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Opel Astra
La sesta generazione cambia passo (in tutti i sensi)

Opel Astra
La sesta generazione cambia passo (in tutti i sensi)
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Nuova dentro, fuori e anche sottopelle. Nei suoi 30 anni di storia l’Opel Astra non è mai cambiata così tanto come ora: base francese, look che anticipa il design dei futuri modelli di Rüsselsheim e interni che staccano, nettamente, con il passato. La nuova cinque porte debutta con motori ibridi plug-in e nuove tecnologie per infotainment e assistenza alla guida ma, sotto sotto, è sempre lei: dimensioni che la posizionano nel cuore del segmento C, tanto spazio a bordo e un bagagliaio ancora più grande rispetto al passato. Per vederla nelle concessionarie bisognerà aspettare fino all’inizio del prossimo anno, ma la si potrà ordinare già in autunno, quando entrerà in produzione.

Nel cuore del segmento C. Come anticipato nel primo contatto con il prototipo, la sesta generazione dell’Astra è solo quattro millimetri più lunga rispetto al modello attuale: nonostante il passo di 2.675 mm, cresciuto di 13 millimetri, la segmento C misura infatti 4.374 mm. A crescere è la larghezza, che aumenta di 51 mm e arriva a toccare i 1.860 mm. Ne guadagna l’abitabilità interna, nonostante l’altezza sia stata ridotta di 15 mm (1.470 mm): a bordo possono trovare spazio fino a cinque persone, che possono contare su un bagagliaio da 422 litri con fondo regolabile su due livelli. Nuovi sono anche i profondi vani ricavati nel tunnel centrale, creati dalla Opel in risposta alle richieste dei proprietari della generazione uscente. Non mancano i sedili ergonomici certificati Agr, disponibili anche con rivestimenti di pelle Nappa o Alcantara, posizionati più in basso di 12 mm rispetto al modello attuale e, a richiesta, disponibili anche con funzioni di ventilazione e massaggio.

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Cambia passo. Il cambio di passo (in tutti i sensi) è dovuto all’impiego di una piattaforma condivisa con altri modelli del gruppo Stellantis, come la Peugeot 308. Il pianale EMP2, con sospensioni anteriori McPherson e ponte torcente al posteriore, promette una maggiore rigidità e ha consentito agli ingegneri tedeschi di integrare una nuova gamma di propulsori che, oltre ai classici benzina e diesel, include per la prima volta anche powertrain ibridi plug-in. A listino saranno subito disponibili i 1.2 turbobenzina da 110 o 130 CV e il 1.5 turbodiesel da 130 CV, abbinati di serie a un cambio manuale a sei rapporti, ma disponibili anche con un automatico a otto marce. Quest’ultima trasmissione verrà proposta, con diversi aggiornamenti, anche sulle due Astra plug-in hybrid, che saranno accomunate da un quattro cilindri 1.6 turbobenzina con motore elettrico da 110 CV e proporranno una potenza massima di sistema pari a 180 o 225 CV. Ad alimentare l’unità a elettroni sarà presente una batteria agli ioni di litio da 12,4 kWh, che dovrebbe garantire oltre 50 km d’autonomia in modalità Ev. Ma per conoscere tutti i dettagli tecnici, le prestazioni e i consumi bisognerà attendere ancora qualche settimana.

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“Guarda” dappertutto. Oltre alla rivoluzione meccanica, la tedesca si propone con uno stile che evolve le linee portate al debutto dalla Mokka, inaugurando la nuova filosofia stilistica “Bold and pure”. Il Vizor, il nuovo frontale che accomunerà tutti i futuri modelli del Fulmine, enfatizza la sensazione di larghezza dell’auto e integra tutto il necessario per consentire il funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida. Oltre ai fari Intelli-Lux Led - uno dei fiori all’occhiello della Opel grazie al design “ultrapiatto” e alla tecnologia Pixel Light con 84 diodi per ogni faro -, la nuova fascia frontale comprende anche i sensori degli Adas e la telecamera anteriore del sistema Intelli-Vision. Altre quattro videocamere (posizionate sul parabrezza, sulle fiancate e al posteriore), insieme a sensori agli ultrasuoni e radar, vigilano su tutti i lati della vettura: ciò consente il funzionamento dell’Intelli-Drive, un sistema di assistenza alla guida che, oltre alle funzioni ormai disponibili su gran parte dei nuovi modelli, è anche in grado di adattare la velocità in curva e di eseguire cambi corsia semiautomatici. A completare la dotazione di sicurezza sono presenti anche un sistema di rilevamento delle mani sul volante, l’head-up display, il riconoscimento esteso dei cartelli stradali e il sistema rear cross-traffic alert.

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Senza riflessi. Per gestire tutte le nuove funzioni, la Opel ha creato un infotainment intuitivo e personalizzabile. I comandi fisici sono ridotti all’osso (il clima ha comunque dei pulsanti separati) e tutto è comandabile con pochi tocchi o direttamente con la propria voce. Compatibile con Android Auto e Apple Carplay, entrambi in modalità wireless, il nuovo sistema sfrutta uno schermo da 10” affiancato a un quadro strumenti digitale di egual misura: i designer li hanno integrati in un’unica superficie, il Pure Panel, che comprende anche la bocchetta sinistra del climatizzatore. Nonostante l’assenza di una copertura nella parte superiore, i display sono pensati per garantire la massima visibilità in tutte le condizioni di guida e, grazie a un particolare inserto opaco, non dovrebbero creare fastidiosi riflessi sul parabrezza. La precisione tedesca si vede anche nei dettagli più piccoli.

