Le prime cinque generazioni della Opel Astra accompagnate dalle medie che hanno fatto la storia di Rüsselsheim.
In continuità. Nel 1991 debutta la prima generazione della Opel Astra. Nonostante ciò, questa serie viene definita come Astra F per sottolinearne la continuità con la precedente Opel Kadett, rimasta ferma alla quinta generazione, la E. Del resto, il nome Astra non è nuovo: prima della F, sono state chiamate così le Kadett a marchio Vauxhall delle serie D ed E, vendute Oltremanica.
Compatta. La variante hatchback, disponibile a tre e a cinque porte, ha la Volkswagen Golf nel mirino. Si tratta, infatti, dell’unica concorrente tedesca nella sua stessa fascia di mercato. La BMW Serie 3 Compact, in arrivo nel 1994, avrà solo tre porte, mentre l’Audi A3 arriverà solo nel 1996 e bisognerà attendere il 1999 per la variante con le portiere posteriori.
Sportiva. Fin dal primo anno di commercializzazione sono disponibili le versioni GSI, con motore di 2.0 litri a 8 o 16 valvole, rispettivamente da 116 e 150 CV. La meno potente verrà in seguito rimpiazzata dalla 1.8 16v da 125 CV. La GSI è la prima auto del suo segmento dotata del controllo elettronico della trazione.
Station. La variante Caravan arriva nel 1992, con una lunghezza di 4,28 metri e un vano bagagli da 500 litri. In Italia, dove viene venduta con il nome di Astra SW, avrà un grande successo.
Sedan. Ingombri simili alla wagon (è più corta di 4 cm) sono quelli della quattro porte, meno diffusa sulle strade italiane. Anche in questo caso il bagagliaio misura 500 litri, ma il divanetto non è abbattibile.
Scoperta. Nel 1993 arriva anche la Cabrio, sviluppata e prodotta in Italia dalla Bertone. Due anni dopo, assieme alla Fiat Punto Cabrio, la Opel Astra scoperta contribuirà al raggiungimento delle 24 mila unità prodotte in quell’anno dall’atelier piemontese.
Elettrica. Sempre nel 1993 prende il via la sperimentazione della Impuls 3, la variante a motore elettrico dell’Astra, di cui vengono realizzati dieci esemplari: cinque adottano una batteria al nickel-cadmio da 45 kWh, mentre gli altri hanno accumulatori al sodio-cloruro di nichel da 42 kWh. Percorreranno complessivamente 350 mila chilometri fino al 1997.
Facelift. Nel 1994 la gamma dell’Astra viene sottoposta a un moderato restyling che porta in dote una calandra modificata (sparisce il listello orizzontale al centro) e indicatori di direzione bianchi, oltre ad altri lievi aggiornamenti a specchietti e proiettori posteriori. In quell’occasione diventano di serie gli airbag frontali full size per guidatore e passeggero.
Grande successo. Della Opel Astra F vengono prodotti ben 4,13 milioni di unità dal 1993 al 1997, che ne fanno il modello più venduto nella storia del marchio tedesco. Nella foto, la linea produttiva di Eisenach, in Turingia.
Tutta nuova. Nel 1998 debutta la Opel Astra G, ovvero la seconda generazione della compatta tedesca. Il design è tutto nuovo, tanto da abbandonare le forme morbide e arrotondate della serie precedente per adottare uno stile forse più serioso, ma anche più importante e aggressivo.
Nuova coda. A cambiare è soprattutto la hatchback, ancora una volta proposta a tre e a cinque porte, ma con una coda leggermente pronunciata che la rende una due volumi e mezzo.
Station. Immancabile è ovviamente la variante SW, la più apprezzata in Italia. Ha una lunghezza di 4,29 m, mentre la capacità dichiarata del vano bagagli va da 480 a 1.500 litri.
Coda lunga. Nella gamma della Opel Astra G trova spazio anche la configurazione a tre volumi, non destinata al mercato italiano, dove le sedan di segmento C dei marchi generalisti hanno già all’epoca meno appeal.
Italiana. Nel 2000 debutta l’Opel Astra Coupé, prodotta in Italia dall’atelier Bertone. A lei spetta il non facile compito di raccogliere l’eredità della Opel Calibra, pur essendo quest’ultima un prodotto di segmento superiore.
Scoperta. Sempre all’atelier Bertone spetta assemblare l’Opel Astra Cabrio, sul mercato dal 2002 con una classica capote di tela ad azionamento elettrico.
Potente. Con il restyling del 2002, che porta in dote lievi modifiche allo stile della vettura, arriva anche la versione OPC dell’Astra, con motore a benzina sovralimentato 2.0 da 200 CV e un look specifico. Curiosamente, questa versione è disponibile anche per la SW.
Spigolosa, ma nuova. Al Salone di Francoforte del 2003 viene presentata la Opel Astra H: presenta un look tutto nuovo, pur non rinnegando gli spigoli della precedente generazione. Come già avvenuto con la coeva Fiat Stilo, la hatchback si sdoppia in due distinte varianti, di cui quella nella foto è la classica berlina a cinque porte.
