano nel modo più utile, senza produrre eccessivo inquinamento", ha esordito Giampaolo Berni Ferretti, presidente di Milano Vapore e consigliere del Municipio 1, "ma si tratta di una questione alla quale non si può rispondere in modo ideologico, come invece pare si stia facendo". A introdurre la discussione è stato Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote, che ha spiegato – riassumendo le tappe fondamentali delle decisioni prese dalla giunta del sindaco Sala a partire dalla prima elezione del 2016 – come per questa Amministrazione la mobilità sia diventata tema politico e istanza identitaria: "Ormai a Milano ci si occupa soltanto di piste ciclabili e di ostacoli alla mobilità privata, assecondando un dogmatismo anti-auto che, per guadagnare i consensi di una minoranza, è alla ricerca ossessiva di pretesti da strumentalizzare".
Per Edoardo Dubini di MuoverMI "si è trascurata la realtà di un territorio - la città metropolitana produttiva più grande d’Europa - che non si esaurisce entro i confini dell’area urbana, e che abbraccia le esigenze di centinaia di migliaia di persone che vivono nell’hinterland". Sulla stessa linea Elisabetta Carmignani, sempre di MuoverMI: "I residenti della sola Milano sono 1 milione e 396 mila, di cui 514 mila tra bambini e anziani; 832 mila sono le persone in età da lavoro, a cui si aggiungono circa 400 mila che arrivano dall’esterno delle mura cittadine. Il Comune sta mettendo in secondo piano la priorità del tessuto economico milanese". La parola è poi passata al presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, che si è allargato al concetto di smart city: "Il Comune enfatizza l’uso della bicicletta senza considerare che si tratta di un fattore di rischio per i ciclisti stessi e i pedoni. Eppure la proposta di Assoedilizia per una targa alle bici ha suscitato proteste vivacissime da parte delle associazioni ciclistiche. Si parla tanto di smart city, ma è un discorso inutile se manca la sicurezza".
Combattivo l’intervento di Pasquale Catanese, imprenditore di Cormano: "Le politiche anti-auto di Milano si ripercuotono sulle realtà cittadine della cintura, come la nostra, ormai diventata un parcheggio per chi non può più entrare nel capoluogo". Sono poi seguiti interventi di carattere politico: Federico Benassati, capogruppo di Forza Italia al Municipio 1 di Milano, ha ricordato che "il centrosinistra parla di diritti, poi aumenta biglietti e taglia i servizi". Per Fabrizio de Pasquale, già capogruppo di Forza Italia al Comune di Milano, il nodo è nel cambiamento culturale della sinistra. "La sinistra di 30-40 anni fa aveva a cuore il progresso sociale, l’uguaglianza, gli anziani: ora punta solo sul green, declinato nella maniera più ideologica e radicale possibile. Questo ha portato a mettere da parte il lavoro, le famiglie e gli anziani nelle scelte sulla mobilità".
Sul concetto cruciale della città allargata e della sua crescita è intervenuto anche l’ex assessore al traffico della giunta Albertini, Giorgio Goggi: "Ci troviamo davanti a un grave problema sociale. Non è stato fatto nulla che abbia consentito a tutta l'area urbana di partecipare all’economia della città, dando vita a un modello di città nel quale le risorse sono accessibili e partecipate solo da gruppi ristretti. Con il sindaco Sala Milano ha perso la vocazione inclusiva che per secoli l'ha contraddistinta".
Dall’eurodeputato Massimiliano Salini è arrivata una critica di metodo alle politiche Ue: "C’è l’ossessione di indicare gli strumenti con cui raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica. Gli obiettivi sono corretti, ma indicare il modo per ottenere un cambiamento che ha riflessi sociali ed economici era una cosa che avveniva in Unione Sovietica. Non ci sono le condizioni infrastrutturali per garantire nei tempi previsti la transizione ecologica. Occorre collocare la riduzione delle emissioni dentro la realtà, partendo dalla competitività delle imprese". Le conclusioni sono state affidate all’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini: "L’obiettivo della mia giunta fu di fluidificare la mobilità, tutta la mobilità, partendo dal togliere le auto in sosta e metterle in nuovi parcheggi. Ecco, l’amministrazione attuale fa l'esatto contrario di quello che sarebbe utile, perchè è guidata dall'ideologia anti auto".