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Industria e Finanza

Caso Ghosn
Emesso un nuovo mandato d'arresto

Rosario Murgida
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Caso Ghosn - Emesso un nuovo mandato d'arresto

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Caso Ghosn - Emesso un nuovo mandato d'arresto

Nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria di Carlos Ghosn. Un pubblico ministero della Procura di Tokyo ha emesso un nuovo mandato d'arresto nei confronti del dirigente di origini brasiliane con l'accusa di abuso di fiducia nel suo incarico di presidente della Nissan.

Niente scarcerazione su cauzione. Il nuovo mandato esclude, almeno per ulteriori due giorni, che Ghosn venga scarcerato grazie al pagamento di una cauzione come sembrava possibile ieri dopo un altro colpo di scena. Una corte distrettuale di Tokyo, con un'iniziativa abbastanza sorprendente rispetto alla prassi seguita in Giappone, ha infatti rigettato la richiesta della Procura di estendere per altri dieci giorni il provvedimento di custodia cautelare scattato il 19 novembre scorso. La richiesta di prorogare il termine della scarcerazione è stata presentata dai pubblici ministeri alla luce delle nuove accuse mosse contro Ghosn. Il dirigente è stato inizialmente accusato di aver sottostimato di circa 10 miliardi di yen (80 milioni di euro) i suoi emolumenti per almeno cinque anni tra il 2010 e il 2015. Tuttavia, al momento della formalizzazione dei capi d'accusa il 10 dicembre scorso, il periodo sotto indagine è stato esteso di tre anni fino al 2018.  

Le nuove accuse. Il nuovo mandato d'arresto, il terzo nei confronti di Ghosn, è stato emesso in seguito al sospetto che l'ormai ex presidente della Casa di Yokohama abbia spinto nell'ottobre del 2008 la Nissan ad accollarsi un contratto personale su strumenti derivati in perdita per 1,85 miliardi di yen (16,6 milioni di dollari). Successivamente, secondo quanto riferito dai procuratori nipponici, Ghosn avrebbe riacquisito il contratto avvalendosi dell'aiuto di una terza persona per vantare il credito accumulato nei confronti della banca con cui era stato stipulato. Dopo di che, tra il 2009 e il 2012, il manager avrebbe trasferito 14,7 milioni di dollari da una controllata della Nissan al conto della terza persona. L'accusa, nel caso vengano individuate le prove, rappresenterebbe "una speciale violazione della fiducia": si tratta, ai sensi del diritto societario giapponese, di un reato penale che segnala l'abuso da parte di un dirigente della propria posizione per ottenere un guadagno personale. Sulla base di questi sospetti, annunciati a poche ore dall'udienza sul pagamento della cauzione, i pubblici ministeri hanno acquisito il diritto di mantenere in carcere Ghosn per ulteriori due giorni e la possibilità di presentare una prima proroga del provvedimento per altri dieci giorni e una seconda sempre per altri dieci. In totale, il periodo non può superare i 20 giorni. Il mandato d'arresto non riguarda Greg Kelly, l'altro consigliere arrestato con le stesse accuse di evasione fiscale mosse contro Ghosn.