Si è conclusa il 4 maggio, senza reazioni, la pubblica consultazione europea sul cosiddetto decreto omologazione autovelox, che l’Italia aveva trasmesso a Bruxelles il 3 febbraio scorso.
In assenza di commenti e di pareri circostanziati della Commissione Ue e degli altri Stati membri - relativi a eventuali ostacoli alla libera circolazione delle merci o a difetti di conformità al diritto comunitario - il decreto potrà essere formalmente adottato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Quando accadrà? Impossibile dirlo con certezza, anche se molti addetti ai lavori danno per imminente l’entrata in vigore delle nuove norme, così da arrivare ai grandi esodi estivi con un quadro regolatorio sui controlli elettronici della velocità più chiaro e meno esposto ai ricorsi.
Fine del contenzioso?
Che cosa cambierà dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale sull’omologazione degli autovelox?
Grazie alle nuove disposizioni, dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe degli autovelox - fatti salvi i procedimenti già avviati - esploso negli ultimi anni dopo le ordinanze della Cassazione, secondo cui solo un dispositivo omologato - e oggi nessuno lo è formalmente - può costituire prova valida della multa per eccesso di velocità, come previsto dall’articolo 142 del Codice della strada.
Una sanatoria per 15 dispositivi
Il nodo più discusso riguarda la norma che di fatto omologa d’ufficio 15 apparecchiature già approvate in base al decreto del 13 giugno 2017, n. 282.
Una vera e propria sanatoria per 15 dispositivi, ritenuta da alcuni giuristi illegittima: un decreto ministeriale può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.
Un possibile vulnus che potrebbe generare nuovo contenzioso davanti ai giudici di pace, ai tribunali e, in ultima istanza, alla Cassazione.
Non solo: secondo alcuni operatori, la competenza sull’omologazione spetterebbe al ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento in materia metrologica. Il fronte anti-autovelox, dunque, si prepara a nuove contestazioni.
Corsia preferenziale per i dispositivi “quasi” in regola
Il decreto prevede anche una procedura semplificata per le apparecchiature approvate prima del provvedimento del 2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio.
In questi casi, produttore o distributore possono ottenere l’omologazione integrando la documentazione già presentata. Il ministero dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.
Negli altri casi, invece, resta l’iter ordinario, più complesso.
I 15 autovelox “sanati”
Dal 15° giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale saranno considerati automaticamente omologati i seguenti autovelox:
| Marca e modello | Decreto dirig. di approvazione |
|---|---|
| Autovelox 106 | n. 476 del 09/12/2025 |
| Vrs-Evo-T12-5-R | n. 342 del 02/10/2025 |
| Velocar Red&Speed Evo-R | n. 342 del 02/10/2025 |
| Celeritas Mse 2021 | n. 401 del 19/08/2024 |
| Tutor 3.0 | n. 305 del 20/06/2024 |
| Vergilius Plus | n. 149 del 27/03/2024 |
| Celeritas Mvd 2022 | n. 290 del 25/07/2023 |
| Vrs Evo 2 | n. 271 dell’11/07/2023 |
| T-Exspeed | n. 236 del 05/06/2023 |
| K53800_Speed | n. 549 del 21/12/2021 |
| Tcs - Traffic Control System | n. 378 del 09/09/2021 |
| Autosc@N Speed | n. 356 del 18/08/2021 |
| Celeritas Mvd 2020 | n. 349 del 16/08/2021 |
| Aguia Red & Speed | n. 48 del 01/03/2021 |
| Velocar Red&Speed Evo M | n. 5240 del 31/08/2017 |
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it