Appagante. La versione a tre porte, invece, è rappresentata da una nuova configurazione con padiglione spiovente, denominata GTC, e, in opzione, lo scenografico parabrezza allungato nella foto.
Immancabile. Ovviamente, c’è anche la SW, che ha ormai superato i quattro metri e mezzo di lunghezza, raggiungendo quota 452 cm.
Potente. Non manca neppure la declinazione sportiva OPC, disponibile solo per la variante GTC con motore sovralimentato di 2.0 litri da 240 CV. Secondo la Casa, la vettura accelera da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi e raggiunge una velocità di punta di 244 km/h.
Tetto rigido. Nel 2006 arriva la Opel Astra TwinTop, che riprende la soluzione del tetto rigido retraibile elettricamente già adottata sulla coeva Tigra TwinTop, ma con tanto spazio in più. Il bagagliaio, quando la vettura viaggia a tetto chiuso, ha una capacità dichiarata di 440 litri.
Non per noi. Sempre nel 2006, al Salone di Istanbul, viene presentata la variante a tre volumi dell’Astra H, pensata soprattutto per l’Est Europa e la Turchia. In Italia, come in quasi tutti i mercati occidentali del Vecchio Continente, non entrerà mai a listino.
Filante. Nel 2010 fa il suo debutto la nuova generazione della segmento C tedesca, nota come Astra J (la ''I'' viene scartata dal nome di progetto per evitare confusione con il numero 1). Come si evince dalla versione a cinque porte nella foto, la linea è ora più morbida e filante.
Si lascia guardare. Il dinamismo della nuova Opel Astra è reso ancor più evidente dalle forme della variante GTC, con il padiglione spiovente e l’andamento ad arco della finestratura laterale.
Nuovo nome. Anche la wagon, ora denominata Sports Tourer, si fa più dinamica e filante. La lunghezza è di ben 470 cm, ormai da tipica segmento D.
Va più forte. Nel 2012 arriva l’ormai consueta versione OPC, disponibile solo per la GTC. I cavalli del 2.0 sovralimentato salgono a 280: la Casa dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in sei secondi e una velocità massima di 250 km/h.
La berlina. Nello stesso anno il costruttore completa la gamma del modello con la tre volumi, questa volta disponibile anche in Italia e in altri Paesi dell’Europa Occidentale. È lunga 466 centimetri, addirittura tre in più della coeva BMW Serie 3 (F30), che però appartiene al segmento D.
Più snella. La nuova generazione della Opel Astra, la K, viene presentata al Salone di Francoforte del 2015. Rispetto alla precedente J è più leggera di almeno 120 kg e ha un ottimo Cx di 0,29.
Gamma ridotta. Oltre all’hatchback a cinque porte dell’immagine precedente, la gamma della serie K prevede solo la variante Sports Tourer. Nel 2016 la nuova Astra viene premiata con il titolo di Auto dell’Anno.
Aggiornata. Nel 2019 debutta il restyling della Opel Astra, con lievi aggiornamenti alla linea e novità di maggior rilievo nella gamma motori e nelle dotazioni tecnologiche. Migliora l’aerodinamica, con il Cx che scende ulteriormente a un valore di 0,26.
Nuovo corso. Il restyling della serie K traghetta l’Astra verso la nuova generazione, la L. Dalle prime immagini della nuova vettura, svelate nelle scorse settimane, si evince l’adesione al nuovo corso stilistico ''Bold and pure'' (''audace e puro'') della Casa tedesca. Grazie alla piattaforma Emp2, la stessa della nuova Peugeot 308, può essere equipaggiata anche con powertrain plug-in hybrid.
Più spazio. La vettura è più lunga di soli quattro millimetri (per un totale di 4.374 mm) rispetto alla variante hatchback della serie K. In larghezza, invece, cresce di ben 51 mm e arriva a toccarne 1.860, a tutto vantaggio dell’abitabilità.
High tech. Gli interni dell’auto rivelano comandi fisici ridotti al minimo, caratterizzati dalla presenza di un pannello unico, il ''Pure Panel'', per il virtual cockpit e lo schermo dell’infotainment.
In arrivo. La nuova Opel Astra, di cui restano da scoprire le forme della wagon, sarà su strada all’inizio del 2022.
È tutto pronto per il lancio della nuova Opel Astra L, che vedremo nelle concessionarie dall’inizio del 2022 con la Volkswagen Golf nel mirino. L’ormai eterna rivale della regina di Wolfsburg si rinnova ancora una volta, dopo aver raccolto nel 1991 il testimone dalla Opel Kadett, altro modello molto apprezzato in Italia. Proprio per questo, ne ripercorriamo la storia nella nostra galleria d’immagini, dove troverete l’Astra in tutte le varianti di carrozzeria finora prodotte: dalle classiche hatchback alle varie coupé e cabriolet, senza dimenticare le immancabili wagon, le più amate dagli italiani che hanno scelto la segmento C tedesca.