Quando tocca a me, cerco di dimenticare che mi trovo a bordo della McLaren 675LT, e per di più a Silverstone. Un’abbinata notevole, tra l’altro una quindicina di giorni dopo lo svolgimento del Gran Premio di Gran Bretagna di F.1. Qui si respira a pieni polmoni lo spirito delle corse, un po’ come succede solo a Monza: quindi ci si sente quasi stimolati a dare il massimo. Nell’abitacolo della 675LT - che sta per “Longtail”, coda lunga, in omaggio alla McLaren F1 GTR del 1997 - tutto è essenziale: volante pulito da comandi, grande contagiri in primo piano, mentre i due “manettini” delle regolazioni dinamiche si trovano sull’elegante “ponte” che prosegue nel tunnel, come sul modello 650S provato su Quattroruote di settembre 2014. Facile sistemarsi al volante, nonostante le regolazioni ridotte al minimo: quella manuale longitudinale per il sedile, e quelle in altezza e profondità del piantone. Il resto è un compromesso, molto ben studiato, che asseconda a dovere chi, come noi, è di statura media. Favolosi i sedili di fibra di carbonio sul tipo di quelli della P1, che hanno fatto risparmiare ben 15 chili (sono 100, in totale, sulla vettura, grazie all’adozione estesa della fibra di carbonio per la carrozzeria): sottili e fascianti come una seconda pelle, sono rivestiti di Alcantara e pelle. Giusto per la cronaca: nella squadra di 40 persone che ha progettato la 675LT c'è una bella quota di italianità, con Carlo Della Casa, responsabile tecnico, che ha un passato importante alla Ferrari.