Rendering
Lancia Fulvia, il sogno di una concept digitale riparte dalla Pu+Ra HPE
Un progetto fedele all'originale
I gruppi ottici triangolari sono un'interpretazione moderna (e riuscita) di quelli tondi della Fulvia originale, ben inseriti in una calandra non più orizzontale ma con la parte centrale rivolta verso il basso, esasperando una soluzione già vista sulla Lancia Ypsilon. Anche il posteriore riprende quello della prima Fulvia, sia nella forma della coda sia in quella dei gruppi ottici, che hanno una firma luminosa più articolata. Dettagli di (non) poco conto: la parte bassa del muso presenta ancora le otto piccole feritoie orizzontali dell'originale, e alle estremità della coda ci sono ancora le "pinnette" laterali sopra i fari. Secondo Capriotti, la sua Fulvia Concept può essere sia full electric che ibrida, con una potenza massima di 560 CV.
Fulvia, icona italiana
La Lancia Fulvia arriva nel 1964 come erede della Appia: è una "normale" berlina a tre volumi, seguita l'anno successivo dalla coupé 2+2, realizzata sul pianale accorciato della berlina e spinta da un V4 ad angolo stretto, un 1.2 da 80 CV. Grazie anche al peso contenuto, inferiore alla tonnellata, questa piccola sportiva raggiunge i 160 km/h. Nel 1966 arriva la versione alleggerita con motore potenziato a 88 CV. Tre anni più tardi Cesare Fiorio, allora responsabile del Reparto Corse Lancia, sviluppa la 1.6 HF da 120 CV con la quale nel 1972 la Casa torinese vince il 41° Rallye di Monte Carlo e il campionato costruttori (allora mondiale marche).
Diventerà un modello di serie?
Anche in questo caso, le probabilità sono poche. Nel post su Linkedin in cui ha promosso il suo lavoro, però, Capriotti ha taggato i profili di Stellantis, Lancia, e della sua nuova CEO, Roberta Zerbi. E chissà.