Autovelox
La mossa del ministero: subito omologato un dispositivo su quattro
Un autovelox su quattro, anzi di più, regolarizzato automaticamente: sarà questo l’effetto del nuovo decreto sull’omologazione degli strumenti per il controllo della velocità, predisposto dal ministero delle Infrastrutture un anno dopo il precedente tentativo, naufragato dopo cinque giorni tra le polemiche.
In base al nuovo schema di decreto, e con riferimento ai circa 3.800 autovelox censiti nel nuovo archivio nazionale (qui potete consultare la mappa completa, regione per regione), risulta che “poco più di mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione”. Gli altri, per poter essere utilizzati, dovranno essere omologati, ossia sottoposti alle nuove procedure tecniche e amministrative previste dal provvedimento.
Al via la pubblica consultazione
Lo schema di decreto, che Piazza di Porta Pia ha già trasmesso al ministero delle Imprese (competente per la metrologia e la normativa tecnica) e al Consiglio superiore dei lavori pubblici, massimo organo tecnico consultivo del dicastero, sarà notificato nei prossimi giorni a Bruxelles, al Tris, il sistema europeo di informazione sulle regolamentazioni tecniche da cui devono passare tutte le norme emanate dai Paesi Ue che hanno un diretto impatto sul mercato, al fine di consentire a tutti i soggetti potenzialmente interessati – ossia imprese, associazioni di consumatori e altri Stati – di esprimere le loro valutazioni, osservazioni e richieste.
A maggio la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
Solo dopo questa fase di pubblica consultazione, che durerà tre mesi, lo schema di decreto potrà essere pubblicato – eventualmente con le modifiche richieste – sulla Gazzetta Ufficiale italiana. E solo a quel punto finirà, dopo 33 anni di polemiche, ricorsi, tribunali e sentenze, la telenovela dell’omologazione degli autovelox, deflagrata nell’aprile del 2024 dopo la prima ordinanza con cui la Corte di Cassazione stabilì, in buona sostanza, che solo le apparecchiature debitamente omologate possono essere considerate prova della violazione dei limiti di velocità.