Isuzu D-Max
L’Isuzu D-Max è un grande protagonista del mercato globale dei pick-up, nel quale è presente dal 2002. La prima generazione è stata prodotta per una decina d’anni e nel 2012 è stata rimpiazzata dalla seconda, che è la più diffusa sul mercato dell’usato e vanta una dotazione di sicurezza allineata a quelle delle comuni berline, con di serie uno stuolo di airbag e il controllo elettronico della stabilità. Questo modello ha poi beneficiato di un aggiornamento all’inizio del 2017 che ha portato a un facelift, a un restyling della plancia e a un equipaggiamento più ricco. La gamma si articola attorno a tre varianti di carrozzeria. La prima è la Single cab, con due posti e un cassone da 231 cm; la seconda è la Space, con due porticine e due strapuntini supplementari e un piano di carico un po’ più corto; la terza è la Crew, con quattro porte, un abitacolo a cinque posti e un cassone da 155 cm. L’interno è piuttosto spazioso, ma le finiture badano soprattutto al sodo e tradiscono un po’ la vocazione da mezzo da lavoro, che trova poi conferme nella guida. Complice la massa elevata e la notevole altezza da terra, il D-Max è un po’ impacciato su strada. Il pick-up si prende però una rivincita fuori dall’asfalto, dove fa valere il solido telaio a longheroni e traverse, il retrotreno a ponte rigido e angoli caratteristici, da vera off-road.
I MOTORI
La seconda generazione dell’Isuzu D-Max è stata proposta inizialmente con un 2.5 da 163 CV, che ha rimpiazzato il vecchio 3.0. Nel 2017 è entrato nel listino un turbodiesel 1.9 di pari potenza, che al prezzo di una minor coppia garantisce un contenimento dei consumi e una maggior leggerezza. Il mercato propone un ampio ventaglio di soluzioni a livello di trasmissione con esemplari a cambio manuale oppure automatico, a trazione posteriore o integrale, con tanto di marce ridotte.
PRO E CONTRO
L’Isuzu D-Max è un mezzo quasi inarrestabile, che si destreggia bene su qualsiasi terreno, ed è un gran lavoratore. Non è però il caso di considerarlo un’alternativa rispetto alle Suv attuali, rispetto allr quali paga dazio in materia di comfort e di comportamento, oltre che una guida meno precisa.
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I MOTORI
La seconda generazione dell’Isuzu D-Max è stata proposta inizialmente con un 2.5 da 163 CV, che ha rimpiazzato il vecchio 3.0. Nel 2017 è entrato nel listino un turbodiesel 1.9 di pari potenza, che al prezzo di una minor coppia garantisce un contenimento dei consumi e una maggior leggerezza. Il mercato propone un ampio ventaglio di soluzioni a livello di trasmissione con esemplari a cambio manuale oppure automatico, a trazione posteriore o integrale, con tanto di marce ridotte.
PRO E CONTRO
L’Isuzu D-Max è un mezzo quasi inarrestabile, che si destreggia bene su qualsiasi terreno, ed è un gran lavoratore. Non è però il caso di considerarlo un’alternativa rispetto alle Suv attuali, rispetto allr quali paga dazio in materia di comfort e di comportamento, oltre che una guida meno precisa.