Prima elettrica
Ferrari Luce, la NASA e la chimica dell’accelerazione perfetta: bruciante, ma non eccessiva
Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, avrà una potenza stimata superiore ai 1.000 CV, erogati da quattro unità elettriche, una per ruota. Un “mostro” capace di accelerazioni brucianti. Forse troppo?
In un’intervista ad Autocar India, il CEO di Ferrari, Benedetto Vigna, ha spiegato che uno dei principali limiti delle auto elettriche è la forte accelerazione lineare, che “a volte è troppo diretta, disturba il nostro cervello” e, di conseguenza, il piacere di guida.
La collaborazione con la Nasa
Per tale motivo, Ferrari ha avviato una partnership con NASA, l’agenzia spaziale statunitense, per “comprendere quale sia il livello di accelerazione che si rivela troppo fastidioso per le persone” e individuare le curve di erogazione della potenza che permettano alla Luce di essere divertente da guidare, senza arrivare a creare problemi a pilota e passeggeri.
Ecco a cosa servono le palette al volante
Le palette al volante della Ferrari Luce, che abbiamo visto in occasione della presentazione degli interni, svelati qualche settimana fa, servono anche a questo: modulare l’erogazione della coppia in tempo reale, adattandola alle richieste di chi guida (e non solo).
I tasti fisici come elemento distintivo
Parlando degli interni della Luce, progettati da Jony Ive e svelati qualche settimana fa, Vigna ha rivendicato la scelta di prediligere i tasti fisici rispetto all'imperante dominio di touch screen e comandi a sfioramento (in calo quasi un po' ovunque, va detto).
"I comandi touch sono progettati a vantaggio dei fornitori", ha aggunto il CEO di Maranello. "Realizzare un comando touch è più economico, più economico del 50% rispetto a pulsanti costruiti singolarmente".
La Luce avrà un sound unico
Per quanto riguarda il suono “allo scarico”, che non potrà certo essere quello di un 12 cilindri, Ferrari ha già confermato che non ci sarà un sound generator che replica le timbriche di un motore termico, ma un amplificatore evoluto dei suoni elettrici.
“Un motore elettrico non è silenzioso”, spiega Vigna. “Il problema è che la maggior parte di noi associa quel suono ad alte frequenze spesso fastidiose. Esistono però anche frequenze più basse, e modi di raccogliere e amplificare questi due suoni in maniera autentica e originale, senza dare l’impressione di ‘fare il DJ’”.