COMMENTI

  • Ponte torcente al posteriore non si può sentire... Comunque a me non dispiace
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  • Ormai sono tutte uguali cambia, poco, l'estetica, hanno farcito di accessori, che si guastano o diventano inutilizzabili in poco tempo, per cui mi è passata la voglia di cambiare le auto se non indispensabile, e spendendo il meno possibile.
  • Mi stanno facendo perdere qualsiasi interesse per il mondo dell'auto,purtroppo.. E non riesco a dire basta all'edicolante che mi tiene ogni mese una copia di QR.....
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  • se si va indietro negli anni, si scoprono segmento c più belle, ancora attuali e tecnicamente più dotate: quello che resta oggi è l'effetto del ciclone premium, di origine tedesca, che ha confuso la novità (abusata) con l'innovazione e che ha infarcito di specchietti per le allodole gli abitacoli, sottraendo sostanza alla meccanica. se aggiungiamo un design di stile orientale, per il quale copiare altri modelli è un riconoscimento alla loro superiorità e non una copiatura, allora il pranzo è servito. questa astra ha di piacevole solo la zona dei fari anteriori, tutto il resto ce lo potevano risparmiare
  • Capisco le economie di scala pero' per chi e' appassionato (non tanti, a dire il vero) e' il festival della tristezza: esattamente la stessa auto nascosta sotto diverse carrozzerie e diversi marchi. E nel caso di VAG, neanche diverse carrozzerie. E con l'elettrico andra' ancora peggio, che la stessa piattaforma te la ritroverai fra case ufficialmente distinte. Decisamente comincio a rompermi del mondo dell'auto, ormai sceglierne una e' come scegliere fra computer Lenovo o un Dell
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  • molto più orginale delle precendenti davanti.. dietro la vedo sempre un pò golfizzata
  • A parte che le auto a petrolio nascono già obsolete, trovo inutili, brutte, fuoriluogo tutte queste pieghe laterali alla carrozzeria. Poi un retrotreno multilink mi sembra quantomai necessario in questo segmento.
  • Molto bella a mio parere. Sarà anche pesantemente imparentata con 308, ma ha un'impostazione di design totalmente differente. Cosa che non si può dire avvenga altrove. A me ricorda la delta. Layout con montante posteriore a triangolo e due soli vetri. Tendenza già proposta da Audi a1 e opel corsa. Nuovo frontale opel: a me piace.
  • Ma il posteriore é un copia-incolla della Golf/id.3... ma proprio paro-paro...
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  • Passo più 13cm non mi pare vecchia astra aveva passo 254 cm. Come già detto pesante derivazione da 308 anche come ossatura porte anteriore , probabilmente parabrezza e forse addirittura ossatura cofano, porta post invece pare con profilo leggermente diverso. Però auto ha una sua personalità, ancor più con un interno moderno come le migliori nuove cinesi sconosciute da noi. Come meccanica solito copia incolla dei 3 motori che hanno in casa in psa. Più o meno stesse cosa che fa vw da anni, solo che i soliti troll da entrambi le parti cruticano operazione solo se la fa la squadra per cui non fanno il tifo. Speriamo in una sw di nuovo guardabile.
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  • Vedo che il gigantismo in larghezza procede inesorabile. Di questo passo presto il box sarà inservibile. Sono folli!
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  • A Peo Pericoli piace questo elemento
  • Con pianale EMP2 Stellantis ovvero sospensioni da utilitaria e non auto premium...
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  • belli i passaruota allargati, non mi convince il muso, chissà se ne vedremo di + rispetto il modello uscente
  • Forse meno proporzionata rispetto alla Mokka, ma sembra meglio dal punto di vista estetico rispetto alla 308. Da vedere dal vivo per valutare meglio, ma sembra sia riuscita abbastanza bene. Interni più moderni, anche se non capisco il “buco” nel cruscotto nella parte del guidatore, di cui non comprendo l’utilità e che penso sarà sempre pieno di polvere e difficile da pulire. Almeno avrebbero potuto mettere uno sportello…Unica pecca “importante” le nuove sospensioni posteriori che sono un deciso peggioramento. Per il resto soliti motori un po’ troppo troppo tranquilli, ma questo ormai era già così. Certo, non è una classica Opel che aveva un piacere di guida migliore ed era decisamente tedesca, ma penso che non abbia senso fare questi discorsi perché non ci sono alternative. La risposta la darà il mercato.
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  • Pensantemente ispirata alla Golf, sia dentro che fuori, nel posteriore si arriva quasi al plagio.
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  • una peugeot 308 marcata opel ... così come saranno la nuova giulietta, la nuova tipo, la nuova citroen ... che senso ha fare n macchine UGUALI giusto col marchio diverso sul frontale e sul volante ? Chi è tanto stupido da comprare delle fotocopie ?
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  • Non male le proporzioni generali, sembra quasi una TP. Meglio di quella albicocca deforme della sorella Peugeot.
  • Ora manca da vedere se e come sarà la versione Sport Tourer.
  • il fatto che sia adesso un veicolo francese, mi fa escludere qualsiasi considerazione di acquisto. Per qualità c'e di meglio. Bello il richiamo della bocchettadell'aria delle opel 2002-2005. Golf, civic, Mazda 3 sono compatte di gran lunga migliori. E peccato che ford con la focus abbia fallito a questo giro.
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