Marco Makaus è da anni organizzatore di grandi eventi legati al mondo dell'automobile, dalla 1000 Miglia al The I.C.E. St. Moritz, dove le auto d'epoca sono le principali protagoniste. "Le vetture d'epoca rappresentano la sublimazione della passione per l'automobile", spiega Makaus, intervenuto sul palco di Ignition, l'evento che celebra i 70 anni di Quattroruote. "Vuoi perché sono più accessibili rispetto alle hypercar milionarie, vuoi perché c'è una componente di manualità che permette di creare un rapporto con la tua automobile. La macchina trascende dal suo scopo originale, che era quello di spostarsi da A a B, e ti fa vivere emozioni, anche solo facendoci un giro".
L'importanza degli eventi dal vivo
Gli eventi aperti al pubblico, come quelli organizzati da Makaus (ma non solo) stanno conoscendo un nuovo successo, una sorta di "rinascita". Sono "occasioni che creiamo per dare agli appassionati l'opportunità di 'giocare' con le loro automobili, farle vedere e farle apprezzare a tutti. Perché noi qui siamo venuti con la nostra macchina, ma ci piace poi vedere anche le altre". E non solo, perché la passione per l'automobile si vive anche e soprattutto dal vivo: "I miei eventi hanno sempre parti statiche, con le macchine esposte, ma anche dinamiche, per vedere un'auto girare, vederla 'viva', come si comporta, come accelera e frena, sentirne l'odore, è tutta un'altra cosa". Non ultimo, questi eventi permettono di creare sinergie con gli enti locali, le amministrazioni ecc. Faccio solo un esempio: durante la settimana della 1000 Miglia, a Brescia e provincia, il comparto di bar, ristoranti e alberghi fa il 30% del suo fatturato annuo".
"Le auto di oggi non coinvolgono più"
I nostri eventi, spiega Makaus, "hanno sempre più successo perché le auto di oggi, quelle di cui abbiamo bisogno tutti i giorni, sono sempre meno divertenti e coinvolgenti, e quindi finisci per investire su un'auto più vecchia". Senza il rischio di correre a rifugiarsi nella nostalgia. "Fino a trenta, quarant'anni fa potevi comprarti un'auto di tutti i giorni divertente, come poteva essere la Mini. Oggi questo oggetto è sempre più lontano". Quella di oggi, conclude Makaus, è "un'industria sempre più lontana dal mondo del collezionismo e delle auto d'epoca. Fino a 10/15 anni fa parlavamo sempre col marketing delle Case per gli eventi. Oggi questo non succede più, perché nel marketing non c'è più né l'interesse né la conoscenza di quelle macchine, anche per questioni di età".
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