Mercato globale
BYD scivola in Cina: per la prima volta le vendite all'estero sono più di quelle domestiche
Per la prima volta nella sua storia, BYD vende più auto all’estero che in Cina: a febbraio 2026, su un totale di 190.190 unità, 100.600 sono state consegnate fuori dal Paese del Dragone, e 89.590 in patria.
Nella nazione orientale, le immatricolazioni di Build Your Dreams risultano in calo del 41,09% rispetto a febbraio 2025, segnando il sesto mese consecutivo di flessione nel Celeste Impero. In compenso, il gigante di Shenzhen ha targato il 50,1% di vetture in più tra PHEV (ibride plug-in) ed elettriche, in particolare in Europa, Sud-est asiatico e America Latina.
Che succede nel Celeste Impero
A determinare la flessione nel mercato domestico, vari fattori, fra cui la guerra dei prezzi (soprattutto la concorrenza di Geely), le festività del Capodanno Cinese che hanno ridotto i giorni lavorativi, ma anche la fine degli incentivi statali e l’introduzione di un’imposta del 5% sull’acquisto.
Ecco i finanziamenti a sette anni
Pechino non vede di buon occhio i mega sconti che alimentano la corsa al listino più basso in Cina. Per contrastare l’andamento negativo delle vendite, BYD ha allora introdotto piani di finanziamento agevolati a sette anni con tassi minimi, che dovrebbero dare i frutti in primavera: un’altra leva commerciale a disposizione delle Case cinesi per attirare clienti, proteggendo i profitti.
In parallelo, la società accelera con la Blade Battery 2.0 e le colonnine ultra veloci “Flash Charge” di seconda generazione, nonché ibridi più efficienti e un God’s Eye evoluto: un “occhio di dio” che ci vede ancora meglio grazie all’intelligenza artificiale per un avanzatissimo sistema di assistenza alla guida. Una tripla scommessa - spinta in Cina, volumi all’estero e innovazione tecnologica - che segna la fase di maturità globale del gruppo cinese.