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Svezia
Pazzie sul ghiaccio: abbiamo guidato una Mini cabrio a -18 gradi sul lago Åresjön

SFOGLIA LA GALLERY

Le mani scorrono veloci sullo sterzo, l’acceleratore - che prima veniva dosato con attenzione - adesso scende con un pizzico di spavalderia in più. Mentre l’auto è di traverso e lo sguardo mira ad anticipare la traiettoria, la coda scivola… Fin qui tutto normale, se non fosse che siamo a bordo di una Mini cabrio, sulla superficie gelata dell’Åresjön, davanti al centro di Åre, in Svezia, con la colonnina del termometro a -18°.

Qui ricordano spesso un antico detto sami: non esiste cattivo tempo, solo cattivi vestiti. Così, ben coperti, abbassiamo la cappotta, inseriamo la marcia e partiamo. Direzione: lago ghiacciato.

Pazzie sul ghiaccio: abbiamo guidato una Mini cabrio a -18 gradi sul lago Åresjön

Benvenuti a Mini on Ice. Non un semplice corso di guida, ma un’esperienza sensoriale completa. Il freddo, in realtà, resta fuori dall’abitacolo grazie all’aria calda che si diffonde dalle bocchette, dai sedili e dalla corona del volante riscaldati. Il vero paradosso è un altro: guidare open air mentre una nuvola di neve, sollevata dalle ruote, si alza tutt’intorno e ricade dentro l’abitacolo, imbiancandolo. Per un attimo mi sento come uno di quei pupazzi natalizi nelle sfere di vetro che vengono shakerate per far cadere la neve.

La giornata comincia con esercizi mirati. Prima il controllo del sottosterzo e del sovrasterzo su un grande “bastone” ricavato sulla lastra ghiacciata, poi la prova dell’alce, fondamentale per capire la reazione della vettura nei cambi di direzione improvvisi su fondi a bassissima aderenza. Infine il momento più atteso: un tracciato disegnato sul lago, dove inanellare loop lavorando quasi esclusivamente di sterzo e acceleratore, senza toccare i freni.

Guidare su una superficie a coefficiente di aderenza minimo consente di ricreare situazioni che su strada si verificherebbero a velocità ben più elevate, ma senza rischi reali.

Una volta prese le misure, con il DSC su off, le piccole di Oxford mostrano tutto il loro carattere.

Pazzie sul ghiaccio: abbiamo guidato una Mini cabrio a -18 gradi sul lago Åresjön

Protagoniste assolute della giornata sono le versioni Convertible delle Cooper S e John Cooper Works. Motori benzina brillanti, risposta pronta, assetto che invita a osare. La JCW, con oltre 230 CV, è una piccola belva anche su fondo scivoloso: precisa all’anteriore, comunicativa al posteriore, sempre sincera nei movimenti. Guidare open air amplifica tutto: il rumore, le sensazioni, la velocità percepita. Anche quando si va piano, sembra di andare forte.

La sorpresa più grande, però, arriva dall’elettrico. Mini Countryman SE ALL4 e la nuova Mini Aceman SE dimostrano quanto la trazione elettrica possa essere divertente ed efficace in condizioni di scarsa aderenza. La coppia immediatamente disponibile consente di lavorare di fino con l’acceleratore, modulando il sovrasterzo con naturalezza. In questo contesto l’erogazione istantanea diventa un alleato prezioso, non un limite.

Alla fine degli esercizi arriva una nevicata leggera, quasi cinematografica. Il corso termina e il tempo viene dedicato all’assaggio di alcuni piatti locali, tra sapori nordici e atmosfera raccolta, prima di salire a bordo di motoslitte elettriche per esplorare i boschi.

Quando il motore si spegne e il lago torna silenzioso, resta addosso una sensazione precisa. Il freddo sulla faccia, il volante ancora caldo tra le mani, la neve che smette di muoversi. Åre non è stata solo uno sfondo, ma parte del viaggio. E guidare una Mini cabrio open air, qui, è sembrato naturale.

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