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Abarth cambia rotta: tornano i pistoni? 500 e 600 ibride, spunta la Panda 100 HP

Mirco Magni
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Stellantis - Abarth cambia rotta: tornano i pistoni? 500 e 600 ibride, spunta la Panda 100 HP

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Stellantis - Abarth cambia rotta: tornano i pistoni? 500 e 600 ibride, spunta la Panda 100 HP

L’elettrico non è più l'unico futuro possibile. E le Case lo hanno capito, comprese quelle italiane. Tra queste potrebbe esserci anche Abarth, che dopo la rivoluzione 100% elettrica, ovvero l’abbandono dei motori termici, potrebbe inserire la retro.  Senza abbandonare i modelli attualmente in gamma, ma affiancandoli con possibili versioni ibride. Sia chiaro: stiamo parlando di scenari futuri totalmente incerti, che verranno chiariti a fine maggio, con la presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis.

Intanto, però, da Torino sono iniziate a trapelare voci che parlano del ritorno di modelli Abarth con dei cilindri nel cofano.

Si comincia con 500 e 600

Pare, infatti, che tra i vari prototipi in fase di studio tra Mirafiori e Balocco vi siano delle Abarth 500e con motore termico (forse un 1.2 un po’ pompato) e un sistema di elettrificazione leggera. Pare, perché di ufficiale - ribadiamolo - non c’è assolutamente nulla: né informazioni da parte dei manager, né teaser, né frasi trapelate per errore.

Ma per gli appassionati del marchio, che hanno accolto male la trasformazione elettrica dello Scorpione, questa speranza di un ritorno al termico (pardon, ibrido) basta e avanza per iniziare a sognare. Dopo la Abarth 500 ibrida potrebbe infatti esserci spazio per una Abarth 600 ibrida (dove la conversione con il 1.2 turbobenzina sarebbe ancora più semplice, soprattutto in abbinata al cambio automatico doppia frizione e-DCT6, per avere una configurazione full hybrid) e poi, perché no, anche per altro.

Torna la Panda 100 HP?

Un esempio? Il ritorno - ma qui serve un condizionale ancor più spinto - della Panda 100 HP. O meglio, della Grande Panda 100 HP, come ipotizzato da Autocar. Un modello che non è mai comparso nei piani del costruttore (e in origine non era nemmeno marchiato Abarth), ma che da solo potrebbe riportare il marchio a volumi vicini a quelli di un tempo.

Tutto quello che state leggendo è fantaindustria, beninteso, ma in fin dei conti quello che manca tra il sogno e la realtà è, oltre ai soldi necessari per lo sviluppo, la volontà di cambiare rotta, correggendo il tiro per risollevare un marchio che lo scorso anno ha immatricolato solo 264 vetture in Italia (160 500e più 104 600e). Cinque anni prima, nel 2020, erano oltre 3 mila i clienti italiani che ogni anno sceglievano un’auto dello Scorpione.

I motori già ci sono

Rimanendo sul piano onirico, Stellantis avrebbe già in casa un motore quasi adatto a queste vetture: l'1.2 utilizzato dalla Lancia Ypsilon HF Rally4, che, abbinato ai dovuti sistemi di riduzione delle emissioni (anche sonore), potrebbe diventare la base di un progetto stradale ad alte prestazioni.

E non pensate che sia improponibile per un’auto targata: gran parte del propulsore è rimasta di serie, per contenere i costi, mantenere elevata l’affidabilità e non portare gli intervalli di manutenzione a diventare troppo corti. Tutte caratteristiche che ben si sposerebbero con un progetto stradale.

Così, si potrebbero proporre vetture che, dopo gli aggiornamenti necessari per l’omologazione, potrebbero riproporre livelli di potenza simili a quelli delle “vecchie” 595 e 695: sul modello da corsa questo tre cilindri eroga 212 CV che, imbrigliati da filtri antiparticolato, catalizzatori e silenziatori, potrebbero lasciare sulla strada dell’omologazione circa il 30% della potenza.

Ma stiamo sognando, ribadiamolo, e riportiamo i piedi per terra. Per il momento non c’è nulla di confermato né sono stati avvistati su strada muletti di queste fantomatiche vetture. Insomma, gli ingredienti ci sono, la ricetta pure. Manca solo un cuoco che la prepari.

Per sapere se questo succulento piatto entrerà davvero nel menù, però, dovremo aspettare la presentazione del piano industriale di Stellantis. Appuntamento al 21 maggio.