Ferrari 348
I MOTORI DELLA FERRARI 348 USATA
Da un punto di vista tecnico, la 348 ha rappresentato una svolta importante per il Cavallino. È stata infatti la prima Ferrari ad adottare non un telaio tubolare, bensì una struttura composta da due semitelai imbullonati tra loro. Alla scocca in acciaio scatolato che compone la cellula dell’abitacolo si aggiunge un telaio ausiliario tubolare posteriore, nel quale è alloggiato il motore. Questo è un V8 aspirato montato in posizione longitudinale, alimentato a iniezione elettronica e dotato di carte secco. Le prime 348 lo montano in configurazione da 300 CV, mentre quelle successive al restyling vedono la potenza massima salire a 320 CV, che diventano 330 per la GT Competizione. La 348 è l’ultima Ferrari prodotta con il solo cambio manuale a cinque rapporti. La prima marcia, tra l’altro, si innesta spostando la leva all’indietro, secondo un’impostazione classica.
PRO E CONTRO DELLA FERRARI 348 USATA
Sulla Ferrari 348 aleggia una cattiva fama. Negli anni è stata criticata pubblicamente da Luca Cordero di Montezemolo, da Mauro Forghieri e da Nicola Materazzi, il padre della F40. La 348 non era però quella macchinaccia da loro descritta. Nella prova pubblicata sul fascicolo del febbraio 1990 staccò un formidabile tempo di 5,6 secondi nell’accelerazione 0-100, sfiorando i 280 km/h di velocità massima. In quella occasione Ivan Capelli disse di lei “Non è una sportiva di facile comprensione. Per guidarla al meglio occorre studiarla a lungo, conoscere tutte le sfumature del suo comportamento così nervoso.”. Proprio per limitare i suoi sovrasterzi in occasione del lancio della 348 Spider i tecnici introdussero una serie di modifiche (mai ufficializzate dalla Ferrari) alle sospensioni posteriori. Sui primi esemplari, la guida appare dunque d’altri tempi, complice magari anche l’assenza del servosterzo. Tra le altre assenze si segnala quella dell’airbag.