L'editoriale
Perché dobbiamo preoccuparci delle auto che guidano da sole
Come sapete, negli ultimi anni abbiamo discusso del futuro dell'automobile quasi esclusivamente guardando al 2035. Questo appuntamento, del quale analizziamo gli sviluppi su Quattroruote di gennaio 2026, ha catalizzato il dibattito, polarizzato le posizioni e finito per occupare uno spazio sproporzionato nella riflessione sull'industria europea. Il problema è che guardare così avanti riduce l'attenzione su ciò che potrebbe accadere molto prima.
Del resto, l'automobile non evolve per scadenze, né segue fedelmente il calendario della politica. Cambia per passaggi progressivi, spesso in modo silenzioso. Ed è proprio questo tipo di trasformazione che rischia di non essere colto quando lo sguardo fissa un orizzonte troppo lontano.
C'è poi una domanda ancora più scomoda, ma inevitabile. Cosa succederebbe all'industria dell'auto europea se le persone scoprissero che abbonarsi a un servizio di mobilità che ti viene a prendere e ti porta dove vuoi può costare meno che acquistare un'automobile nuova o usata?
La vera next big thing dell'automobile potrebbe arrivare prima del previsto. E non riguarda un motore che venderemo o non venderemo nel 2035, ma qualcosa che potremmo iniziare a usare molto prima. Il cambiamento potrebbe essere dirompente e, se non iniziamo a interrogarci ora, rischiamo di farci trovare impreparati e di lasciare che siano altri a guidarlo. Ancora una volta.