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1976 | 1985

Dagli anni di piombo alla Milano da bere

Il terrorismo non è ancora sconfitto, ma per l’Italia parte una fase di ripresa, industriale e sociale. E sul mercato dell’auto arrivano icone pop (Fiat Panda e Peugeot 205) e grandi novità come la Renault Espace

Il decennio che va dal 1976 al 1985 si può dividere in due distinti periodi. I primi quattro anni sono ancora attraversati da forti tensioni sociali e da eventi di portata storica. Nel 1976, le elezioni del 20 giugno vedono il clamoroso successo del Pci, guidato dall’allora segretario Enrico Berlinguer, personaggio rimasto nell’immaginario collettivo per le sue lotte al fianco degli operai (rimane impresso nella memoria il comizio improvvisato davanti a decine di migliaia di lavoratori ai cancelli di Mirafiori) e per la svolta impressa al suo partito prima con il compromesso storico e poi con il sostegno esterno ai governi di solidarietà nazionale guidati da Giulio Andreotti. Sono anni in cui l’Italia è ancora scossa da un terrorismo che, pur sempre più isolato, continua a colpire innocenti (la strage alla Stazione Centrale di Bologna il 2 agosto 1980), politici (il sequestro e l’uccisione del presidente del consiglio, Aldo Moro, nel 1978), dirigenti e imprenditori.

Non mancano grandi battaglie sociali (come quella per la controversa legge sull’aborto) e neanche i primi segnali di risveglio da parte di una popolazione ormai stanca di vivere sotto una continua tensione. Verso la fine del 1980, l’Italia entra in una nuova fase della sua storia: a ottobre, la marcia dei quarantamila rompe l’unità sindacale, rivelando una spaccatura tra colletti bianchi e blu, nonché dando il via a una rinascita dell’industria delle quattro ruote imperniata intorno alla Fiat. È, in altre parole, un evento spartiacque per il nostro Paese. Dopo anni di crisi economica, di iper-inflazione e di paura, gli italiani possono, anzi vogliono, rivolgere il loro sguardo al futuro. Certo c’è ancora la guerra fredda e il terrorismo non è ancora sconfitto, ma gli anni 80 trasformano l’economia e la società: l’industria inizia a lasciare spazio ai servizi (si parla di terziarizzazione e, ancor più, di deindustrializzazione) e il consumismo (di stampo americano) diventa la parola d’ordine. Milano, con i suoi imprenditori rampanti (Silvio Berlusconi su tutti), con la moda e i suoi stilisti da prima pagina (Armani, Ferré, Valentino...), con i paninari e gli yuppie, diventa la “Milano da bere”. Ma è tutta l’Italia a svoltare: nel calcio diventiamo campioni del mondo (chi non ricorda quell’estate del 1982, con la vittoria sulla Germania al Bernabeu di Madrid e l’esultanza del presidente della Repubblica, Sandro Pertini?), in economia entriamo tra i Paesi più industrializzati del pianeta, a livello internazionale acquistiamo un’inedita reputazione con la missione di pace delle nostre forze armate in Libano.
Tutto è così pop da rendere il periodo degli anni 80 un mito per intere generazioni, ma anche una stagione molto effimera. L’Italia vive al di sopra delle sue possibilità e non intravede i primi segnali negativi di fenomeni che produrranno effetti nel decennio successivo con Tangentopoli, la crisi della lira e la scomparsa della Democrazia Cristiana. Soltanto nel 1983 si inizia a smantellare quel meccanismo del punto di contingenza (introdotto nel ’75 nel sistema della scala mobile per adeguare le dinamiche salariali all’inflazione), che per molti è una delle cause dell’esplosione del debito pubblico. E soltanto oggi si comprende quanto devastante sia stata per l’Italia la progressiva scomparsa della grande impresa e la narrazione, fuorviante e lesiva degli interessi economici nazionali, del “piccolo è bello”. Eppure, sono proprio quei primi cinque anni del decennio ad assistere alla rinascita industriale in grande stile della Fiat: il Lingotto sceglie Cape Canaveral, il sito di riferimento per i programmi spaziali della Nasa, per lanciare la Uno; e Vittorio Ghidella pone le basi per trasformare la Casa torinese nel primo costruttore d’Europa grazie a modelli di enorme successo come la Panda. Così l’auto torna centrale nell’economia e nella vita degli italiani. Lo dimostra l’interesse crescente per Quattroruote: nell’81, con una tiratura di oltre 500 mila copie, è il mensile più letto del Paese.
Purtroppo, perdiamo la nostra guida: Gianni Mazzocchi scompare nel 1984, ma il suo lascito è enorme. Non a caso il presidente Pertini (un’altra delle tante icone pop del periodo) lo saluta con un telegramma di cordoglio in cui evidenzia il suo contributo «alla diffusione della cultura nel nostro Paese». Del resto, a lui si devono importanti battaglie. Una su tutte? Quella contro la legge del 1975 che vieta la costruzione di nuove autostrade in Italia. E la sua eredità non viene certo dispersa negli anni successivi: Quattroruote rimane sempre a fianco degli automobilisti, nel solco della lezione impartita dal suo fondatore.
1977
Guida sicura: leggi e innovazioni rendono le auto sempre più sicure: diventa obbligatorio lo specchietto retrovisore. Nel ’78, la Mercedes lancia l’Abs
1980
Torino, il 14 ottobre, quadri e impiegati Fiat scendono in strada per protestare contro i picchettaggi degli operai: è la marcia dei quarantamila
1984
Gianni Mazzocchi. Il 24 ottobre: scompare Gianni Mazzocchi, fondatore di Editoriale Domus e ideatore di grandi testate, tra cui L’Europeo, Il Mondo e, ovviamente, Quattroruote

