Dakar 2015
Le differenze tra le dieci Mini in gara
Alla Dakar 2015 partecipano, in tutto, dieci Mini Countryman ALL4 Racing: viene da chiedersi se, tra loro, ci siano o meno delle differenze. Innanzitutto va detto che solo tre, ovvero quelle di Roma, Terranova e Holowczyc, sono schierate direttamente dal team X-raid e, quindi, dispongono di tutti gli aggiornamenti previsti per questa edizione: per esempio, l’adozione di un tetto dal profilo aerodinamico differente e la diversa disposizione delle tre gomme di scorta, prima concentrate nel vano posteriore e ora collocate anche internamente, in modo da migliorare la distribuzione dei pesi. Le altre sette Mini sono, invece, fornite a clienti sportivi, il più importante dei quali, coi colori del Qatar (del quale è un principe), è quella di Nasser Al-Attiyah, uno dei piloti di punta della specialità (e già vincitore dell’edizione 2011 della corsa sudamericana). Non si tratta, in genere, di macchine nuove, quindi non dispongono degli ultimissimi aggiornamenti, ma vengono seguite ai bivacchi nella medesima area del team X-raid e godono di tutte le attenzioni del caso.
Specifiche e adattamenti. Le specifiche variano da vettura a vettura: “Non sono
proprio tutte uguali”, spiega al proposito il team manager Marco Pastorino,
“anche perché ogni driver richiede diversi adattamenti, a partire dalla
posizione di guida: vista la lunghezza delle tappe, tutti cercano di sistemarsi
nel modo più confortevole possibile. C’è chi sta più vicino e chi meno al
volante; e chi, come Stephan Schott, si è fatto ricavare nella portiera un
piccolo vano per alloggiare le proprie sigarette…”.
Il personaggio. Schott, del resto, è un vero personaggio della Dakar: tedesco, 62 anni, ha iniziato a correre per hobby in età già avanzata. Quando lo incontriamo, al bivacco di San Juan, mostra con orgoglio il nascondiglio “segreto” delle sue sigarette, che fuma con frequenza durante i trasferimenti: e racconta, con orgoglio, di “non aver effettuato alcun allenamento particolare per la gara, a differenza di tanti altri colleghi molto più atletici”, aggiungendo di “non sentire particolari problemi neppure in altitudine, nonostante questo piccolo vizio”. Potenza della motivazione: del resto, Schott ha partecipato finora a sette Dakar, finendole tutte.
Emilio Deleidi