Citroën Jumpy
Il Citroën Jumpy è un veicolo commerciale leggero presente nei listini della Casa francese dal 1994. Fino a oggi è stato proposto in tre diverse generazioni, tutte realizzate nell’ambito di joint venture con altri Gruppi. Ciò fa sì che il Jumpy abbia modelli gemelli venduti con altri marchi, come Peugeot o in passato anche Fiat, cui va aggiunta negli ultimi anni anche Toyota. La principale protagonista sul mercato dell’usato è la seconda serie, introdotta nel 2007 e prodotta con una gamma molto articolata. Oltre che nelle versioni furgonate, capita così di imbattersi anche in esemplari finestrati per il trasporto persone, che possono essere considerati alla stregua di monovolume di grossa taglia. Restando focalizzati sulla seconda generazione, l’offerta si articola attorno a due diverse carrozzerie, a passo corto (pur sempre di 3 metri) e a passo allungato di 122 mm, per una lunghezza complessiva che passa da 4,80 a 5,13 metri, complice anche un aumento dello sbalzo posteriore. Con la terza generazione l’offerta si fa addirittura più ampia e si possono trovare inserzioni del Jumpy in tre diverse lunghezze, in versione furgone con tutta la zona posteriore lamierata, furgone a doppia cabina o finestrato, fino a nove posti. Per chi ha esigenze di trasporto particolari esistono anche soluzioni a tetto alto. Pure per l’accesso al vano di carico ci sono due alternative: il portellone sollevabile oppure una doppia anta con apertura ad armadio.
I MOTORI
Le motorizzazioni a gasolio monopolizzano la scena: tutti gli annunci del Citroën Jumpy riguardano infatti esemplari turbodiesel. Sui modelli della prima serie si trovano più che altro unità da 1,9 litri ormai datate. Su quelli della seconda generazione il propulsore d’accesso alla gamma è un tranquillo 1.6 da 90 CV, affiancato da un due litri Hdi, allestito in diversi livelli di potenza. Venendo poi agli esemplari più recenti, capita di imbattersi nelle evoluzioni di questi due motori, con il secondo portato a erogare fino a 180 CV. All’altro capo della gamma si segnala anche un moderno 1.5, che si dimostra generoso ma un po’ sottodimensionato nelle condizioni d’uso più gravose a pieno carico. Quanto al tipo di trasmissione, non mancano le inserzioni relative a mezzi a cambio automatico.
PRO E CONTRO
Le doti principali del Citroën Jumpy sono la praticità e la versatilità, che vengono esaltate dall’ampiezza dell’apertura posteriore e delle porte laterali scorrevoli, oltre che dalla ridotta altezza della soglia di carico. Il resto lo fanno il generoso spazio interno, con tanti centimetri a disposizione in tutte le direzioni, e la grande modularità dell’abitacolo, con gli eventuali sedili configurabili in molti modi. Apprezzabile è anche il comportamento stradale, che non è in fin dei conti molto diverso da quello di una Suv o di una monovolume, anche se non va dimenticato come sia comunque sempre preferibile scegliere un esemplare equipaggiato con il controllo elettronico della stabilità. Sul fronte del confort ci sono alti e bassi. Il molleggio è ottimo, specie sulle unità che montano sospensioni autolivellanti, mentre la rumorosità di fondo può diventare fastidiosa alle velocità sostenute.
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I MOTORI
Le motorizzazioni a gasolio monopolizzano la scena: tutti gli annunci del Citroën Jumpy riguardano infatti esemplari turbodiesel. Sui modelli della prima serie si trovano più che altro unità da 1,9 litri ormai datate. Su quelli della seconda generazione il propulsore d’accesso alla gamma è un tranquillo 1.6 da 90 CV, affiancato da un due litri Hdi, allestito in diversi livelli di potenza. Venendo poi agli esemplari più recenti, capita di imbattersi nelle evoluzioni di questi due motori, con il secondo portato a erogare fino a 180 CV. All’altro capo della gamma si segnala anche un moderno 1.5, che si dimostra generoso ma un po’ sottodimensionato nelle condizioni d’uso più gravose a pieno carico. Quanto al tipo di trasmissione, non mancano le inserzioni relative a mezzi a cambio automatico.
PRO E CONTRO
Le doti principali del Citroën Jumpy sono la praticità e la versatilità, che vengono esaltate dall’ampiezza dell’apertura posteriore e delle porte laterali scorrevoli, oltre che dalla ridotta altezza della soglia di carico. Il resto lo fanno il generoso spazio interno, con tanti centimetri a disposizione in tutte le direzioni, e la grande modularità dell’abitacolo, con gli eventuali sedili configurabili in molti modi. Apprezzabile è anche il comportamento stradale, che non è in fin dei conti molto diverso da quello di una Suv o di una monovolume, anche se non va dimenticato come sia comunque sempre preferibile scegliere un esemplare equipaggiato con il controllo elettronico della stabilità. Sul fronte del confort ci sono alti e bassi. Il molleggio è ottimo, specie sulle unità che montano sospensioni autolivellanti, mentre la rumorosità di fondo può diventare fastidiosa alle velocità sostenute.