L'ICONA

Renault Espace

E TUTTO CAMBIÒ. La Renault Espace è più di una semplice auto: grazie al suo design, a un abitacolo spazioso, modulare e versatile e alle dimensioni, rivoluziona il concetto di vettura per famiglie e crea in Europa il segmento delle grandi monovolume.

Lanciata nel 1984, riscuote un rapido ed enorme successo: salotto su quattro ruote, sembra l'ideale per i viaggi delle famiglie più numerose, in un'epoca di rinnovato ottimismo.

L'ICONA

Renault Espace

L'ICONA

Renault Espace

L'ICONA

Renault Espace

L'ICONA

Renault Espace

L'ICONA

Renault Espace

L'ICONA

Renault Espace

L'ICONA

Renault Espace

… E LE ALTRE

1974 - Volvo 240

La familiare svedese nasce prima del 1976, ma è negli anni successivi che diventa un’icona della Volvo e un punto di riferimento per l’industria automobilistica europea: è l’esempio da seguire per chiunque voglia lanciare una station wagon.

1980 - Fiat Panda

Primo archetipo di auto low cost, conquista gli italiani perché è pratica, economica e versatile. Il design geniale e diverse soluzioni intelligenti la rendono ideale anche come mezzo di lavoro.

1982 - Mercedes 190

La baby Benz, o la piccola Mercedes, come viene battezzata la creatura di Bruno Sacco, rappresenta una svolta stilistica e commerciale per Stoccarda. Ne sono state prodotte più di 1,8 milioni.

1983 - Peugeot 205

Stile moderno e accattivante, elevata versatilità, grande maneggevolezza: sono le caratteristiche principali di una delle vetture più popolari degli anni 80. I trionfi nelle competizioni ne fanno anche un’icona del periodo.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO

  • Fiat Panda: 60%
  • Mercedes-Benz 190: 23%
  • Volvo 240: 9%
  • Peugeot 205: 8%
  • Fiat Panda 60%
  • Mercedes-Benz 190 23%
  • Volvo 240 9%
  • Peugeot 205 8%

RAPPORTO QUATTRORUOTE

LA MOBILITÀ

UNA PASSIONE TUTTA ITALIANA

Passano gli anni, ma l’auto rimane la prima scelta degli italiani per i loro spostamenti.

