Decennio funesto: le Big Three americane crollano come giganti d’argilla, la Cina prepara la sua scalata globale e l’Europa è alle prese con il maggiore scandalo automobilistico di sempre
A ripensarci oggi, vengono i brividi. La crisi finanziaria, la Cina che galoppa, l'automotive europeo e americano che collassano, con il maggiore scandalo automobilistico di sempre a chiudere un decennio, quello che va dal 2006 al 2015, in cui c'è poco da ridere. E iniziamo proprio dalla fine, dal Dieselgate, un terremoto partito dagli Stati Uniti che travolgerà tutta l'industria europea. Con circa 11 milioni di veicoli coinvolti e oltre 35 miliardi di euro tra multe, richiami e spese legali, il software usato dal gruppo Volkswagen per taroccare le emissioni dei propri veicoli a gasolio “beccato” dagli americani fa partire una caccia alle streghe che continuerà a produrre i suoi effetti fino ai giorni nostri, con le decisioni europee sul Green deal che prendono le mosse proprio da lì. Ma prima... Sì, c'è un prima altrettanto turbinoso: la crisi finanziaria del 2007-2008, quella, per intenderci, innescata dal default dei mutui subprime e culminata con il fallimento della banca d'affari Lehman Brothers, mette in ginocchio le Big Three (General Motors, Ford e Chrysler), costringendole a chiedere aiuti di Stato in quello che, almeno sulla carta, è il Paese più turbocapitalista al mondo. Ma, al contrario della teoria del caos, l'uragano di Washington non è neanche un flebile battito d'ali a Pechino. Perché è proprio tra il 2006 e il 2015 che la Cina diventa una potenza economica globale. Facendo così tanta paura, soprattutto per la velocità della sua crescita, che un decennio dopo saremo costretti ad affidarci ai dazi per difenderci.
… E LE ALTRE
2007 - Fiat 500
La super-utilitaria del nuovo millennio è una citycar che strizza l’occhio al passato, ma ha dotazioni adeguate ai tempi e diventa subito una nuova icona: in cinque anni supera il milione di unità vendute, di cui oltre la metà all'estero.
2008 - Audi Q5
Versatile, sportiva, elegante. La prima Q5 è l’antesignana di una famiglia che in 17 anni supererà i 2,7 milioni di esemplari diventando il modello più venduto della Casa dei Quattro anelli. La prima serie convince, da sola, 1,6 milioni di clienti.
2010 - Dacia Duster
Economica (il listino parte da 11.900 euro), rende abbordabile l’idea di Suv. La robustezza, la qualità costruttiva e la trazione integrale le fanno conquistare un posto al sole anche tra chi si concede un po’ di off-road.
2012 - Fiat Panda
La terza serie, che continua a essere il modello più venduto in Italia,rappresenta una gradita sorpresa per la nostra industria: dopo anni in Polonia, la sua produzione torna in Italia. Marchionne la assegna a Pomigliano.
I RISULTATI DEL SONDAGGIO
- Fiat 500: 49%
- Audi Q5: 23%
- Fiat Panda: 18%
- Dacia Duster: 10%
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Fiat 500 49%
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Audi Q5 23%
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Fiat Panda 18%
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Dacia Duster 10%
REPORT QUATTRORUOTE
LA TECNOLOGIA
La rivincita degli interni in venti tappe.
«L’auto dello strano fanciullo era una Giulietta, naturalmente blu scuro, naturalmente con l'interno grigio, naturalmente senza radio e senza alcun accessorio: non sarebbe stato di classe». Così scriveva Giorgio Scerbanenco in “Venere privata”. Siamo nel 1966 ed era già in corso una rivoluzione che avrebbe portato a un cambio di prospettiva totale: gli accessori, gli interni, sarebbero diventati status symbol irrinunciabili anche per le macchine di maggior classe. Come rilevato da uno studio del 2023, per la metà degli acquirenti, schermi, connettività e gestione della musica rappresentano un elemento preponderante nella scelta della prossima vettura. L'irresistibile predominio delle logiche hi-tech porta così molti di noi a guardare con malcelata invidia quegli enormi tablet che svettano sulle Tesla, auto a tal punto tecnologiche da aver imposto un nuovo standard.