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1956 | 1965

L'Italia corre in automobile

I primi dieci anni del nostro giornale sono una gara a che cosa si muove più in fretta: il boom economico, la motorizzazione o la joie de vivre. Da 600 e 500 si passa alla Mini, sulle note dei Beatles, sognando la spider

«Tutti potranno dire della Fiat 500: è mia». Così lo spot di “Carosello” del 1957, prima pubblicità televisiva di automobili in Italia, fotografava già un'epoca. In cui la macchina per tutti stava gradualmente diventando una realtà. Nel 1956, l'anno in cui inizia questo viaggio nell'Italia che cambia, le auto circolanti sulle nostre strade sono una manciata sopra il milione. Una soglia psicologica che può suonare storica, se raffrontata alle circa 350 mila che giravano per le strade della nostra Penisola all'inizio degli anni 50, in un Paese che della guerra allora portava ancora suoni, cicatrici e odore sulla pelle. Pochine, però, al confronto dei 41 milioni odierni. Aveva dunque un che di profetico il sottotitolo – “Rivista mensile per gli automobilisti di oggi e di domani” – che dal numero di aprile accompagnava una testata di motori nata a febbraio di quell'anno: Quattroruote. Una visione lungimirante – messa nero su bianco nel primo editoriale («Sta per tramontare l'epoca in cui gli uomini si dividevano in quelli che hanno e quelli che non hanno l'automobile. Tutti, tra pochi anni, avranno l'automobile») – che non solo conferma l'intuito editoriale di Gianni Mazzocchi, già ideatore di testate come L'Europeo (1945) e Il Mondo (1949), ma che presto sarà suggellata dai numeri: 2 milioni di targhe sfiorati appena quattro anni più tardi, nel 1960, 6 milioni superati nel 1966.

Protagonista di questa corsa alla motorizzazione è soprattutto la Fiat 600 (il primo produttore nazionale contava sui due terzi circa della domanda, protetta da dazi e da un potere d'acquisto che ancora limitava la scelta), nata nel 1955 dalla mente di un progettista geniale come Dante Giacosa, che nel 1957 darà vita anche alla più piccola e spartana 500 protagonista del “Carosello”. Troppo spartana, e cara, per Quattroruote, che otterrà l'introduzione di diverse migliorie. La piccola Fiat poteva ora fare quel che la 600, più grande e costosa, non aveva potuto: strappare un buon numero di italiani dalle due ruote e conquistarli al “lusso” e alla comodità delle quattro. In una parola, completare quel processo di motorizzazione di massa già sognato dai dittatori degli Stati totalitari (ma pure dalla democratica Francia) due decenni prima e ucciso nella culla dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Ora, con l'incubo alle spalle, il Belpaese è pronto a correre. Gli americani, sbarcati nel 1943, non hanno portato soltanto il chewing gum e il jazz, e neppure solo i miti di celluloide di Hollywood, ma anche, pochi anni dopo, una bella pila di denaro nella forma del piano Marshall. Fuori si costruiscono strade – nel 1958 si inaugura il tratto Milano-Parma dell'Autosole, che arriverà a Napoli nel 1965 –; dentro, nelle case, arrivano la lavatrice e il tostapane. E le prime televisioni, così si può seguire “Lascia o raddoppia” senza andare al bar. L'Italia cresce di gran carriera ed è ormai pronta a tuffarsi nei favolosi anni 60. Per molti adesso ci sono anche i soldi per le vacanze. Ci si va in treno, ma soprattutto in macchina. All'altro capo dello spettro luminoso della società italiana del periodo c'è il jet set, che alimenta quel mondo specificamente “nostro” dei carrozzieri e delle fuoriserie, dalle one-off alle few-off, la cui «influenza sullo sviluppo del design automobilistico è stata spesso sottostimata», osserva lo storico del design, Paolo Tumminelli.
In mezzo, una borghesia, anche piccola, in espansione. Qui c'è spazio per sognare e sempre più per realizzare quei sogni: magari una coupé o una cabriolet, specchio dell'ottimismo di un'era. Per sentirsi come in un film. Nelle sale infatti l'auto diventa protagonista quasi quanto gli attori, che sia la splendida Lancia Aurelia B24 de “Il sorpasso” o la fantasmagorica Aston Martin DB5 di James Bond in “Operazione Goldfinger”. La “dolce vita” è la sublimazione simbolica di un Paese in movimento turbinoso, sulle note dei Beatles e con le gambe sempre più libere di agitarsi sotto quella minigonna che la stilista londinese Mary Quant consacra nel '65 tra le icone dell'epoca. Automobilisticamente, e non solo, potremmo definirla l'età dell'innocenza. Quattroruote a quel punto ha già compiuto dieci anni e vinto tante battaglie, da quella per il bando dei cartelloni pubblicitari dalle strade a quella per la cancellazione della sovrattassa imposta sulla benzina dopo la crisi di Suez del 1956. Un anno più tardi, mentre i Trattati di Roma piantano il seme della futura Unione Europea, i sovietici lanciano i primi due satelliti Sputnik: sul secondo la cagnolina Laika, primo essere vivente in orbita, che anticipa di cinque anni il volo, umano, di Yuri Gagarin. L'era spaziale è cominciata, e avrà riflessi anche sulle automobili. Ma questa è un'altra storia. Che ci proietta in un nuovo decennio.
1956
È Quattroruote Scritta gialla su fondo nero e un'auto scontornata che sembra uscire dalla pagina. Niente 'strilli', che bisogno c'è? Cattura già così
1956
La crisi di Suez rientra, la tassa sulla benzina rimane. Quattroruote indice una manifestazione a Torino e ne ottiene l'abolizione
1959
A norma di legge. Fatti gli automobilisti, e le strade, ci si deve pure dare delle regole adatte ai tempi. Nel 1959 nasce il primo Codice della strada moderno. Come il Paese.

