Stellantis
Cappellano: "Le auto sotto i 15 mila euro sono sparite, ma restano una priorità"
Le auto sotto i 15 mila euro? Quasi sparite dal mercato. Le piccole e "l'auto popolare", però, sono ancora una priorità per Stellantis, così come la piattaforma STLA Small, ma gli incentivi (meglio se europei) restano fondamentali per risollevare il mercato. Al Salone dell’Auto di Bruxelles, Emanuele Cappellano - Chief Operating Officer per Enlarged Europe & European Brands e numero uno di Stellantis Pro One - ha incontrato la stampa per illustrare la strategia del gruppo e rispondere alle domande dei giornalisti.
Dopo oltre dieci anni all’estero, il manager ha assunto il ruolo di capo per l'Europa con una missione chiara: accelerare l’esecuzione e rafforzare la competitività in un mercato che, dal 2019, ha perso 3 milioni di veicoli ed è l’unico a non essere tornato ai livelli pre-pandemia.
25 novità col cliente al centro
Cappellano ha aperto la conferenza sottolineando i pilastri della visione Stellantis per il Vecchio continente: nei prossimi due anni il gruppo lancerà 25 modelli, tra novità assolute e restyling, per consolidare la strategia centrata su prodotto e cliente: il top manager non è entrato nei dettagli, ma la prudenza è comprensibile visto che il gruppo sta preparando il nuovo piano industriale, atteso nei prossimi mesi.
L'Europa non risponde ai bisogni del settore
Cappellano ha inoltre ribadito l’importanza di rafforzare le relazioni con tutti gli stakeholder, affrontando insieme le sfide regolatorie e industriali. Inoltre, ha espresso forte preoccupazione per il disallineamento tra i regolamenti UE, le esigenze dei clienti e la sostenibilità industriale, giudicando le azioni Bruxelles (il cosiddetto Pacchetto automotive, ndr) come delle misure che "non rispondono ai problemi urgenti del settore”.
D: La piattaforma STLA Small è stata promessa anni fa. Quando arriverà? E c’è la possibilità di produrla a Tychy per la nuova generazione della 500?
R: I dettagli fanno parte del piano strategico e non possono ancora essere comunicati. Posso però dire che STLA Small è una priorità assoluta ed è uno strumento chiave per i segmenti A e B. La strategia completa per l’Europa sarà presentata al momento opportuno. La priorità resta rafforzare l’identità unica di ciascun brand.
D: Stellantis manterrà la missione dell’auto per tutti? E migliorerete l’uso di soluzioni come i sistemi Reev (Extended range, ovvero l'elettrico con l'aiuto termico, ndr)?
R: La missione dell’auto popolare fa parte del DNA di marchi come Fiat e Citroën e resterà centrale. Tuttavia, i costi crescenti legati alla roadmap tecnologica stanno riducendo l’accessibilità, ed è proprio lì che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi sparite. La risposta vera è un approccio multi-energia: elettriche, ma anche full hybrid, mild hybrid, ibride plug-in, Reev e altre soluzioni. Puntare su una sola tecnlogia rischia di far sparire le auto accessibili e aumentare la dipendenza da tecnologie extra-europee. L’UE deve decidere se considera l’industria auto un asset strategico.
D: Cosa chiedete concretamente all’Unione Europea?
R: Due richieste principali, condivise con ACEA: flessibilità nel breve termine (2026–2029) sui target CO₂, ad esempio abbassandoli o introducendo crediti per le piccole auto, e rapidità decisionale, perché il problema è immediato. Serve inoltre riconoscere che la decarbonizzazione passa da più tecnologie. Incentivare il rinnovo del parco circolante sarebbe molto più efficace che imporre mix elettrici irrealistici sui veicoli commerciali leggeri.
D: Qual è il piano sui motori? Userete tecnologia Leapmotor anche su altri brand?
R: La partnership con Leapmotor ha una doppia valenza: commerciale, perché completa il portafoglio, e tecnologica, perché consente di apprendere da un’industria che oggi è più avanzata su batterie e semiconduttori. È una relazione fortemente sinergica.
D: La produzione in Italia ha sofferto nel 2025. Cosa vi aspettate dal 2026?
R: Il 2025 è stato un anno di transizione difficile, soprattutto per il calo dei segmenti A e dei veicoli commerciali. Ma è stato anche un anno di investimenti: la 500 mild hybrid a Mirafiori, la nuova Compass a Melfi e due nuovi modelli nel 2026. Comprendiamo le preoccupazioni dei sindacati, ma è una questione di tempi.
D: Oltre alla decarbonizzazione, cosa serve per aumentare la competitività europea?
R: Serve colmare il gap con la Cina su batterie e semiconduttori. I costi di trasformazione in Europa sono più elevati. Senza un impegno congiunto di industria e UE, il settore continuerà a ridursi: 3 milioni di auto in meno equivalgono a circa 10 stabilimenti e migliaia di posti di lavoro.
D: Cosa vi aspettate dal governo italiano?
R: Il dialogo è positivo. Serve lavorare insieme su competitività, energia e costi di trasformazione, allineando esigenze industriali e bisogni dei clienti.
D: Le vendite dei brand Stellantis in Europa sono sotto pressione. Interverrete?
R: Il 2025 è stato un anno di transizione, con nuovi modelli arrivati solo nella seconda metà e forti cambiamenti organizzativi. Oggi guardiamo avanti con fiducia: la pipeline prodotto è solida e l’engagement di dealer e fornitori è molto positivo. L’unica vera incognita resta il contesto esterno.
D: Siete ottimisti per il 2026?
R: Assolutamente sì.
D: Sarebbe utile un piano incentivi BEV europeo invece che nazionale?
R: Sì. Dove la penetrazione di elettriche è alta, o i clienti possono permetterselo o esistono incentivi locali. Un sistema europeo comune, come il bonus–malus, aiuterebbe. Ma per rendere le elettriche sostenibili servono anche incentivi alla filiera industriale europea: oggi siamo molto indietro rispetto alla Cina.
D: Quindi gli incentivi all’acquisto non bastano?
R: Esatto. Gli incentivi all’acquisto sono utili, ma quelli all’industria e alla supply chain lo sono ancora di più.