Dal passato al presente: il boom dei restomod spiegato da chi li crea
Quaggio: "Le Case devono mettersi in gioco"
Borromeo: “Il restomod è uno specchio dei tempi”
“Il redstomod è uno specchio dei tempi e copre un mercato che le case automobilistiche non stanno assolvendo per diversi motivi”, spiega Carlo Borromeo, fondatore della BorromeoDeSilva, “Io in queste auto vedo tanta nostalgia, un’àncora culturale a un mondo passato che ci piaceva di più, che ricordiamo come bello”. Venendo all’oggi, secondo il designer le Case tradizionali “dovrebbero rischiare di più, avere uno spirito più avventuroso, fare auto per persone specifiche non progetti generici: certo, il profilo di rischio così è più alto, ma ciò potrebbe portare anche a maggior successo”.
Colombini: “I restomod sono emozionali”
Per Emanuel Colombini, restomod e retromod rispondono a esigenze che i marchi tradizionali faticano a interpretare. “Le cause sono soprattutto le normative europee e gli obiettivi finanziari”, spiega il fondatore di Eccentrica Cars. “Per rispettarli, le Case sviluppano supercar e hypercar dominate dall’elettronica, spesso pesanti a causa dell’elettrificazione e meno coinvolgenti alla guida. Le auto moderne sono perfette e proprio per questo meno emozionali: i difetti dei restomod diventano invece la loro forza”.
Bomboi: “Attenzione alle proporzioni”
Accanto all’emozione c’è la questione delle proporzioni, come evidenzia Emanuele Bomboi. “Realizzare un restomod richiede un approccio meticoloso: bisogna conoscere a fondo gli elementi che hanno reso iconica quell’auto”, spiega il design director del Centro Stile Maggiora. “Un modello diventa icona quando rispetta principi fondamentali, a partire dalla proporzione. Nel caso dell’Alfa-Romeo 155, l’effetto monolitico deriva dall’equilibrio tra carrozzeria, assetto e pneumatici”.
Baldini: “Una tendenza partita nella moda”
“Il trend della personalizzazione nasce in altri ambiiti, come il fashion, e successivamente arriva nel mondo dell’auto”, racconta Davide Baldini, responsabile di Maserati Fuoriserie, il programma che trasforma ogni vettura del marchio in un pezzo unico. “Rappresenta l’espressione più alta del brand, dove il cliente trova il massimo livello di esclusività. Funziona però solo se resta coerente con valori e storia”.