L'ICONA

Fiat 600

E TUTTO CAMBIÒ. La Fiat 600, nata nel 1955, un anno prima di Quattroruote, è il motore del boom italiano.

Innovativa nello schema “tutto dietro” (la 500 C di cui prende il posto aveva trazione posteriore, ma motore anteriore) che permette di contenere i costi, è più compatta (ma più larga) della progenitrice. Con 515 chili di peso a vuoto, offre quattro posti veri, per un prezzo di 590 mila lire. Fu costruita in oltre 2.650.000 unità.

L'ICONA

Fiat 600

L'ICONA

Fiat 600

L'ICONA

Fiat 600

L'ICONA

Fiat 600

L'ICONA

Fiat 600

L'ICONA

Fiat 600

L'ICONA

Fiat 600

… E LE ALTRE

1955 - Alfa Romeo Giulietta

La prima auto del Biscione prodotta con metodi industriali e in volumi rilevanti è il modello che “democratizza” (entro certi limiti) il marchio. Per questo si guadagna il nomignolo di “fidanzata degli italiani”. Costa 1.330.000 lire di allora.

1955 - Citroën DS

Basta leggere la data di uscita, un anno prima che nascesse Quattroruote, e pensare alla produzione coeva, per capire al volo la modernità della “dea” firmata da Flaminio Bertoni. Da segnalare fari direzionali e sospensioni pneumatiche.

1956 - Triumph TR3

La roadster inglese – protagonista del film di Fellini “La dolce vita”, del 1960 – è un simbolo, con le altre aperte dell'epoca (dalle MG A e B alle più esclusive BMW 507 e Mercedes 190 SL), dei magici anni del boom.

1959 - Morris Mini

Motore e trazione anteriori, a vantaggio dell'abitabilità: Alec Issigonis ribalta i canoni dell'epoca con un'auto che diventa moda. La Fiat, che controlla l'Autobianchi, risponde solo nel 1964 con la Primula, archetipo delle compatte di oggi.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO

  • Citroën DS: 44%
  • Alfa Romeo Giulietta: 37%
  • Morris Mini: 14%
  • Triumph TR3: 5%
  • Citroën DS 44%
  • Alfa Romeo Giulietta 37%
  • Morris Mini 14%
  • Triumph TR3 5%

RAPPORTO QUATTRORUOTE

L’INFRASTRUTTURA

Lo sviluppo viaggia in autostrada

Mentre auto in circolazione e sviluppo industriale crescono, manca ancora una rete stradale adeguata a connettere il Paese. Dopo l'exploit della Milano-Laghi, prima autovia a pedaggio nel 1924, seguita da singole tratte (Milano-Torino, Bergamo-Brescia e altre), la costruzione di autostrade si era fermata (anche per via della guerra). Ma tra la fine degli anni 50 e la prima metà dei 60 vive un nuovo impulso e con l'inaugurazione dell'Autosole, tra Milano e Napoli, l'Italia diviene... più corta. L'espansione della rete proseguirà con intensità fino al 1975, quando, in seguito alla crisi petrolifera, una legge dello Stato impone uno stop alla realizzazione di nuove autostrade (si potranno soltanto ultimare i tratti già avviati). Il blocco verrà tolto nei primi anni 80. Da allora a oggi il reticolo di vie di comunicazione veloci ha superato i 7 mila chilometri. Ma restano tante opere da ultimare oppure addirittura rimaste completamente sulla carta.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

L’INFRASTRUTTURA

Il traffico

Volumi in salita fino al 2019. Poi il crollo del traffico privato nel '20 con il Covid. Nei tre anni seguenti,il “rimbalzo”.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

L’INFRASTRUTTURA

I trafori

Gli anni 60 vedono anche nascere opere grandiose come il Traforo del Monte Bianco.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

L’INFRASTRUTTURA

Lo sviluppo viaggia in autostrada

Mentre auto in circolazione e sviluppo industriale crescono, manca ancora una rete stradale adeguata a connettere il Paese.

