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Carlo Ratti (Mit): "L'automobile cambierà le città" - LIVE

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Meno traffico, meno consumi, più sicurezza: la rivoluzione urbana è vicina e l'automobile sarà fondamentale per innescarla e sostenerla, grazie alla guida autonoma e alle tecnologie di condivisione. È la visione di Carlo Ratti, architetto, ingegnere e direttore del Mit Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology, intervenuto oggi al Quattroruote Day.

La metropoli e l'automobile. Secondo Ratti, lo spazio urbano e l’auto saranno i protagonisti della mobilità del futuro: “Nel 1990 pensavamo che il nostro mondo sarebbe diventato virtuale e che le città sarebbero scomparse - ha spiegato - Al contrario, le città sono state interessate da un grandissimo boom, specialmente in Cina. Dal 2008, metà della popolazione umana vive nelle metropoli ed entro il 2030 gli abitanti diventeranno 5 miliardi”. È qui, insomma, che si giocherà la partita dell’auto 2.0.

Guida autonoma: un'opportunità. Ratti ha ricordato che negli Stati Uniti l’automobile viene utilizzata solo per il 5% del tempo. “Per il restante 95%, resta parcheggiata: parliamo di una superficie pari a quella del Portorico, ma con i veicoli autonomi le cose cambieranno. Per esempio, la nostra automobile, dopo averci portato al lavoro la mattina, potrebbe rimettersi di nuovo sulla strada, per dare un passaggio a un nostro familiare o ad altre persone. Con la condivisione dei veicoli, in città come Milano le esigenze dei cittadini potrebbero essere coperte dal 20% dei veicoli oggi in circolazione. Serviranno meno parcheggi, potremo ridisegnarli e recuperare lo spazio urbano”.

Parla con i semafori. Per Ratti, un ulteriore contributo alla riduzione della congestione stradale e dei consumi verrà dalle piattaforme (V2X, Vehicle-to-Everything), ovvero dal dialogo tra le vetture e le infrastrutture della città, semafori in primis. Lo scambio di dati – ha osservato l’architetto del Mit - permetterà di automatizzare la gestione degli incroci e, dunque, a cascata, di snellire il traffico. Arrivati a un certo punto, gli stessi semafori diventeranno superflui.  

"La rivoluzione è già partita". La prospettiva è dunque quella di una città più vivibile, in cui l’auto hi-tech potrà integrarsi al meglio con il resto della mobilità: anche con quella dolce, a due ruote, e con i sistemi di ridesharing alla Uber. “Negli Usa una corsa costa 2,2 dollari per miglio - ha sottolineato Ratti - Con un veicolo autonomo, in circolazione 24 ore su 24, il prezzo potrebbe scendere a 20 o a 40 centesimi per miglio, meno della metro”. In un modo o nell’altro, quindi, l’auto resterà la protagonista della realtà urbana. Quando? Non subito, ma l'esperto ritiene che i tempi saranno brevi. “La guida autonoma non è il futuro, è il presente: la tecnologia è pronta al 90%, ci sono ancora problemi, per esempio quando piove molto forte, ma la rivoluzione è già partita”.

Davide Comunello