I dati e i grafici che ci ha fornito Carlo Carminucci, direttore Ricerca dell’Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) nonché responsabile dell’Osservatorio Audimob, non lasciano adito ad alcun dubbio. In particolare, il grafico a lato conferma come la maggior parte delle percorrenze (espresse in miliardi di passeggeri al chilometro) avvenga proprio a bordo di una quattro ruote: il peso dell’auto non ha paragoni (come evidenzia l’ampiezza dell’area giallo-senape) con alcuno degli altri mezzi di trasporto terrestri. Tutti gli spostamenti sono cresciuti enormemente negli anni, fino allo stop del Covid. Nel post-pandemia spicca il balzo più rapido dell'auto.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

LA MOBILITÀ

SENZA RIVALI

Il grafico qui sotto fornisce un'altra evidenza: la propensione degli italiani a utilizzare l’auto non cede terreno ad altre soluzioni, nonostante i crescenti limiti alla circolazione e il sostegno pubblico a una mobilità più dolce.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

LA MOBILITÀ

PIÙ COMODA E VELOCE

Tra i fattori favorevoli all’uso dell'auto, come si vede dal terzo grafico, c’è la sua imbattibilità in termini di rapidità degli spostamenti: negli ultimi anni, la velocità media su quattro ruote si è sì ridotta, ma meno di quella dei mezzi pubblici.

RAPPORTO QUATTRORUOTE

LA MOBILITÀ

UNA PASSIONE TUTTA ITALIANA

Passano gli anni, ma l’auto rimane la prima scelta degli italiani per i loro spostamenti.

I dati e i grafici che ci ha fornito Carlo Carminucci, direttore Ricerca dell’Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) nonché responsabile dell’Osservatorio Audimob, non lasciano adito ad alcun dubbio. In particolare, il grafico a lato conferma come la maggior parte delle percorrenze (espresse in miliardi di passeggeri al chilometro) avvenga proprio a bordo di una quattro ruote: il peso dell’auto non ha paragoni (come evidenzia l’ampiezza dell’area giallo-senape) con alcuno degli altri mezzi di trasporto terrestri. Tutti gli spostamenti sono cresciuti enormemente negli anni, fino allo stop del Covid. Nel post-pandemia spicca il balzo più rapido dell'auto.

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Il grafico qui sotto fornisce un'altra evidenza: la propensione degli italiani a utilizzare l’auto non cede terreno ad altre soluzioni, nonostante i crescenti limiti alla circolazione e il sostegno pubblico a una mobilità più dolce.

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PIÙ COMODA E VELOCE

Tra i fattori favorevoli all’uso dell'auto, come si vede dal terzo grafico, c’è la sua imbattibilità in termini di rapidità degli spostamenti: negli ultimi anni, la velocità media su quattro ruote si è sì ridotta, ma meno di quella dei mezzi pubblici.