Dopo l'exploit della Milano-Laghi, prima autovia a pedaggio nel 1924, seguita da singole tratte (Milano-Torino, Bergamo-Brescia e altre), la costruzione di autostrade si era fermata (anche per via della guerra). Ma tra la fine degli anni 50 e la prima metà dei 60 vive un nuovo impulso e con l'inaugurazione dell'Autosole, tra Milano e Napoli, l'Italia diviene... più corta. L'espansione della rete proseguirà con intensità fino al 1975, quando, in seguito alla crisi petrolifera, una legge dello Stato impone uno stop alla realizzazione di nuove autostrade (si potranno soltanto ultimare i tratti già avviati). Il blocco verrà tolto nei primi anni 80. Da allora a oggi il reticolo di vie di comunicazione veloci ha superato i 7 mila chilometri. Ma restano tante opere da ultimare oppure addirittura rimaste completamente sulla carta.

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Lo sviluppo viaggia in autostrada

Mentre auto in circolazione e sviluppo industriale crescono, manca ancora una rete stradale adeguata a connettere il Paese.

Dopo l'exploit della Milano-Laghi, prima autovia a pedaggio nel 1924, seguita da singole tratte (Milano-Torino, Bergamo-Brescia e altre), la costruzione di autostrade si era fermata (anche per via della guerra). Ma tra la fine degli anni 50 e la prima metà dei 60 vive un nuovo impulso e con l'inaugurazione dell'Autosole, tra Milano e Napoli, l'Italia diviene... più corta. L'espansione della rete proseguirà con intensità fino al 1975, quando, in seguito alla crisi petrolifera, una legge dello Stato impone uno stop alla realizzazione di nuove autostrade (si potranno soltanto ultimare i tratti già avviati). Il blocco verrà tolto nei primi anni 80. Da allora a oggi il reticolo di vie di comunicazione veloci ha superato i 7 mila chilometri. Ma restano tante opere da ultimare oppure addirittura rimaste completamente sulla carta.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

L’INFRASTRUTTURA

Lo sviluppo viaggia in autostrada

Mentre auto in circolazione e sviluppo industriale crescono, manca ancora una rete stradale adeguata a connettere il Paese.

Dopo l'exploit della Milano-Laghi, prima autovia a pedaggio nel 1924, seguita da singole tratte (Milano-Torino, Bergamo-Brescia e altre), la costruzione di autostrade si era fermata (anche per via della guerra). Ma tra la fine degli anni 50 e la prima metà dei 60 vive un nuovo impulso e con l'inaugurazione dell'Autosole, tra Milano e Napoli, l'Italia diviene... più corta. L'espansione della rete proseguirà con intensità fino al 1975, quando, in seguito alla crisi petrolifera, una legge dello Stato impone uno stop alla realizzazione di nuove autostrade (si potranno soltanto ultimare i tratti già avviati). Il blocco verrà tolto nei primi anni 80. Da allora a oggi il reticolo di vie di comunicazione veloci ha superato i 7 mila chilometri. Ma restano tante opere da ultimare oppure addirittura rimaste completamente sulla carta.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

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Traffico

Volumi in salita fino al 2019. Poi il crollo del traffico privato nel '20 con il Covid. Nei tre anni seguenti,il “rimbalzo”.

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I trafori

Gli anni 60 vedono anche nascere opere grandiose come il Traforo del Monte Bianco.

