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Rolls-Royce Spectre
La prima elettrica è "l'estasi" migliore di sempre?

Mirco Magni
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La nuova Spectre non è né la Rolls-Royce più potente di sempre, né la più veloce. Ma forse è la migliore di tutte. Perché si posiziona in linea con le sorelle Ghost, Dawn, Wraith e Phantom, alzando ancora di più l’asticella del confort. Con un cambio di paradigma epocale, il marchio di Goodwood entra nel mondo elettrico confermando tutti i suoi valori: la Spectre è così perché i clienti vogliono che la propria Rolls sia così. Comoda, lussuosa, anche opulenta, ma con quell’animo caratteristico di ogni vettura che si meriti di portare lo Spirit of Ecstasy sul cofano. Anche se dentro quel cofano non ci sono dodici cilindri.

Stessa autonomia delle V12. La prima cosa che mi sono chiesto arrivando nella Napa Valley per una giornata nei panni di chi una Rolls la compra davvero è stata l’autonomia. Che, da sempre, è il punto debole dell’elettrico. Gli ingegneri del marchio mi hanno però spiegato che la Spectre è stata pensata per proporre lo stesso range delle sorelle (presto antenate) con motore V12. Con un pieno da 90 litri di una Phantom si fanno poco più di 500 km e con un pieno, questa volta di corrente, di una Spectre si può arrivare a 530 km nel ciclo Wltp. Che nella vita reale - almeno qui in America, con le strade super scorrevoli e la polizia armata di autovelox dietro ogni curva - non sono del tutto irraggiungibili. Sono partito con la batteria (agli ioni di litio da 102 kWh) al 100% e un "bagaglio" di 320 miglia (515 km): dopo 160 miglia percorse tra i vigneti della Napa Valley, l’autonomia si è dimezzata, confermando la previsione iniziale e lasciandomi con poco più di 250 km con un consumo medio di 20,2 kWh/100 km. Quest’ultimo dato mi ha sorpreso: se si pensa che la Spectre, in condizioni di prova, pesava più di tre tonnellate, c’è da fare i complimenti agli ingegneri (anche per il Cx di 0,25).

Il pieno si fa a casa. Una volta finita la carica, però, serve collegarsi a una presa e attendere parecchio. E questo è molto poco Rolls-Royce. Tuttavia, come mi hanno spiegato gli uomini di Goodwood, è molto difficile che i loro clienti percorrano più di 500 km in un giorno e il fatto di avere un’elettrica viene visto come un plus. Perché non ci si deve scomodare andando a fare il pieno di benzina al distributore, ma si può collegare l’auto a casa o in ufficio e recuperarla dopo qualche ora con la carica completa. Un dettaglio che – da uomo comune – non mi sarebbe mai venuto in mente, ma che per i pochissimi in grado di spendere mezzo milione di euro (più tasse e personalizzazioni) può fare la differenza.

Vera Rolls. "Questa è prima di tutto una Rolls-Royce e solo secondariamente un’elettrica", mi raccontano gli ingegneri di Goodwood. Il concetto si riflette non solo sulla solidità dell’auto e sulla raffinatezza di ogni dettaglio, ma anche su come si guida. Perché se non pensi che sotto di te c’è una batteria da 102 kWh netti, la differenza con le sorelle a dodici cilindri quasi non si nota. E questo è un vanto per gli inglesi, che hanno voluto dare alla Spectre lo stesso carattere degli altri modelli. Così come chiesto dai clienti, che vogliono avere un’auto simile in tutto e per tutto a quella (o quelle) che hanno già in garage. La coupé regala così un feeling da ammiraglia, con sedili morbidissimi, moquette alta due dita, un abitacolo insonorizzato alla perfezione e un assetto capace di tenere a bada l'asfalto più irregolare. Il reparto sospensioni è una diretta evoluzione di quello dell’ultima Phantom e dispone di un sistema che disconnette la barra antirollio quando si guida nei tratti dritti per garantire a ogni ruota la massima libertà di movimento. Proprio le barre antirollio attive sono state sviluppate appositamente per questo modello e utilizzano una rete a 12 volt così da essere più morbide e progressive, a tutto vantaggio del confort.

Alla fisica non si comanda. Non bisogna però pensare che la Spectre abbia un assetto troppo morbido: in curva il rollio è limitato grazie a un’elettronica che analizza decine di migliaia di parametri per capire quale sia la migliore taratura delle sospensioni, millisecondo dopo millisecondo. Certo, dall’alto delle sue tre tonnellate (o quasi) di peso e dei suoi 5.475 mm, la Rolls non si inserisce in curva come una sportiva, ma è tutt’altro che impacciata nel misto, complice un sistema a quattro ruote sterzanti che migliora la sua agilità. Mi sarei aspettato di più solo dal controllo del beccheggio: la potenza in gioco è tanta (così come la massa), ma quando si accelera rapidamente (o si frena) l’auto tende a inclinarsi longitudinalmente in maniera sensibile: del resto, alla fisica non si comanda, nemmeno se sei una Rolls-Royce. Lo sterzo, di contro, è quello di sempre: morbido, progressivo e assai demoltiplicato, non ha tra i suoi pregi la prontezza, ma è preciso quel che serve per affrontare facilmente qualsiasi percorso.

Come se ti spingessero con un cuscino. Concludo parlando dell’attore principale di questa Spectre, il powertrain elettrico, dando per assodate l'eccellenza delle finiture, la spaziosità degli interni (pure dietro due adulti stanno comodi) e del bagagliaio. Ebbene, questo elettrico è l'alternativa più vicina a un V12 Rolls che abbia mai guidato. E questo è un pregio assoluto per i futuri clienti. L’esuberanza dell’elettrone è roba da sportive, con erogazione istantanea della coppia, ma non è nell’animo di Goodwood: per ovviare alla brutalità di 548 CV e 900 Nm elettrici, i tecnici della Rolls-Royce hanno sviluppato delle mappature specifiche per l’acceleratore, ammorbidendo la risposta e rendendo le progressioni più fluide e lineari. Come quelle di un dodici cilindri, appunto. Il risultato è un’auto piacevole da guidare, ma su cui è anche bello fare i passeggeri. La Spectre non ha comportamenti bruschi nemmeno se il guidatore affonda il pedale con violenza, è sempre dolce e allo stesso tempo offre prestazioni da sportiva purosangue, o quasi. A partire da uno 0-100 km/h in 4,5 secondi. Che è qualcosa di unico, non per i meri numeri, ma per come viene raggiunto: niente calci nella schiena, ma una morbida progressione che ti porta a velocità impressionanti in pochissimo tempo, quasi senza che tu te ne accorga. È come se qualcuno ti spingesse, fortissimo, con un cuscino. Il più morbido dei cuscini. Ecco, questa è la prima elettrica di Goodwood, un'auto che avrebbe reso fieri due pionieri dell’innovazione come Charles Rolls ed Henry Royce.