Nissan
Yokohama alla prova del nove(mbre)
L’ottimismo della volontà. Dopo l’uragano Ghosn e il tifone Saikawa, si spera nell’anticiclone Makoto Uchida. Dopo il seppuku dei risultati finanziari, con il risultato operativo inabissatosi del 99% nel primo trimestre dell’esercizio in corso, la Casa di Yokohama punta al rilancio attraverso una nuova strategia industriale e di contatto con il mercato. Il Tokyo Motor Show 2019 è per la Nissan un deciso punto di ripartenza: due concept, la Suv Ariya (molto vicina alla produzione in serie) e la compatta stile kei car IMk, focus sull’elettrico e sull’ibrido e-Power (con il termico a benzina che fa solo da range extender), implementazione delle tecnologie Nissan Intelligent Mobility, con il ProPilot 2.0 che sostanzialmente va oltre la guida assistita di livello 2, obiettivi corporate di emissioni zero e "zero fatality" (cioè incidenti mortali), spinta risolutiva nei servizi di connettività. Ma nessuna parola, o quasi, sull’Alleanza con Renault e Mitsubishi.
Fiducia nel futuro. Il ceo designato, Uchida, ha fatto la sua prima uscita ufficiale nel fuori-salone per la presentazione della nuova stagione di Formula E. Pochi minuti, poche parole, zero cravatte. Ha ammesso le difficoltà, dichiarandosi però fiducioso per il futuro e sostenendo che già dall’inizio del suo mandato (entro gennaio) ascolterà "con estrema attenzione le indicazioni di tutti, a partire da quelle della clientela”. Così, è toccato ai top manager del gruppo delineare le direttrici di sviluppo e riconfermare le prospettive “brillanti” cui, a loro giudizio, andrebbe incontro la Nippon Sangyo, nome originario della conglomerata poi spremuto in Nissan.
Il fattore e-Power. Ivan Espinosa, vice presidente global e Japan product planning strategy, ha spiegato che, vista la positiva accoglienza registrata dalla nuova Juke e in attesa della prossima serie della Qasqhai, il futuro della Casa sarà prevedibilmente roseo anche nel Vecchio continente. Da noi arriverà anche l’ibrido e-Power, anche se la data non è stata confermata. Entro il 2022, la Nissan conta di raggiungere il 50% delle vendite europee mediante veicoli elettrici, ibridi plug-in o per l'appiunto dotati del sistema e-Power. Entro la stessa data, la Nissan prevede di lanciare otto nuovi modelli dotati di batteria e di raggiungere un milione di consegne di vetture elettriche ed e-Power. Quest’ultimo powertrain, secondo Espinosa, "rappresenta una delle tecnologie core di Nissan: vogliamo introdurlo in molti dei nostri mercati perché ci aiuterà nella compliance alle normative sulle emissioni, ma non solo. Con l’e-Power vogliamo fornire un’esperienza di guida più vicina all’elettrico puro, a un prezzo competitivo (sono stato al volante di una Note e-power per un mini test di circa sette chilometri a Tokyo: con la batteria quasi carica, la vettura marcia nella sola modalità elettrica. Buone le sensazioni: soprattutto, mi ha incuriosito il fatto che nel selettore "mode" la funzione Eco è quella che mette in funzione il motore termico, ndr)”.
L’attenzione al cliente. La Nissan vuole proporre al mercato un’esperienza di mobilità su misura. Sotto tutti i profili, anche quello produttivo. "L’unico obiettivo della nostra strategia industriale è quello di intercettare i bisogni dei nostri clienti. E quindi, nella definizione degli impianti ci sono tre fattori di cui tenere conto: la competitività di costo, la giusta collocazione e la vicinanza all'acquirente”, ha rimarcato Espinosa, ribadendo lo stesso concetto a proposito di una domanda sull’impianto di Sunderland, nella città epicentro della Brexit.
Aspettando novembre. Per una Casa che ha il suffisso onorifico giapponese “san” incorporato nel nome, la Nissan negli ultimi tempi non è stata del tutto un “signor” costruttore, almeno dal punto di vista finanziario. L’anno fiscale 2018 si è chiuso con un utile più che dimezzato a 319 miliardi di yen (2,65 miliardi di euro) e il primo trimestre del 2019 ha visto il margine operativo spegnersi dal 4,0% allo 0,1%. Una debacle che ha portato all’annuncio di tagli al personale per 12.500 unità e a una ridda di indiscrezioni, tra cui l’ipotetica cessione del marchio Datsun. Il 12 novembre è prevista la pubblicazione della semestrale. Forse è presto per capire se la svolta indicata dal management si tradurrà da subito in numeri, travasando l’ottimismo della volontà in quello della realtà. Certo è che la Nissan ha un solido bisogno di allontanare il fantasma di Carlos Ghosn, assente giocoforza al Salone dopo vent’anni, e di riempire i “MA” dell’ideogramma nipponico che ispira Alfonso Albaisa, capo del design: la maestria di colmare gli spazi vuoti.