COPERTINE DAL 1956 AL 1965

Copertina Quattroruote Febbraio 1956 Copertina Quattroruote Marzo 1956 Copertina Quattroruote Aprile 1956 Copertina Quattroruote Maggio 1956 Copertina Quattroruote Giugno 1956 Copertina Quattroruote Luglio 1956 Copertina Quattroruote Agosto 1956 Copertina Quattroruote Settembre 1956 Copertina Quattroruote Ottobre 1956 Copertina Quattroruote Novembre 1956 Copertina Quattroruote Dicembre 1956 Copertina Quattroruote Gennaio 1957 Copertina Quattroruote Febbraio 1957 Copertina Quattroruote Marzo 1957 Copertina Quattroruote Aprile 1957 Copertina Quattroruote Maggio 1957 Copertina Quattroruote Giugno 1957 Copertina Quattroruote Luglio 1957 Copertina Quattroruote Agosto 1957 Copertina Quattroruote Settembre 1957 Copertina Quattroruote Ottobre 1957 Copertina Quattroruote Novembre 1957 Copertina Quattroruote Dicembre 1957 Copertina Quattroruote Gennaio 1958 Copertina Quattroruote Febbraio 1958 Copertina Quattroruote Marzo 1958 Copertina Quattroruote Aprile 1958 Copertina Quattroruote Maggio 1958 Copertina Quattroruote Giugno 1958 Copertina Quattroruote Luglio 1958 Copertina Quattroruote Agosto 1958 Copertina Quattroruote Settembre 1958 Copertina Quattroruote Ottobre 1958 Copertina Quattroruote Novembre 1958 Copertina Quattroruote Dicembre 1958 Copertina Quattroruote Gennaio 1959 Copertina Quattroruote Febbraio 1959 Copertina Quattroruote Marzo 1959 Copertina Quattroruote Aprile 1959 Copertina Quattroruote Maggio 1959 Copertina Quattroruote Giugno 1959 Copertina Quattroruote Luglio 1959 Copertina Quattroruote Agosto 1959 Copertina Quattroruote Settembre 1959 Copertina Quattroruote Ottobre 1959 Copertina Quattroruote Novembre 1959 Copertina Quattroruote Dicembre 1959 Copertina Quattroruote Gennaio 1960 Copertina Quattroruote Febbraio 1960 Copertina Quattroruote Marzo 1960 Copertina Quattroruote Aprile 1960 Copertina Quattroruote Maggio 1960 Copertina Quattroruote Giugno 1960 Copertina Quattroruote Luglio 1960 Copertina Quattroruote Agosto 1960 Copertina Quattroruote Settembre 1960 Copertina Quattroruote Ottobre 1960 Copertina Quattroruote Novembre 1960 Copertina Quattroruote Dicembre 1960 Copertina Quattroruote Gennaio 1961 Copertina Quattroruote Febbraio 1961 Copertina Quattroruote Marzo 1961 Copertina Quattroruote Aprile 1961 Copertina Quattroruote Maggio 1961 Copertina Quattroruote Giugno 1961 Copertina Quattroruote Luglio 1961 Copertina Quattroruote Agosto 1961 Copertina Quattroruote Settembre 1961 Copertina Quattroruote Ottobre 1961 Copertina Quattroruote Novembre 1961 Copertina Quattroruote Dicembre 1961 Copertina Quattroruote Gennaio 1962 Copertina Quattroruote Febbraio 1962 Copertina Quattroruote Marzo 1962 Copertina Quattroruote Aprile 1962 Copertina Quattroruote Maggio 1962 Copertina Quattroruote Giugno 1962 Copertina Quattroruote Luglio 1962 Copertina Quattroruote Agosto 1962 Copertina Quattroruote Settembre 1962 Copertina Quattroruote Ottobre 1962 Copertina Quattroruote Novembre 1962 Copertina Quattroruote Dicembre 1962 Copertina Quattroruote Gennaio 1963 Copertina Quattroruote Febbraio 1963 Copertina Quattroruote Marzo 1963 Copertina Quattroruote Aprile 1963 Copertina Quattroruote Maggio 1963 Copertina Quattroruote Giugno 1963 Copertina Quattroruote Luglio 1963 Copertina Quattroruote Agosto 1963 Copertina Quattroruote Settembre 1963 Copertina Quattroruote Ottobre 1963 Copertina Quattroruote Novembre 1963 Copertina Quattroruote Dicembre 1963 Copertina Quattroruote Gennaio 1964 Copertina Quattroruote Febbraio 1964 Copertina Quattroruote Marzo 1964 Copertina Quattroruote Aprile 1964 Copertina Quattroruote Maggio 1964 Copertina Quattroruote Giugno 1964 Copertina Quattroruote Luglio 1964 Copertina Quattroruote Agosto 1964 Copertina Quattroruote Settembre 1964 Copertina Quattroruote Ottobre 1964 Copertina Quattroruote Novembre 1964 Copertina Quattroruote Dicembre 1964 Copertina Quattroruote Gennaio 1965 Copertina Quattroruote Febbraio 1965 Copertina Quattroruote Marzo 1965 Copertina Quattroruote Aprile 1965 Copertina Quattroruote Maggio 1965 Copertina Quattroruote Giugno 1965 Copertina Quattroruote Luglio 1965 Copertina Quattroruote Agosto 1965 Copertina Quattroruote Settembre 1965 Copertina Quattroruote Ottobre 1965 Copertina Quattroruote Novembre 1965 Copertina Quattroruote Dicembre 1965