BYD
Le nuove batterie al sodio BYD puntano a rivoluzionare le auto elettriche economiche
Pro e contro delle batterie al sodio
Le batterie al sodio di BYD mirano a ridurre i costi del 30-40% rispetto al litio, con benefici per i prezzi di listino delle auto elettriche entry-level: quelle meno care diverrebbero maggiormente profittevoli e sostenibili a lungo termine. Un ulteriore vantaggio riguarda la maggiore sicurezza operativa, grazie a una minore propensione al surriscaldamento e alle ottime prestazioni alle basse temperature. Di contro, soffrono di una densità energetica inferiore rispetto al litio, rendendole adatte alla mobilità urbana ma meno alle lunghe percorrenze.
Stato solido per i brand premium
Al contempo, BYD investe sulle batterie allo stato solido (solfuri) per le elettriche premium, con densità di circa 400 Wh/kg, quasi il doppio delle attuali Blade Battery. Confermata la produzione su piccola scala entro il 2027: saranno riservate ai brand di lusso del gruppo, come Yangwang e Denza, per offrire ricariche ultra-rapide e autonomie superiori. L’adozione su larga scala e su modelli più economici è prevista solo dopo il 2030.
La partita a scacchi cinese contro Catl
L’offensiva di BYD delinea una strategia a due binari: il sodio per democratizzare l’elettrico e lo stato solido per il segmento lusso. Si fa così più accesa la rivalità col leader mondiale, la cinese Catl, che ha già avviato la produzione di accumulatori al sodio e la partnership con Changan per le celle Naxtra entro metà 2026. In questa sfida, la Cina difende la propria leadership produttiva riscrivendo le regole chimiche dell’automotive globale.