COPERTINE DAL 1976 AL 1985

Copertina Quattroruote Gennaio 1976 Copertina Quattroruote Febbraio 1976 Copertina Quattroruote Marzo 1976 Copertina Quattroruote Aprile 1976 Copertina Quattroruote Maggio 1976 Copertina Quattroruote Giugno 1976 Copertina Quattroruote Luglio 1976 Copertina Quattroruote Agosto 1976 Copertina Quattroruote Settembre 1976 Copertina Quattroruote Ottobre 1976 Copertina Quattroruote Novembre 1976 Copertina Quattroruote Dicembre 1976 Copertina Quattroruote Gennaio 1977 Copertina Quattroruote Febbraio 1977 Copertina Quattroruote Marzo 1977 Copertina Quattroruote Aprile 1977 Copertina Quattroruote Maggio 1977 Copertina Quattroruote Giugno 1977 Copertina Quattroruote Luglio 1977 Copertina Quattroruote Agosto 1977 Copertina Quattroruote Settembre 1977 Copertina Quattroruote Ottobre 1977 Copertina Quattroruote Novembre 1977 Copertina Quattroruote Dicembre 1977 Copertina Quattroruote Gennaio 1978 Copertina Quattroruote Febbraio 1978 Copertina Quattroruote Marzo 1978 Copertina Quattroruote Aprile 1978 Copertina Quattroruote Maggio 1978 Copertina Quattroruote Giugno 1978 Copertina Quattroruote Luglio 1978 Copertina Quattroruote Agosto 1978 Copertina Quattroruote Settembre 1978 Copertina Quattroruote Ottobre 1978 Copertina Quattroruote Novembre 1978 Copertina Quattroruote Dicembre 1978 Copertina Quattroruote Gennaio 1979 Copertina Quattroruote Febbraio 1979 Copertina Quattroruote Marzo 1979 Copertina Quattroruote Aprile 1979 Copertina Quattroruote Maggio 1979 Copertina Quattroruote Giugno 1979 Copertina Quattroruote Luglio 1979 Copertina Quattroruote Agosto 1979 Copertina Quattroruote Settembre 1979 Copertina Quattroruote Ottobre 1979 Copertina Quattroruote Novembre 1979 Copertina Quattroruote Dicembre 1979 Copertina Quattroruote Gennaio 1980 Copertina Quattroruote Febbraio 1980 Copertina Quattroruote Marzo 1980 Copertina Quattroruote Aprile 1980 Copertina Quattroruote Maggio 1980 Copertina Quattroruote Giugno 1980 Copertina Quattroruote Luglio 1980 Copertina Quattroruote Agosto 1980 Copertina Quattroruote Settembre 1980 Copertina Quattroruote Ottobre 1980 Copertina Quattroruote Novembre 1980 Copertina Quattroruote Dicembre 1980 Copertina Quattroruote Gennaio 1981 Copertina Quattroruote Febbraio 1981 Copertina Quattroruote Marzo 1981 Copertina Quattroruote Aprile 1981 Copertina Quattroruote Maggio 1981 Copertina Quattroruote Giugno 1981 Copertina Quattroruote Luglio 1981 Copertina Quattroruote Agosto 1981 Copertina Quattroruote Settembre 1981 Copertina Quattroruote Ottobre 1981 Copertina Quattroruote Novembre 1981 Copertina Quattroruote Dicembre 1981 Copertina Quattroruote Gennaio 1982 Copertina Quattroruote Febbraio 1982 Copertina Quattroruote Marzo 1982 Copertina Quattroruote Aprile 1982 Copertina Quattroruote Maggio 1982 Copertina Quattroruote Giugno 1982 Copertina Quattroruote Luglio 1982 Copertina Quattroruote Agosto 1982 Copertina Quattroruote Settembre 1982 Copertina Quattroruote Ottobre 1982 Copertina Quattroruote Novembre 1982 Copertina Quattroruote Dicembre 1982 Copertina Quattroruote Gennaio 1983 Copertina Quattroruote Febbraio 1983 Copertina Quattroruote Marzo 1983 Copertina Quattroruote Aprile 1983 Copertina Quattroruote Maggio 1983 Copertina Quattroruote Giugno 1983 Copertina Quattroruote Luglio 1983 Copertina Quattroruote Agosto 1983 Copertina Quattroruote Settembre 1983 Copertina Quattroruote Ottobre 1983 Copertina Quattroruote Novembre 1983 Copertina Quattroruote Dicembre 1983 Copertina Quattroruote Gennaio 1984 Copertina Quattroruote Febbraio 1984 Copertina Quattroruote Marzo 1984 Copertina Quattroruote Aprile 1984 Copertina Quattroruote Maggio 1984 Copertina Quattroruote Giugno 1984 Copertina Quattroruote Luglio 1984 Copertina Quattroruote Agosto 1984 Copertina Quattroruote Settembre 1984 Copertina Quattroruote Ottobre 1984 Copertina Quattroruote Novembre 1984 Copertina Quattroruote Dicembre 1984 Copertina Quattroruote Gennaio 1985 Copertina Quattroruote Febbraio 1985 Copertina Quattroruote Marzo 1985 Copertina Quattroruote Aprile 1985 Copertina Quattroruote Maggio 1985 Copertina Quattroruote Giugno 1985 Copertina Quattroruote Luglio 1985 Copertina Quattroruote Agosto 1985 Copertina Quattroruote Settembre 1985 Copertina Quattroruote Ottobre 1985 Copertina Quattroruote Novembre 1985 Copertina Quattroruote Dicembre 1985