Micromobilità
Firenze ferma i monopattini in sharing "per sicurezza e decoro"
I sei comportamenti vietati più pericolosi
- Viaggiare in due (o più) persone su un monopattino elettrico;
- percorrere contromano vie a senso unico;
- attraversare gli incroci non rispettando precedenza e semaforo rosso;
- sfrecciare sul marciapiede;
- sosta selvaggia sul marciapiede;
- non indossare il casco, imposto a tutti dal nuovo Codice della strada (secondo il sindaco, Sara Funaro, gli operatori hanno mostrato problemi ad assicurare la disponibilità effettiva del sistema di protezione a bordo dei veicoli, “anche a fronte dei controlli della Polizia municipale”).
Conseguenze per il decoro urbano
Le violazioni alle norme hanno ricadute anche a livello di decoro urbano. I monopattini parcheggiati in modo disordinato compromettono la dignità degli spazi pubblici e l’estetica nella Culla del Rinascimento, creando intralcio per i pedoni (specie i disabili). Comunque, sarà potenziata la flotta delle bici in sharing, dice il Comune. Gli operatori sono disponibili a cercare soluzioni condivise per i monopattini in sharing, ritenuti dalle società indispensabili per ridurre traffico ed emissioni: da tempo i noleggiatori nel nostro Paese sensibilizzano l’utenza sul tema della sicurezza per affrontare le criticità e promuovere un uso responsabile.
Cosa succede nelle altre città
Posto che in Italia il numero di incidenti con lesioni dei monopattini elettrici risulta in forte aumento (senza considerare i sinistri senza feriti gravi), anche in altre città italiane è allarme sicurezza stradale e decoro urbano. Roma ha in programma una possibile sospensione di 30 giorni del servizio di monopattini e bici in sharing da gennaio 2026, a causa delle violazioni al regolamento comunale e delle multe accumulate dagli operatori. Milano e Torino hanno adottato misure restrittive (limitazione del numero di operatori, zone di sosta obbligatoria). E all’estero? Per ragioni analoghe a quelle di Firenze, prima Parigi e poi Madrid hanno innestato la retromarcia sui dispositivi in sharing. Praga le imiterà a gennaio 2026.