Lamborghini Diablo
La Lamborghini Diablo è la supercar lanciata nel 1990 come erede della Countach. Proprio come quest’ultima, tra l’altro, è opera di Marcello Gandini e ha le classiche portiere con apertura a forbice realizzate di alluminio. Dello stesso materiale sono anche i passaruota e i brancardi. Paraurti, cofani e fascioni sottoporta sono invece di fibra di carbonio. Elementi distintivi della prima serie sono gli specchietti retrovisori non verniciati, l’assenza di prese d'aria sul paraurti e il cruscotto di grandi dimensioni. A essa sono seguite svariate versioni e serie speciali, con continui aggiornamenti. Al 1993 risale per esempio la Lamborghini Diablo VT (Viscous Traction), ossia a trazione integrale. Questa variante ha un impianto frenante Brembo ancora privo di ABS. Ha tuttavia avanzate sospensioni con ammortizzatori elettronici Koni e servosterzo di serie. All'interno presenta plancia e cruscotto ridisegnati e climatizzazione aggiornata. A livello estetico si riconosce per le prese d'aria sotto le luci fendinebbia. Nel 1995 arriva la Diablo SV (Super Veloce). Questa versione ha trazione posteriore, sospensioni meccaniche e una meccanica evoluta. La SV si distingue anche per le prese d’aria e i fendinebbia rimodellati. Dal 1998, i fari a scomparsa vengono sostituiti da una nuova palpebra trasparente che lascia i gruppi ottici a vista, "presi in prestito" dalla Nissan 300 ZX. La seconda serie della VT Coupé e VT Roadster riprende alcune delle modifiche introdotte l’anno precedente sulla SV come i fari e i nuovi cerchi da 18”. In occasione di questo restyling gli interni vengono ridisegnati e viene introdotto l’ABS. Non va poi dimenticata la Diablo GT, ispirata alle corse, alleggerita e prodotta in appena 80 unità con motore da sei litri. La Lamborghini Diablo VT 6.0 è l'ultima evoluzione del modello. Prodotta solo nel 2000 e nel 2001 in 260 esemplari, è stata sostituita dalla Lamborghini Murciélago.
I MOTORI DELLA LAMBORGHINI DIABLO USATA
La Lamborghini Diablo debutta con un V12 aspirato da 5,7 litri sistemato in posizione centrale longitudinale e trazione posteriore. Con 492 CV, la prima Diablo scatta da 0 a 100 km/h in appena 4 secondi e ha una velocità massima di 325 km/h. Le versioni VT hanno la trazione integrale e la stessa meccanica, che risulta invece elaborata sulla Diablo SE 30. Realizzata in 150 esemplari per uso pista e alleggerita di 125 chilogrammi, ha 525 CV, che diventano 600 in presenza dello speciale kit “Jota”. Le Diablo SV possono invece contare su 520 CV. I cavalli salgono a 530 sulla seconda serie della VT Coupé e VT Roadster. Ciò grazie alla fasatura variabile VVT, che migliora il rendimento. Nell’ultima evoluzione del V12 del Toro la cilindrata raggiunge i 5992 cm3 con la corsa che va da 80 a 84 millimetri.
PRO E CONTRO DELLA LAMBORGHINI DIABLO USATA
La Lamborghini Diablo è una granturismo ad altissime prestazioni. Non va dunque considerata una sportiva pura come la sua acerrima rivale dell’epoca, la Ferrari F40. Cosa sorprendente, sfruttare le notevoli prestazioni della Diablo è relativamente facile. L’auto soffre solo un pò nel misto stretto, dove il peso rilevante innesca sottosterzi. Inoltre un ritorno brusco dello sterzo rende impegnative le manovre di recupero. Anche i freni duri e il cambio un po’ lento non sono il massimo in questi frangenti. La Lamborghini Diablo si fa perdonare nei tratti veloci, dove può far valere una grande stabilità e la sovrabbondante cavalleria. Contrariamente alle aspettative, la Diablo è molto docile nell'uso tranquillo, con un’ottima elasticità della meccanica. Gli unici limiti sono legati alla frizione pesante e alla visibilità risicata. Le prime Diablo presentano una dotazione molto spartana. Sugli esemplari più datati finestrini e sedili sono regolabili manualmente e manca l’ABS.
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