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Nissan
Makoto Uchida è il nuovo amministratore delegato

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Makoto Uchida è il nuovo amministratore delegato
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La Nissan ha un nuovo amministratore delegato. Dopo il breve incarico assunto dal direttore operativo Yasuhiro Yamauchi in seguito alle dimissioni di Hiroto Saikawa, il cda del costruttore ha affidato il timone dell’azienda a Makoto Uchida, già vicepresidente senior con delega alle attività cinesi.

Gupta direttore operativo. Uchida sarà affiancato da un nuovo direttore operativo. Si tratta di Ashwani Gupta, un ex manager della Renault che attualmente ricopre lo stesso incarico presso la controllata Mitsubishi Motors. A sua volta, Gupta avrà il supporto del vice presidente Jun Seki. I tre manager, insieme a Yamauchi, facevano da tempo parte della lista dei candidati ad assumere il ruolo di ad. Nelle ultime settimane, sono circolati i nomi anche di dirigenti esterni al gruppo, tra cui il numero uno della multinazionale delle bevande Suntory Holdings, Takeshi Niinami, e Daniele Schillaci, oggi numero uno operativo della Brembo ma per anni dirigente di primo livello della Nissan. "Il consiglio - ha spiegato il presidente Yasushi Kimura - ha stabilito che Uchida gestisca le attività. Il comitato per le nomine ha portato avanti il processo di selezione e ha valutato i candidati coerentemente con la nuova struttura di governance a tre istituita a giugno. Ci aspettiamo che Uchida guidi l'azienda come una squadra, si concentri immediatamente sul recupero del business e rivitalizzi la società".

2019-Nissan

Un futuro pieno di sfide. I nuovi vertici aziendali, scelti a poche settimane dalla dimissioni presentate da Saikawa a causa dalle scoperta di compensi indebitamente percepiti, dovranno affrontare numerose sfide, a partire dalle necessità di rimettere in carreggiata un'azienda alle prese con un rapido deterioramento delle performance finanziarie. La Nissan ha già varato una serie di misure drastiche come il taglio di oltre 12 mila dipendentim ma per colpa delle ultime vicissitudini ai piani alti della dirigenza, non ha ancora messo mano ad alcune questioni critiche, tra cui il peggioramento dei risultati commerciali tra gli Stati Uniti e l'Europa. La crisi della Nissan è esplosa con l'arresto dell'ex numero uno Carlos Ghosn che ha acuito la situazione di alta tensione con gli alleati della Renault su questioni legate non solo alla governance o alla gestione dell'Alleanza ma anche, se non soprattutto, a decisioni strategiche. La proposta di fusione presentata dal gruppo FCA e poi ritirata ha, infatti, messo a dura prova i rapporti tra giapponesi e francesi.

Tensioni interne. Il clima tra le due anime dell'Alleanza Renault-Nissan non è idilliaco, ma non lo è neanche all'interno della stessa Casa di Yokohama: negli ultimi giorni, infatti, sono emerse delle indiscrezioni sulle tensioni all'interno delle prime linee manageriali, con diversi fronti a sostegno di un dirigente o di un altro in vista della nomina del nuovo amministratore delegato. Ulteriore scompiglio sarebbe nato da un rapporto dell'ex responsabile della revisione contabile, Christina Murray, contenente l'elenco di 80 dipendenti accusati di aver aiutato Ghosn nelle azioni che hanno portato al suo arresto. Tra i nominativi c'è quello di Hari Nada, vice presidente con delega agli affari legali molto vicino allo stesso Ghosn: il cda vorrebbe le sue dimissioni, ma sembra stia trovando forti resistenze all'interno del management. 

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